Tecnologia

TikTok avrebbe dato ad alcuni ragazzi un finto tasto per azzerare il feed, accusa New York

Adrian Kessler
Aggiungici su Google

Quando migliaia di utenti di TikTok, tra cui adolescenti e bambini, hanno premuto il pulsante dell’app per cancellare i consigli e ricominciare da capo, non è successo nulla, secondo gli atti giudiziari appena desecretati nell’ambito della causa intentata da New York contro l’azienda. Sullo schermo compariva un messaggio che confermava l’avvenuto ripristino, ma il feed «Per te» continuava a proporre video dello stesso tipo.

Lo strumento al centro della denuncia, Algo Refresh, è una delle poche vie d’uscita che TikTok offre a chi si ritrova con un feed che ha preso una direzione indesiderata. Dovrebbe far apparire la pagina «Per te» come se l’account fosse appena stato creato. New York sostiene che alcune persone che hanno provato a usarlo siano state inserite in un gruppo di test e abbiano ricevuto una versione che non faceva nulla, mentre gli utenti esclusi dall’esperimento hanno ottenuto quella funzionante.

Secondo la denuncia, TikTok ha poi confrontato i due gruppi in base al tempo trascorso nell’app e ai ricavi pubblicitari. Il documento riporta anche un’obiezione interna. In una chat, un responsabile di prodotto del team Digital Well Being di TikTok ha scritto: «Questa funzione riguarda la trasparenza e il controllo dell’algoritmo», aggiungendo: «Un gruppo placebo è del tutto in contrasto con questo obiettivo». New York sostiene inoltre che anche il ripristino funzionante fosse soltanto temporaneo.

TikTok respinge questa ricostruzione. Un portavoce ha dichiarato a Reuters che «testiamo regolarmente nuovi prodotti e funzionalità per convalidare l’esperienza e capire come funzionano nel mondo reale», aggiungendo che la causa offre un quadro fuorviante del funzionamento di Algo Refresh. In un documento presentato al tribunale, l’azienda ha riconosciuto che i test «possono prevedere che una parte del traffico della piattaforma continui a ricevere l’esperienza originale», ma ha negato che questo abbia reso gli utenti coinvolti meno sicuri.

Ci sono limiti concreti a ciò che si sa. Si tratta di accuse contenute in una denuncia modificata, non di conclusioni raggiunte da un tribunale; i passaggi resi pubblici finora non indicano quante persone siano finite nel gruppo placebo, quanto sia durato il test o quali risultati abbia prodotto. Nell’intero settore tecnologico è prassi comune verificare una modifica confrontandola con un gruppo di controllo. La questione è se uno strumento di sicurezza usato da minorenni debba mai rientrare tra quelli sottoposti a questo tipo di test. La causa riguarda New York e, stando agli atti finora riportati, non è dato sapere dove vivessero gli utenti coinvolti nell’esperimento.

Per chi oggi si affida a quel pulsante, il punto pratico è più circoscritto. Il ripristino non dimostra che l’algoritmo si sia dimenticato di voi. I filtri per parole chiave di TikTok, l’impostazione per limitare i contenuti e l’opzione per nascondere specifici creator sono controlli distinti e restano attivi anche dopo il ripristino.

I test descritti negli atti si sono svolti nel 2023, lo stesso anno in cui TikTok ha introdotto la possibilità di aggiornare il feed «Per te». La procuratrice generale dello Stato di New York, Letitia James, ha fatto causa all’azienda per la prima volta nell’ottobre 2024. Le accuse sul gruppo placebo compaiono in una denuncia modificata depositata sotto sigillo alla fine di agosto e successivamente desecretata per ordine di un giudice, come ha riferito Reuters il 7 ottobre.

Non è l’unico esperimento citato nella causa. Ad agosto Bloomberg ha riferito che TikTok aveva negato un diverso aggiornamento di sicurezza a circa il 10% degli utenti statunitensi, pari a circa 15 milioni di persone, e che nel 2022 un sedicenne di New York appartenente a quel gruppo si era tolto la vita. Nessun tribunale ha stabilito un collegamento tra la morte e il test.

Oltre due dozzine di Stati americani hanno fatto causa a TikTok, accusando l’azienda di aver progettato l’app per creare dipendenza nei bambini e di aver ingannato le famiglie sugli strumenti di sicurezza. L’Alabama, il cui caso era il primo a essere portato a processo, ha raggiunto un accordo a settembre per una somma fino a 300 milioni di dollari. Non è stata resa pubblica alcuna data per il processo relativo alla causa di New York.

Tag: , , , , ,

Aggiungici su Google

Discussione

Ci sono 0 commenti.