Tecnologia

L’UE chiede a TikTok di smettere di scegliere i video in base a quanto li guardi

Susan Hill
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Le autorità di vigilanza europee vogliono che TikTok smetta di fare proprio ciò che rende la sezione Per te così sorprendentemente personale: conteggiare quanto a lungo ci si sofferma su ogni video. Secondo la Commissione europea, il sistema di raccomandazione dell’app trascina gli utenti in «spirali» di contenuti su tristezza, isolamento e immagine corporea, mentre gli strumenti che TikTok mette a disposizione per uscirne non sono abbastanza efficaci.

Chi ha toccato «Non mi interessa» su un video e poi si è visto proporre altri contenuti quasi identici riconoscerà il problema. Secondo Bruxelles, l’algoritmo attribuisce più peso al tempo di visualizzazione che a una richiesta esplicita di vedere meno contenuti di quel tipo: così, chi si sofferma sui video dedicati alla perdita di peso, anche senza volerlo, se ne vede proporre altri. Se questa conclusione verrà confermata, in Europa TikTok dovrà ripensare il modo in cui il suo feed principale decide cosa mostrare dopo.

Le contestazioni sono due. La prima è che TikTok non abbia valutato adeguatamente come la struttura del sistema di raccomandazione possa trascinare gli utenti in queste spirali. Secondo la Commissione, il sistema interpreta la visione ripetuta o i «mi piace» assegnati a contenuti potenzialmente destabilizzanti come un segnale positivo di interesse; l’esposizione ripetuta può alimentare tristezza, ansia, insoddisfazione per il proprio corpo, un’autostima più bassa e l’aggravarsi dei disturbi alimentari. I soggetti più a rischio, secondo la Commissione, sono i minori e gli adulti vulnerabili.

La seconda contestazione riguarda l’insufficienza delle misure di protezione già adottate da TikTok. L’azienda sostiene di alternare nel feed video di diverso tipo e offre strumenti come la gestione degli argomenti, che permette agli utenti di aumentare o ridurre la presenza di determinati temi. La Commissione ritiene però che questa diversificazione non riduca la frequenza con cui vengono mostrati video simili, compresi quelli sulle difficoltà legate alla salute mentale, e che gli strumenti «non consentano efficacemente agli utenti di controllare i contenuti che vengono loro raccomandati».

Le richieste dell’autorità di vigilanza sono insolitamente precise. In questa fase, la Commissione afferma che TikTok dovrebbe dare più peso alle preferenze espresse direttamente dagli utenti, disattivare il tempo di visualizzazione come parametro per le raccomandazioni, rendere i propri strumenti più facili da trovare e utilizzare e sottoporre regolarmente a verifiche il suo algoritmo. Il tempo di visualizzazione è uno dei principali segnali utilizzati dai feed di video brevi: eliminarlo cambierebbe il funzionamento di TikTok nel suo elemento fondamentale. Una modifica al menu delle impostazioni non sarebbe sufficiente a soddisfare la richiesta.

TikTok respinge le conclusioni. «La Commissione ha formulato una serie di affermazioni fondamentalmente inesatte, che travisano l’architettura della nostra piattaforma e il nostro impegno per la sicurezza degli utenti», ha dichiarato un portavoce a Euronews Next, aggiungendo che l’azienda vanta «una solida esperienza nella protezione della nostra community, offrendo al tempo stesso agli utenti un controllo diretto e intuitivo sui contenuti che vedono».

Ci sono buoni motivi per non farsi troppe aspettative. Si tratta di conclusioni preliminari, non di una decisione, e la stessa Commissione precisa che non pregiudicano l’esito del procedimento. TikTok può ora consultare il fascicolo dell’indagine e presentare una risposta scritta; inoltre, i casi avviati ai sensi del Regolamento sui servizi digitali procedono lentamente: le conclusioni sul design che crea dipendenza, rese note all’inizio di quest’anno e incentrate sullo scorrimento infinito, non hanno ancora portato a una decisione definitiva. La Commissione non ha neppure pubblicato i dati interni di TikTok su cui si è basata, quindi per ora gli osservatori esterni non possono valutare quanto siano solide le prove.

Qualsiasi modifica sarebbe obbligatoria per legge soltanto all’interno dell’Unione europea. Gli utenti negli Stati Uniti, in America Latina e in Asia non noterebbero alcuna differenza, a meno che TikTok non decidesse di applicare la correzione ovunque; il precedente dell’azienda, però, fa pensare il contrario. Quando il Regolamento sui servizi digitali è entrato in vigore, TikTok ha dato agli utenti europei la possibilità di scegliere un feed For You non personalizzato, ma non ha offerto la stessa opzione a livello mondiale.

La pressione non riguarda una sola app. A luglio la Commissione ha chiesto a Meta di modificare quello che ha definito il design che crea dipendenza di Facebook e Instagram; TikTok ha già ricevuto conclusioni preliminari anche sulla protezione degli account dei minori.

La Commissione ha pubblicato le conclusioni il 6 novembre 2026, nell’ambito del procedimento formale contro TikTok avviato all’inizio del 2024. Lo stesso caso aveva già portato a conclusioni sul design che crea dipendenza nel febbraio 2026 e sulla tutela dei minori nel luglio 2026; un filone relativo alla trasparenza della pubblicità si era invece chiuso con impegni vincolanti nel dicembre 2025. All’indagine ha contribuito l’autorità irlandese di regolamentazione dei media, Coimisiún na Meán. Il Comitato europeo per i servizi digitali sarà ora consultato mentre TikTok prepara la propria difesa. Se la Commissione confermerà la propria posizione, potrà adottare una decisione di non conformità e imporre una sanzione fino al 6% del fatturato annuo mondiale complessivo dell’azienda.

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