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I titolari dei brani di Elvis fanno causa ad Anthropic per 274 canzoni

Adrian Kessler
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I titolari dei brani resi celebri da Elvis Presley hanno portato Anthropic in tribunale, sostenendo che il chatbot Claude abbia imparato i testi di quasi trecento sue registrazioni senza licenza né un centesimo di compenso. Il catalogo comprende All Shook Up, Can’t Help Falling in Love, Don’t Be Cruel e Return to Sender. La misura richiesta va oltre il risarcimento: vogliono che ogni copia di quei testi venga distrutta e nella denuncia considerano una di queste copie anche i pesi del modello Claude, il nucleo addestrato del chatbot.

È questa richiesta a distinguere la causa da una normale domanda di risarcimento danni. La vicenda tocca anche un’abitudine che molti utenti di Claude hanno ormai preso senza pensarci: chiedere al chatbot una canzone nello stile di un artista famoso o un ritornello rivisitato da leggere a un matrimonio. Secondo i ricorrenti, queste richieste generano versioni non autorizzate dei loro brani e Anthropic ne era consapevole.

La ricorrente principale è ABG EPE IP, la divisione di Authentic Brands Group che controlla il nome e l’immagine di Presley e detiene una parte dei diritti editoriali sui brani da lui incisi. Alla causa si sono unite Raleigh Music Publishing, Abilene Music e alcuni trust legati alla famiglia Aberbach, la cui società Hill and Range era comproprietaria delle case editrici di Presley, e a Luigi Creatore, coautore di Can’t Help Falling in Love. La denuncia elenca 274 composizioni. Il loro avvocato principale, Richard Busch, ha vinto la causa Blurred Lines per conto della famiglia di Marvin Gaye.

I ricorrenti chiedono i danni effettivi e i profitti di Anthropic oppure, in alternativa, il risarcimento massimo previsto dalla legge per violazione intenzionale, pari a 150.000 dollari per brano: in tutto, 41,1 milioni di dollari. Altre due contestazioni ai sensi del Digital Millennium Copyright Act aggiungono 685.000 dollari per il presunto aggiramento di accessi, paywall e blocchi anti-bot su servizi autorizzati che pubblicano testi di canzoni, e 6,85 milioni per la rimozione dei crediti di autori e editori prima dell’addestramento. Il totale indicato nella denuncia supera di poco i 48,6 milioni di dollari, a fronte di una società che, secondo la stessa documentazione, sui mercati secondari vale 1.200 miliardi di dollari.

La contestazione sui crediti è la parte più circostanziata della denuncia. Secondo i ricorrenti, Anthropic avrebbe testato tre strumenti per estrarre il testo e scelto uno chiamato Newspaper perché rimuoveva con maggiore efficacia i titoli dei brani, i nomi degli autori e i dati degli editori, scartando un altro strumento, jusText, che lasciava intatte le note sul copyright. Un modello addestrato su testi privi di crediti non può dire a un utente chi abbia scritto il verso a cui fa eco, rendendo più difficile individuare la violazione, sostengono i ricorrenti. La denuncia afferma inoltre che i testi sarebbero arrivati a Claude attraverso siti di testi musicali, l’archivio web Common Crawl, un insieme di dati ricavati dai sottotitoli di YouTube e libri piratati scaricati tramite BitTorrent: una pratica già esaminata da un giudice in una precedente causa intentata da alcuni autori.

Le prove relative ai brani di Presley sono meno solide di quanto lasci intendere il numero del titolo. Come ha osservato Music Business Worldwide, la denuncia non riporta neppure una risposta di Claude che riproduca una delle 274 opere. La citazione più incisiva, in cui Claude Sonnet 5 ammette che le sue riscritture di canzoni per il pubblico moderno stavano «oltrepassando il confine tra “ispirarsi a” e riprodurre il brano protetto da copyright», proviene da una causa distinta sui brani di proprietà di Round Hill Music, tra cui Iris dei Goo Goo Dolls. Per il catalogo di Presley, i ricorrenti sostengono, sulla base di informazioni e convinzioni, che Claude abbia prodotto contenuti lesivi per ciascuno dei brani e affermano che i registri interni di Anthropic lo dimostreranno. Un portavoce di Anthropic ha dichiarato che l’azienda contesta le accuse e intende difendersi con ogni mezzo, mentre la società sostiene che addestrare modelli su testi protetti da copyright rientri nel fair use.

La denuncia riconosce anche un aspetto che gli utenti conoscono bene. Claude Haiku 4.5 e Sonnet 5 rifiutano già di riportare per intero i testi delle canzoni, invocando il copyright: un filtro introdotto da Anthropic dopo la prima causa intentata dagli editori musicali. La battaglia si è spostata su tutto ciò che circonda quel rifiuto, dai pastiche e dalle parodie alle riscritture in chiave moderna. Una sconfitta potrebbe spingere Anthropic a opporre rifiuti più rigidi a qualsiasi richiesta sui brani, per tutti gli utenti e in ogni paese in cui Claude è disponibile, anche se la causa è negli Stati Uniti e sarà decisa secondo la legge statunitense.

Nello stesso tribunale Anthropic deve già affrontare almeno altre sei cause per composizioni musicali. Universal Music, Concord e ABKCO hanno fatto causa nell’ottobre 2023, ampliando in seguito la richiesta a oltre 20.000 opere; BMG si è aggiunta nel marzo 2026, seguita in agosto da Sony Music Publishing, Warner Chappell e Round Hill. La società ha inoltre pagato 1,5 miliardi di dollari per chiudere una causa intentata da autori di libri piratati, un caso citato ripetutamente nella denuncia relativa a Presley.

La denuncia di Presley è stata depositata il 23 ottobre presso il tribunale federale di San Francisco e ora Anthropic è chiamata a rispondere. La decisione da seguire arriverà prima dal precedente caso degli editori: il 21 ottobre un giudice ha ascoltato le argomentazioni di Anthropic sul fair use e non ha ancora emesso una decisione.

Qualunque sia la conclusione del giudice sull’addestramento, avrà ricadute anche su questa causa. I titolari dei diritti di Presley scommettono che il fair use non possa coprire un chatbot che conosce i brani abbastanza bene da riscriverli su richiesta.

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