Cinema

Le avventure di Cliff Booth, i primi 17 minuti: un Cliff più cupo firmato Fincher

Camille Lefèvre
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Cliff Booth usciva da Once Upon a Time in Hollywood come il killer più simpatico della filmografia di Quentin Tarantino: lo stuntman interpretato da Brad Pitt, pacato e imperturbabile, che la sinossi del sequel definisce «uno stuntman che ammazza hippie» di cui Los Angeles ormai non ha più bisogno. Sullo schermo era una compagnia piacevole. Sulla pagina, nella novelization del film firmata da Tarantino, era un personaggio molto più freddo.

Le prime immagini di The Further Mis-Adventures of Cliff Booth, proiettate a sorpresa da Tarantino per il pubblico di un festival a Hollywood, suggeriscono che a imporsi sia stata la versione della pagina. IndieWire, presente in sala, descrive un Booth più vicino alla figura «spietata, quasi sociopatica» del libro che all’uomo affabile del film. E il personaggio inventato da Tarantino prosegue ora il suo cammino sotto la macchina da presa di un altro regista: David Fincher.

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Tarantino ha trasformato un incontro con il pubblico nella prima proiezione pubblica di Cliff Booth

L’occasione è stata una proiezione di Once Upon a Time in Hollywood al TCL Chinese Theatre, nell’ambito dell’AFI Fest. Al termine della conversazione dopo il film, la moderatrice Jacqueline Coley di Rotten Tomatoes ha chiesto del nuovo progetto. «Be’, potrei parlarvi un po’ di The Further Mis-Adventures of Cliff Booth, oppure potrei mostrarvi i primi 17 minuti», ha risposto Tarantino, secondo quanto riferiscono sia Variety sia Deadline. Fincher era presente. Stando a What’s on Netflix, Tarantino ha chiesto al pubblico di riporre i telefoni e le immagini non saranno pubblicate online.

Deadline la definisce la prima occasione per vedere pubblicamente il film. Finora erano usciti uno spot del Super Bowl e un trailer, secondo Gold Derby. Il sequel è ambientato nel 1977, otto anni dopo il 1969 in cui si svolge il film originale.

Cliff Booth ora lavora alla cabina di proiezione del cinema di Tarantino

Booth non fa più lo stuntman. Secondo IndieWire e Gold Derby, il film si apre nel giugno del 1977 con Cliff al lavoro come proiezionista al New Beverly Cinema, la sala di Los Angeles che Tarantino possiede nella vita reale. IndieWire racconta che la battuta metacinematografica ha suscitato una grossa risata. Sullo schermo della scena c’è Soul Brothers Die Hard, un immaginario film blaxploitation con Yahya Abdul-Mateen II; nel resoconto di TheWrap, ripreso da What’s on Netflix, Cliff recita le battute insieme al film dalla cabina di proiezione.

Per un regista che ha sempre costruito i suoi film a partire da altri film, l’immagine è perfetta. Tarantino ha messo la sua creatura preferita dietro il proiettore del proprio cinema: un uomo che conosce a memoria i dialoghi di un B-movie, al quale poi ha affidato un secondo mestiere. The Hollywood Reporter descrive Booth mentre «si occupa anche di qualche affare poco pulito». La sinossi ufficiale è più diretta: quando non fa il barista o il proiezionista, «Cliff Booth è un fixer».

I resoconti aggiungono la presenza di un padre, un proprietario di un banco dei pegni interpretato da Peter Weller, che Cliff chiama dopo avergli dedicato una canzone su una radio AM. IndieWire legge l’apertura come un ritorno di Tarantino alle sue radici nel crime, sulla scia di Elmore Leonard, adattato in Jackie Brown, e Raymond Chandler. Un fixer di Los Angeles che lavora in un cinema è la città di Chandler vista dalla cabina di proiezione. Variety ha definito Hollywood nel 1977 «ruvida e cupa», in pieno stile Fincher.

L’eroe da romanzo tascabile che Tarantino preferisce scrivere anziché dirigere

La spiegazione data da Tarantino per aver riportato in scena Cliff è di natura letteraria. «Adoravo il personaggio di Cliff Booth, adoravo il modo in cui Brad lo interpretava, e c’era in lui qualcosa da eroe da romanzo tascabile», ha detto al pubblico. «Riuscivo a immaginare una serie di romanzi tascabili in cui Cliff Booth si ritrova coinvolto in questa o quella avventura». Poi, secondo The Hollywood Reporter: «Col passare del tempo, ho pensato semplicemente di inventare un’avventura diversa, di cacciarlo in una disavventura».

Lo stesso articolo spiega perché non abbia diretto il film. «Invecchiando, mi sento sempre più un uomo di lettere», ha detto Tarantino, «quindi sceneggiature, libri e opere teatrali, tutto tranne la poesia». Dal 2019 continua ad arricchire la mitologia del personaggio: «Il pubblico non ha bisogno di sapere tutto, ma è bello che io sappia ogni cosa». What’s on Netflix aggiunge che ha curato personalmente l’arredamento del rimorchio di Cliff, perché il reparto scenografia «non conosce Cliff Booth come lo conosco io».

Fincher non ha girato la sceneggiatura così com’era. Come riporta Deadline, citando un’intervista di Fincher a Empire, la prima stesura che lesse era di 230 pagine e lui ne tagliò 60: «In sostanza erano due film». Un autore noto per voler controllare ogni inquadratura ha ora ceduto le inquadrature, tenendosi il personaggio: è proprio così che funziona una serie di romanzi tascabili, un autore e tante copertine.

Quando esce The Further Mis-Adventures of Cliff Booth

Netflix distribuirà il film nelle sale, comprese quelle Imax, il 25 novembre 2026; dal 23 dicembre 2026 sarà disponibile sul servizio streaming. Oltre a Pitt, nel cast figurano Elizabeth Debicki, Scott Caan, Carla Gugino, Yahya Abdul-Mateen II, Peter Weller, Karren Karagulian e Corey Fogelmanis.

Un dettaglio della scena iniziale, raccontato da TheWrap, completa il quadro. Due uomini che Cliff fa entrare al New Beverly da fuori gli vendono un carico di merce rubata, tra cui un Oscar per la miglior regia: il premio che né l’uomo che ha scritto la scena né quello che l’ha diretta hanno mai vinto, nonostante tre nomination a testa. Nella sceneggiatura, Cliff Booth se lo compra prima di entrambi.

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