Cinema

Barbie: una satira femminista vibrante, con cuore e umorismo

Martin Cid
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La prima inquadratura di Barbie (2023) è un primo piano del viso perfetto di Margot Robbie, il suo sorriso così ampio da poter illuminare una piccola città. È un’immagine che racchiude il concetto centrale del film: la bambola che è stata sia idolo che icona per generazioni, ora reinterpretata attraverso la lente distintamente femminista di Greta Gerwig.

Barbie è una commedia fantastica satirica che segue Margot Robbie nei panni di Barbie, mentre si avventura dall’utopia pastello di Barbieland al mondo reale, sporco e imperfetto. Diretto da Gerwig e co-scritto con Noah Baumbach, il film è un’esplorazione vivace dell’auto-scoperta, dell’empowerment e dell’identità, avvolta in un pacchetto lucido e rosa. Il cast di supporto è straordinario, tra cui Ryan Gosling nei panni di Ken, America Ferrera come Gloria, e un ensemble di Barbie interpretate da Issa Rae, Kate McKinnon, Alexandra Shipp ed Emma Mackey.

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La forza del film risiede nella sua capacità di bilanciare una critica sociale pungente con umorismo genuino e sentimento. Robbie brilla nei panni di Barbie, incarnando il viaggio del personaggio dall’estasi esistenziale alla crisi esistenziale con una miscela di innocenza e intelligenza. La sua interpretazione è un masterclass di commedia fisica, dai movimenti esagerati e da bambola in Barbieland ai goffi tentativi umani di orientamento nel mondo reale. La Barbie di Robbie non è solo una parodia della bambola iconica; è un personaggio completamente realizzato che affronta temi universali di autostima e aspettative sociali.

Anche Gosling offre un’interpretazione sia comica che inaspettatamente commovente. Il suo Ken è una subversione del tipico compagno maschile, incarnando il messaggio femminista del film nel proprio viaggio di auto-scoperta. La chimica tra Robbie e Gosling è palpabile, la loro dinamica evolve da battute scherzose a un vero collegamento emotivo.

Lo stile visivo del film è un banchetto per gli occhi, con Gerwig che utilizza una miscela di colori vivaci, immagini surreali e riferimenti alla cultura pop per creare un mondo che sembra sia fantastico che stranamente familiare. Il contrasto tra Barbieland e il mondo reale è netto, mettendo in evidenza i temi del film sulla perfezione versus l’imperfezione, la fantasia versus la realtà.

Le figure femminili che Barbie incontra nel mondo reale sono particolarmente affascinanti. Da Gloria, una madre single che naviga le complessità della vita moderna, alle varie Barbie che sono state “discontinue” a causa delle loro caratteristiche non convenzionali, questi personaggi aggiungono profondità e sfumature all’esplorazione del film sulla femminilità. La scena in cui Barbie colpisce un uomo per averla palpeggiata è un momento memorabile, che racchiude il messaggio femminista del film in una singola azione potente.

Tuttavia, Barbie non è privo di difetti. Il ritmo del film può risultare a tratti irregolare, con la transizione da Barbieland al mondo reale talvolta brusca. Alcune battute cadono a vuoto e alcune trame sembrano sottosviluppate. Inoltre, mentre l’esplorazione dei temi come l’autostima e le aspettative sociali è encomiabile, il film fatica a mantenere un tono coerente, passando dalla satira alla commedia al dramma senza sempre atterrare con successo.

Uno degli aspetti più notevoli di Barbie è il suo impatto culturale. La contemporanea uscita con Oppenheimer di Universal Pictures ha dato vita al fenomeno “Barbenheimer”, incoraggiando il pubblico a vedere entrambi i film come un doppio spettacolo. Questa strategia di marketing unica non solo ha incrementato l’incasso del film, ma ha anche acceso discussioni sull’intersezione tra alta arte e cultura pop.

In termini di adattamento al genere, Barbie è un mix unico di commedia, avventura e fantasia. È un film che sfida la categorizzazione facile, proprio come la sua protagonista. Anche se potrebbe non piacere a tutti, il suo pubblico di riferimento—principalmente donne e coloro che apprezzano una critica sociale pungente—troveranno molto da amare.

I riconoscimenti del film testimoniano la sua qualità, con otto nomination agli Academy Award, tra cui Miglior Film, e vittorie per Migliore Canzone Originale per “What Was I Made For?” La canzone ha vinto anche il Golden Globe per la Migliore Canzone Originale mentre il film ha ricevuto il primo Golden Globe per Cinematic and Box Office Achievement. Questi premi sono una testimonianza dell’impatto e della risonanza del film.

In conclusione, Barbie è un film che osa prendere rischi, e per questo merita elogi. È una pellicola che celebra senza vergogna la femminilità mentre riconosce anche le lotte e le sfide che ne derivano.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

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