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Hellraiser: Revival trasforma la scatola che evoca Pinhead in un’arma

Susan Hill
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Ogni storia di Hellraiser comincia con lo stesso errore: qualcuno risolve il rompicapo della scatola. Arrivano i Cenobiti, e chi la tiene in mano ha ben poca voce in capitolo su ciò che accadrà. Clive Barker’s Hellraiser: Revival conserva l’errore, ma riscrive ciò che succede dopo. La sua scatola, la Genesis Configuration, resta nelle mani del giocatore per tutta la durata del gioco e diventa un’arma.

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Revival è un gioco survival horror in prima persona sviluppato e pubblicato da Saber Interactive insieme a Boss Team Games, la stessa società che nel 2022 aveva collaborato con Saber per Evil Dead: The Game. Uscirà su PlayStation 5, Xbox Series X/S, Nintendo Switch 2 e PC. La regia è di Emil Esov, la sceneggiatura di Antony De Fault e il gioco è realizzato con Unreal Engine 5. Barker, che ha creato la serie con il romanzo breve del 1986 The Hellbound Heart e ha diretto il primo film di Hellraiser l’anno successivo, è stato coinvolto fin dalle prime fasi dello sviluppo; la storia è stata scritta insieme a lui.

Il protagonista è Aidan Lynch, membro di una gang di motociclisti. Lui e la sua ragazza Sunny trovano la Genesis Configuration e, in una notte di imprudenza, spalancano la porta ai Cenobiti. Pinhead trascina Sunny nel Labirinto, il regno dei Cenobiti, e Aidan si mette sulle sue tracce, affrontando sia i demoni sia un culto umano chiamato Scarlet Church. Il trailer qui sopra, intitolato Love Story e pubblicato per San Valentino, racconta la vita di coppia dei due attraverso un montaggio romantico, finché l’orrore non irrompe sulla scena. È una sintesi fedele della premessa: una storia di salvataggio narrata attraverso il linguaggio di piacere e dolore tipico della saga.

La voce che più conta per i fan di lunga data è quella di Doug Bradley. Ha interpretato Pinhead nei primi otto film di Hellraiser, dall’originale del 1987 a Hellraiser: Hellworld del 2005; nei film successivi il ruolo è stato affidato ad altri attori. Con Revival torna a dare voce al leader dei Cenobiti, a circa vent’anni di distanza. Aidan è doppiato da Xalavier Nelson Jr., noto soprattutto per essere alla guida dello studio indipendente Strange Scaffold, mentre Leader Looi interpreta Sunny.

È con la Genesis Configuration che Revival trova la sua idea più originale. Nei film la scatola è una serratura che apre le porte dell’inferno. Qui diventa una sorta di cassetta degli attrezzi soprannaturale. Aidan può usarla per sollevare e scagliare oggetti contro i nemici, bruciarli con il fuoco infernale e sferrare brutali colpi di grazia. I nemici sconfitti lasciano una risorsa chiamata Suffering, che alimenta la scatola; il suo attacco più potente, Hell Chains, evoca le catene uncinate che dal 1987 sono l’immagine simbolo della serie. La scatola serve anche a risolvere enigmi: l’oggetto con cui si combatte è dunque lo stesso con cui si ragiona.

Attorno a questa trovata c’è un arsenale più familiare per un survival horror. Le armi da mischia si consumano con l’uso, le armi da fuoco spaziano dalle pistole ai mitra, le munizioni scarseggiano e la schivata è la principale forma di difesa. Si possono piazzare trappole, comprese quelle per orsi, raccogliere oggetti curativi e barattare per ottenere potenziamenti; il gioco premia gli attacchi furtivi più degli scontri a viso aperto. Tra i nemici ci sono cultisti e creature che gli sviluppatori chiamano Runners, Bursters e Unworthy. Le prime prove pratiche hanno accostato la struttura a Resident Evil e BioShock, descrivendo più modi per affrontare ogni scontro invece di un unico corridoio da percorrere.

Non c’è bisogno di fidarsi solo delle impressioni altrui. Dal 17 settembre è disponibile su Steam una demo gratuita che comprende il capitolo iniziale. Si comincia in una discoteca goth con un covo di cultisti nascosto nei sotterranei e si finisce in una fuga attraverso il Labirinto, inseguiti dal Chatterer, il Cenobita dai denti perennemente scoperti: in quel frangente l’unica possibilità è correre. Un trailer panoramico dedicato al gameplay, pubblicato il 23 settembre e narrato da Nelson, illustra più nel dettaglio i combattimenti e i poteri della scatola.

Le prime impressioni non sono state tutte positive. In una recensione della demo, Tom’s Gaming ha trovato difficile da padroneggiare la schivata, ha criticato il fatto che fallire l’inseguimento del Chatterer costringa a ricominciarlo dall’inizio e si è chiesto se fosse davvero necessario che ogni stanza sembrasse una camera di tortura. Quest’ultimo aspetto, però, è anche una promessa del gioco. Le avvertenze sui contenuti di Steam segnalano torture, mutilazioni, gore, riferimenti al BDSM, temi legati al suicidio, violenza domestica e abuso di sostanze; il trailer Love Story è stato pubblicato in versione vietata ai minori. Questo è Hellraiser senza compromessi, non una versione addolcita per un pubblico più ampio.

Clive Barker’s Hellraiser: Revival uscirà l’8 ottobre 2026. La versione per Nintendo Switch 2 è già prenotabile a 39,99 dollari; l’edizione standard su Steam costa 39,99 euro, mentre la Deluxe Edition da 49,99 euro aggiunge un’arma da mischia chiamata The Nailer, skin aggiuntive, un artbook digitale, la colonna sonora, un romanzo breve e un filtro ispirato ai film rétro. Le edizioni da collezione di Boss Team Games includono una replica della Genesis Configuration, da esporre su uno scaffale. La domanda più interessante è come sarà aprirla finalmente di proposito: tra dieci giorni i giocatori lo scopriranno.

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