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Baidu allena i suoi robotaxi con ciclisti e cani che non esistono

Susan Hill
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Baidu ha creato una città virtuale in cui i ciclisti passano con il rosso e i cani si lanciano nel traffico a comando: è qui che i suoi robotaxi si esercitano prima di affrontare la realtà. Il sistema, chiamato Apollo World, è un modello del mondo basato sull’IA, capace di generare un intero viaggio attorno a un’auto senza conducente e di reagire a ogni sua manovra. Baidu afferma di usarlo già per testare e convalidare il software alla base del servizio di robotaxi Apollo Go.

L’obiettivo è simulare i pericoli troppo rari o troppo rischiosi da ricreare su una strada vera. Un automobilista può passare anni senza vedere un bambino rincorrere una palla in carreggiata. Prima di trasportare passeggeri, una flotta di robotaxi deve aver affrontato quella situazione moltissime volte; generarla tramite software è più rapido, economico e sicuro che aspettare che si verifichi davvero.

Baidu ha presentato il sistema durante un evento AI Day dedicato alla sua divisione di guida autonoma Apollo a Shenzhen, secondo quanto riportato dal South China Morning Post e dai media cinesi. Yang Ze, architetto di spicco che dirige il lavoro sui modelli del mondo nell’Intelligent Driving Group di Baidu, ha mostrato Apollo World mentre generava ciclisti che attraversavano gli incroci e cani che si lanciavano sulla traiettoria di un robotaxi. Gli ingegneri potevano modificare il comportamento degli utenti della strada virtuali per mettere alla prova il software di guida.

A distinguere Apollo World da un videogioco di guida è il fatto che gli altri utenti della strada non seguono percorsi prestabiliti. Baidu afferma che ogni veicolo e pedone nella simulazione è un agente di IA capace di prendere decisioni autonome: così, quando il robotaxi rallenta, cambia corsia o dà la precedenza, il traffico intorno a lui reagisce in modo diverso. Il modello genera in tempo reale dati provenienti da telecamere e lidar, gli stessi tipi di segnali prodotti dai sensori dell’auto reale. Può inoltre simulare un viaggio completo, dal prelievo alla destinazione, tra due punti qualsiasi della città virtuale, invece di riproporre un singolo incrocio isolato.

Wang Liang, chief architect dell’Intelligent Driving Group, ha descritto senza giri di parole l’obiettivo. Un modello del mondo non dovrebbe essere «un pittore che crea bei video», ma un «esaminatore» che verifica se un’auto senza conducente è sicura, ha detto, secondo i resoconti cinesi dell’evento. Ha illustrato quello che Baidu definisce uno standard «2+3». Per essere considerato un modello del mondo, un simulatore deve anzitutto essere causale, cioè prevedere il momento successivo a partire da quello presente, e interattivo, vale a dire cambiare quando interviene un elemento esterno. Viene poi valutato in base alla precisione fisica, alla capacità di mantenere coerenti oggetti e dettagli nel corso di simulazioni prolungate e alla velocità. Wang ha affermato che le decisioni di sicurezza su una strada aperta devono essere prese entro un trentesimo di secondo.

Il simulatore affronta anche un problema concreto per un’azienda che si sta espandendo all’estero. Un tempo, adattare i robotaxi a una nuova città significava codificare manualmente le regole stradali locali, ha spiegato Wang ai giornalisti, citando le strade sovrapposte di Chongqing, la circolazione a sinistra di Londra e Hong Kong e gli automobilisti aggressivi di Dubai. Nella dimostrazione, Baidu ha simulato viaggi a Shenzhen e Hong Kong con diverse densità di traffico. I dati della flotta reale di Apollo Go vengono reimmessi in Apollo World, così la città virtuale impara da quella reale.

Le riserve, però, sono molte. Baidu non ha diffuso dati su quanto i ciclisti virtuali si comportino come quelli reali e nessun gruppo esterno ha testato il sistema. L’utilità di un simulatore dipende dalla sua capacità di sorprendere: se riproduce soprattutto pericoli già immaginati dagli ingegneri, può comunque non contemplare l’evento raro che provoca un incidente. La coerenza nel lungo periodo, uno dei criteri indicati dalla stessa Baidu, è un punto debole noto dei modelli generativi del mondo, che tendono a deviare sempre più con il passare del tempo. Una stima del settore citata dai media cinesi sostiene che un solo giorno in Apollo World equivalga a circa tre anni di test su strada per un’auto con un conducente di sicurezza, ma Baidu non ha confermato il dato. Apollo World è inoltre uno strumento interno: non è stato annunciato alcun piano per offrirlo ad altre case automobilistiche.

Baidu non è l’unico operatore di robotaxi a puntare su questo approccio. Waymo, di proprietà di Alphabet, la società madre di Google, ha presentato a febbraio un modello del mondo basato su Genie 3 di Google DeepMind, che genera immagini da telecamere e lidar in condizioni come la neve sul Golden Gate Bridge. Nvidia vende strumenti basati su modelli del mondo alle case automobilistiche e ai produttori di robot. Baidu sostiene di poter contare su una base di dati reali più ampia di quella della maggior parte dei concorrenti.

Secondo i dati diffusi da Baidu all’evento di Shenzhen del 3 novembre, Apollo Go opera in 28 città, ha completato oltre 23 milioni di corse e ha percorso più di 350 milioni di chilometri in modalità autonoma, di cui oltre 240 milioni senza conducente. I passeggeri non vedranno direttamente Apollo World: il sistema funziona nei centri dati di Baidu, non sulle auto, e Apollo Go è disponibile solo nei luoghi in cui opera Baidu, perlopiù nella Cina continentale, con test senza conducente sia nei mercati con circolazione a sinistra sia in quelli con circolazione a destra. Baidu afferma che la stessa tecnologia potrebbe in futuro essere applicata anche a robot diversi dalle automobili.

Wang ha tracciato lui stesso il confine. I robot che ballano o piegano il bucato sono impressionanti, ha detto, ma un’auto che pesa quasi due tonnellate e si muove alla velocità del traffico cittadino tra persone che non seguono un copione lascia pochissimo margine di errore.

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