Cinema

Vincent Lindon e Tahar Rahim trasformano Les Misérables in un duello accolto tiepidamente in Francia

Liv Altman
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Ogni generazione di spettatori francesi ha il suo Les Misérables, e ogni versione racconta quale parte del romanzo di Victor Hugo interessasse di più alla propria epoca. Il nuovo adattamento di Fred Cavayé, in testa al box office francese e ora in arrivo nelle sale spagnole, punta sull’inseguimento: un ex galeotto che si è rifatto una vita sotto falso nome e l’ispettore di polizia incapace di accettare che un uomo possa cambiare. Vincent Lindon interpreta Jean Valjean. Tahar Rahim veste i panni di Javert. La stampa francese sottolinea come questa versione si concentri più nettamente delle precedenti sui due nemici.

Questa scelta inserisce il film in una lunga tradizione. Harry Baur, Jean Gabin, Lino Ventura e Jean-Paul Belmondo hanno tutti dato volto a Valjean per il pubblico francese; Liam Neeson lo ha portato nel dramma in lingua inglese e Hugh Jackman lo ha fatto cantare. La versione di Cavayé arriva in coda a un ciclo più recente, quello dei costosi adattamenti francesi di classici, che di recente hanno restituito al pubblico nazionale Alexandre Dumas con The Three Musketeers e The Count of Monte Cristo. La prima settimana nelle sale francesi suggerisce che il pubblico non sia altrettanto convinto che servisse un altro Valjean.

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Il cast è la dichiarazione d’intenti più chiara del film. Lindon ha vinto il premio come miglior attore a Cannes per La legge del mercato, in cui interpretava un disoccupato costretto ad accettare un lavoro umiliante, e da tempo la sua immagine sullo schermo è quella di un uomo perbene logorato dalle istituzioni. Rahim, vincitore di un César, si è imposto interpretando un giovane detenuto ne Il profeta di Jacques Audiard; qui passa dall’altra parte delle sbarre. A San Sebastián, dove il film è stato presentato in anteprima mondiale nella Selezione ufficiale, Rahim ha descritto il suo Javert come «un bambino ferito e abbandonato», accolto da un sistema che trasforma l’applicazione della legge in un’ossessione, secondo il resoconto del festival pubblicato da Vistazo. Accanto a loro, Noémie Merlant interpreta Fantine, mentre Camille Cottin e Benjamin Lavernhe sono i Thénardier, che Lavernhe ha definito «predatori» consapevoli dei meccanismi della povertà perché li hanno vissuti sulla propria pelle.

Cavayé è un custode inatteso per un monumento nazionale. Si è fatto un nome con thriller serrati: Anything for Her, con Lindon nei panni di un insegnante che escogita un piano per far evadere la moglie dal carcere, poi rifatto a Hollywood con il titolo The Next Three Days; Point Blank; e Mea Culpa, ancora con Lindon. È poi passato alla commedia da cena tra amici Nothing to Hide e al dramma sull’Occupazione Farewell, Mr. Haffmann. Secondo la ricostruzione della produzione pubblicata da Wikipedia in francese, aveva raccontato a Deadline di sognare da tempo un grande affresco letterario e che il film sarebbe rimasto nel solco dei suoi thriller. A San Sebastián ha ammesso di conoscere la storia attraverso i suoi adattamenti e di aver letto il romanzo solo mentre preparava il progetto. «È un adattamento, non un remake», ha detto.

L’affermazione merita di essere esaminata, perché anche la struttura del duello è un’eredità. Il romanzo di Hugo è più vicino a un’enciclopedia che a una trama, con la digressione su Waterloo, il convento e le fogne, e ogni film ha dovuto fare delle scelte. La versione in lingua inglese di Bille August, con Neeson opposto a Geoffrey Rush, aveva già ridotto il libro alla dinamica tra cacciatore e preda. L’ambizione dichiarata da Cavayé è diversa: restituire personaggi e sfumature tralasciati dagli adattamenti precedenti, sfruttando il margine offerto da una durata di quasi tre ore. Anche il titolo, però, ha un proprietario più recente. Les Misérables di Ladj Ly ha trasferito la Montfermeil di Hugo in un dramma poliziesco contemporaneo e ha ottenuto una candidatura agli Oscar, ricordando che il più incisivo uso recente di Hugo nel cinema francese non era affatto un film in costume.

I dubbi riguardano tanto gli incassi quanto la critica. AlloCiné ha registrato 480.822 ingressi nella prima settimana, anteprime incluse: abbastanza per conquistare il primo posto, ma ben lontano dal milione e più di spettatori che The Three Musketeers aveva attirato nella sua prima settimana e dai circa 1,2 milioni di The Count of Monte Cristo, come ha osservato Entrevue. Secondo la stampa francese, il budget oscilla tra i 33 e i 41 milioni di euro; Le Parisien, citato da PureBreak, stima che il film debba raggiungere tra i quattro e i cinque milioni di spettatori per rientrare dei costi, a fronte di previsioni comprese tra 1,5 e 2 milioni. Première ha riassunto così la situazione: il film «conquista la vetta del box office, ma non è ancora un successo». I critici sono divisi. La media della stampa su AlloCiné è di 3,1 su 5, contro il 4 su 5 assegnato dal pubblico; Les Inrockuptibles lo ha definito «un blockbuster in costume svuotato di ogni portata politica», mentre Libération è stato ancora più severo. Da San Sebastián, Sensacine ha scritto che il film fa della fedeltà a Hugo al tempo stesso la sua più grande virtù e il suo limite principale. Il pubblico francese aveva incontrato Valjean di recente anche in Jean Valjean di Eric Besnard, che raccontava i capitoli iniziali del romanzo. Ma nulla di tutto questo chiarisce se una rilettura fedele, lunga quasi tre ore e ambientata in un’altra epoca, possa dire qualcosa sulla povertà che Ladj Ly non abbia già espresso in modo più diretto.

Ciak sul set nel primo giorno di riprese di Les Misérables di Fred Cavayé, con comparse in costume d'epoca
Sul set di Les Misérables, primo giorno di riprese (2025)

Nel cast figurano anche Megan Northam nel ruolo di Cosette, Vassili Schneider in quello di Marius, Marie Colomb in quello di Éponine, Louis Peres nei panni del giovane Valjean e Frédéric Pierrot in quelli del vescovo Myriel. Cavayé ha scritto la sceneggiatura; la produzione è affidata a Richard Grandpierre (Eskwad) e Olivier Delbosc (Curiosa Films), con la partecipazione di StudioCanal, TF1 Films Production, Canal+ e Netflix. Denis Rouden ha curato la fotografia e Christophe Julien ha composto la colonna sonora. StudioCanal si occupa delle vendite internazionali e della distribuzione diretta in Francia, Regno Unito, Germania, Austria, Polonia, Benelux, Italia, Australia e Nuova Zelanda.

Les Misérables è stato presentato in concorso alla 74ª edizione del Festival Internazionale del Cinema di San Sebastián (18–26 settembre 2026) ed è uscito in Francia il 14 ottobre 2026. Arriverà in Russia il 4 novembre, in Spagna il 6 novembre con Beta Fiction Spain, in diversi mercati del Golfo il 12 novembre e in Germania il 25 marzo 2027; sarà inoltre proiettato il 21 novembre all’Hong Kong French Film Festival. Dura 178 minuti. Non è ancora stata annunciata una data di uscita negli Stati Uniti o nel Regno Unito.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

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