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Avengers: Endgame Encore, le nuove scene spiegate: così Doomsday riscrive gli addii di Steve e Tony

Liv Altman
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Avengers: Endgame si chiudeva con due addii. Steve Rogers riusciva finalmente a ballare con Peggy Carter, mentre l’ultimo suono del film era quello di un martello sul metallo: il rumore di Tony Stark intento a forgiare la sua primissima armatura, che accompagnava i titoli di coda. Avengers: Endgame Encore, la riedizione ora di nuovo nelle sale, conserva entrambi i momenti e poi li affida ad Avengers: Doomsday.

La maggior parte degli articoli esplicativi usciti questo fine settimana descrive le quattro nuove scene come un’introduzione, una sorta di compito da fare prima del prossimo film. È vero, ma così si perde l’aspetto più interessante. Encore non aggiunge un capitolo dopo Endgame: cambia il significato dei suoi finali. È una delle mosse più antiche nel repertorio delle riedizioni, e una che raramente ha resistito bene alla prova del tempo.

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Stando ai resoconti scena per scena di TheWrap, Screen Rant e SlashFilm, il film ora prosegue per un battito oltre il ballo. Qualcuno bussa alla porta, Peggy apre e si trova davanti Loki, interpretato da Tom Hiddleston, con l’uniforme dell’Autorità per le Variazioni Temporali della sua serie Disney+. Peggy gli chiede se può aiutarlo. «No», risponde lui, «ma posso aiutare entrambi». Nei titoli di coda si aggiungono poi altre tre scene. Bruce Banner, interpretato da Mark Ruffalo, è solo in un bunker sotterraneo e sta sperimentando un siero che inibisce i raggi gamma, quando viene interrotto dalla voce del Doctor Doom di Robert Downey Jr., venuto a «riscuoterlo». Alla TVA, Mobius, O.B., Casey e Miss Minutes assistono allo scontro tra universi, tra cui Earth-10005, il vecchio universo degli X-Men della Fox, finché O.B. conclude che il multiverso sta collassando. E proprio alla fine torna il martello, ma stavolta le immagini si posano sulla maschera di Doom.

Anthony Russo ha parlato apertamente delle intenzioni. Durante un incontro con il pubblico dopo una proiezione, riportato da SlashFilm, ha detto: «In un certo senso, andiamo avanti di un battito rispetto al punto in cui si concludeva la storia di Steve Rogers con Peggy Carter, ed è in quel momento che nasce Doomsday». Vale la pena soffermarsi sul verbo: si concludeva. Il regista riconosce che quella era una conclusione, ma Encore la trasforma in una porta d’ingresso, con tanto di bussata. Secondo Screen Rant, la nuova scena amplia il finale di Steve invece di riscriverlo retroattivamente e, a rigor di termini, non è stato tagliato nulla. Ma un finale serve a stabilire il significato di una storia. Un ballo che chiudeva un decennio di attesa ora sembra la quiete prima di un reclutamento.

Il martello è la riscrittura più audace. In Endgame, quel suono era un addio racchiuso nei titoli di coda, un richiamo all’intera storia di Iron Man, riportata al suo primo atto. SlashFilm interpreta la nuova versione come un omaggio trasformato in qualcosa di minaccioso. Nerdist, il più scettico tra gli articoli esplicativi, sostiene che la scena della maschera non aggiunge nulla a Doomsday e serve soprattutto a permettere a Marvel di affermare che Endgame stava preannunciando Doom fin dall’inizio. Con Downey ora dietro la maschera di Doom, lo studio ha affidato l’addio dell’attore al suo prossimo villain.

La storia del cinema ha un nome per questo tipo di uscita. Nel 1997, George Lucas riportò Star Wars nelle sale con una Special Edition arricchita da nuove scene ed effetti e, a suo stesso dire, alcuni dei cambiamenti apportati negli anni servivano a creare continuità con altri film. La maggior parte delle modifiche più sostanziali fu accolta male, e «Han ha sparato per primo» diventò il modo in cui i fan riassumevano l’abitudine di un regista di rimontare un personaggio dopo che il pubblico aveva già deciso chi fosse. Encore è più delicato, perché non modifica le scelte di nessuno sullo schermo. La logica, però, è la stessa: il film successivo torna indietro e fa sì che quello precedente sembri puntare verso di lui.

Non tutte le aggiunte, poi, conducono a Doomsday. Nerdist sostiene che la scena di Banner sembri un contenuto extra finito lì per errore da Spider-Man: Brand New Day, con riferimenti a Secret Wars e Battleworld anziché al film di dicembre; ComicBook.com legge invece la stessa scena come il momento in cui Doom raduna i suoi luogotenenti per Battleworld. In ogni caso, ora Endgame porta con sé promesse legate a film ancora più lontani nel calendario rispetto a quello che sta promuovendo.

Le ragioni commerciali non sono in discussione. Deadline, che ha definito la riedizione un «espediente promozionale» per Doomsday, riferisce che Encore ha debuttato al primo posto negli Stati Uniti, con un incasso stimato di 26 milioni di dollari in 3.060 sale, superando i 25,4 milioni ottenuti lo scorso anno dalla riedizione per l’anniversario di Revenge of the Sith. Il record d’incassi al debutto per una riedizione resta quello di Star Wars nel 1997, con 35,9 milioni di dollari: proprio la Special Edition. Anche la versione integrale ha un costo aggiuntivo. Secondo Deadline, le sale certificate Infinity Vision, il nuovo marchio di Disney per il formato premium, proiettano sei minuti e 17 secondi di scene aggiuntive, contro i due minuti e sei secondi delle sale standard; le sale Imax e quelle con schermi premium di grande formato hanno generato il 60% degli incassi del fine settimana.

C’è anche un record in gioco. Con 2,799 miliardi di dollari, Endgame è al secondo posto nella classifica mondiale di tutti i tempi, dietro ad Avatar, che ne ha incassati 2,92 miliardi. Deadline riferisce che Disney aspetta di vedere se Encore riuscirà a colmare la distanza prima dell’uscita di Avengers: Doomsday, il 18 dicembre.

Per sette anni, il suono finale di Endgame è stato quello di un martello che modellava la prima armatura di Tony Stark. Da questo fine settimana, almeno nelle sale, quel suono appartiene alla maschera di Doctor Doom, e dietro entrambe c’è il volto di Robert Downey Jr.

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