Cinema

Obsession, il desiderio da 750.000 dollari diventato il più grande incasso di Focus Features

Molly Se-kyung

Un romantico senza speranza, un giocattolo maledetto e un’idea pessima: è questo il motore di Obsession, e lo sceneggiatore-regista Curry Barker lo tiene a tutto gas. Baron “Bear” Bailey, gentile e senza prospettive commesso di un negozio di dischi al tramonto, compra un vecchio giocattolo chiamato “One Wish Willow” e desidera che la collega Nikki Freeman si innamori finalmente di lui. Accade. Il problema è proprio quello. Ciò che comincia come la fantasticheria di un uomo solo marcisce, scena dopo scena, fino a diventare possessivo, violento e davvero spaventoso, finché la devozione di Nikki smette di sembrare amore e inizia a sembrare un sequestro.

Barker — comico di sketch su YouTube approdato al lungometraggio dopo il passaparola del suo corto The Chair — ha girato tutto vicino a Los Angeles in ventisei giorni per 750.000 dollari, e il vincolo è la sua arma segreta. Non c’è nulla di troppo. La premessa è il trucco più antico del genere, quella zampa di scimmia che il film cita sfacciatamente attraverso un Treehouse of Horror dei Simpson dell’infanzia, ma Barker, che firma anche il montaggio, usa suono e silenzio con una sicurezza che smentisce il budget. Il vero risultato è il tono: grottesco e inventivo in un’inquadratura, da risata fragorosa in quella dopo, parte di ciò che la critica comincia a chiamare la “Cregger-izzazione” dell’horror anni Venti: commedia e terrore nella stessa inquadratura, senza che nessuno dei due batta ciglio.

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Il film è di Inde Navarrette. Come Nikki deve essere insieme oggetto di un desiderio e agente di un incubo, dolce e perturbante allo stesso tempo, e gestisce la svolta con tale precisione che i momenti peggiori del film valgono come personaggio e non come trovata: un esordio nell’horror in tono maggiore che più di un critico ha indicato come la rivelazione dell’anno. Michael Johnston rende Bear degno di pietà senza mai scagionarlo del tutto, che è il compito più difficile, e Andy Richter compare a ricordarti che il tutto è anche, deliberatamente, una commedia.

Inde Navarrette in una scena tesa del film horror Obsession
Michael Johnston e Inde Navarrette in Obsession (2026). Focus Features / Blumhouse.

E poi c’è la storia attorno alla storia. Jason Blum è salito a bordo come produttore esecutivo dopo la prima di Toronto; Focus Features ha pagato circa 14-15 milioni di dollari, un record per un titolo di genere al festival, ed è stata ripagata con il film di maggior incasso della sua storia: oltre 332 milioni di dollari nel mondo contro quel budget da 750.000 dollari, con un quarto fine settimana abbastanza grande da battere il record horror di The Blair Witch Project. Un 94% su Rotten Tomatoes e un CinemaScore A− dicono che, per una volta, critica e pubblico sono d’accordo. Obsession non reinventa la storia del desiderio andato a male; la esegue con cattiveria spiritosa e occhio da vero regista, e tanto basta per fare di Curry Barker un nome da cerchiare.

Regia

Curry Barker
Photo via The Movie Database (TMDB)

Curry Barker

Cast

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