Musica

Norah Jones, la voce da 27 milioni di copie che non ha mai voluto ripetersi

Penelope H. Fritz
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Norah Jones
Norah Jones
Photo: PhilipRomanoPhoto / CC BY 4.0, via Wikimedia Commons
Nascita30 marzo 1979
New York City, New York, U.S.
ProfessioneCantautrice e pianista
Noto perTed, Two Weeks Notice – Due settimane per innamorarsi, Un bacio romantico
Premi8 Grammy

Molti musicisti passano la carriera a inseguire il disco che li ha resi famosi. Norah Jones, invece, ha trascorso la sua a rifiutarsi, con garbo e più e più volte, di rifarlo. Il suo album d’esordio ha venduto oltre 27 milioni di copie e ha trasformato una voce grave e distesa, accompagnata da pochi accordi morbidi al pianoforte, nel suono di ogni caffè del pianeta. Quasi tutto quello che è venuto dopo è passato da una porta laterale: una band di cover country, un trio con due amiche, un album sul cuore spezzato realizzato con Danger Mouse, una raccolta di canzoni degli Everly Brothers cantate con il frontman dei Green Day. Le vendite sono calate. La stima, invece, è cresciuta. Il suo album in studio più recente si è fermato al 168º posto della Billboard 200 e le è valso comunque il decimo Grammy; ora il Grammy Museum le ha assegnato un premio intitolato a Ray Charles, che lei considera il suo eroe musicale.

Il nome sul suo certificato di nascita, Geethali Norah Jones Shankar, rimanda a un padre che da bambina conosceva appena: il maestro di sitar Ravi Shankar, la cui relazione con la produttrice di concerti Sue Jones si era conclusa quando Norah era ancora piccola. Nacque a New York, ma a crescerla fu Grapevine, un sobborgo tra Dallas e Fort Worth, insieme alla madre. Da adolescente scelse Norah Jones come nome legale. Studiò alla Booker T. Washington High School for the Performing and Visual Arts di Dallas, poi si specializzò in pianoforte jazz alla University of North Texas e infine partì per New York. La sitarista Anoushka Shankar è la sua sorellastra.

A New York suonava nei club con una band che comprendeva il chitarrista Jesse Harris. Una demo arrivò a Bruce Lundvall, presidente della Blue Note, grazie a Shell White di EMI Publishing, e la più leggendaria etichetta jazz americana mise sotto contratto una cantante il cui istinto la portava tanto verso Hank Williams quanto verso gli standard jazz. Come Away with Me, prodotto con Arif Mardin, Jay Newland e Craig Street, uscì nel febbraio 2002. Entrò nella Billboard 200 al 139º posto e continuò a salire fino alla vetta. Ai Grammy del febbraio successivo Jones ottenne otto nomination e vinse cinque premi, tra cui Album of the Year, Record of the Year per Don’t Know Why e Best New Artist; Harris si aggiudicò Song of the Year per averla scritta.

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L’ubiquità ha un prezzo, e Jones lo pagò presto. Nel 2004 i conduttori dei programmi radiofonici del mattino la chiamavano «Snorah», e il disco che non poteva dispiacere a nessuno era diventato, per una certa categoria di ascoltatori, il motivo per detestarla. Lei la prese con filosofia («Ormai mia madre mi chiama Snorah in continuazione», disse a Time), ma la caricatura le si appiccicò addosso più di quanto la musica meritasse. Riduceva un esordio che spaziava da Hank Williams a Hoagy Carmichael a semplice sottofondo da catena di caffetterie. La verità, più quieta, è che quello shock la scosse più di quanto lasciasse trasparire. Ha definito l’esperienza «disorientante, fantastica e anche del tutto folle» e ha ammesso di aver semplicemente smesso di cercare di raggiungere di nuovo quel livello di successo. Non tutte le vie di fuga hanno funzionato. Alcuni album successivi sono più facili da ammirare che da amare e, a tratti, la sua irrequietezza è sembrata un rifiuto di prendere una direzione.

Feels Like Home uscì nel 2004 e vendette 1.022.000 copie nella prima settimana negli Stati Uniti, restando al primo posto per sei settimane. Conteneva Creepin’ In, un duetto con Dolly Parton, e Sunrise, che le fruttò un altro Grammy. Alla cerimonia del 2005 anche il suo duetto con Ray Charles, Here We Go Again, vinse il Record of the Year. Poi cominciò a esplorare nuove strade. Fondò The Little Willies, una band di cover country. Not Too Late, uscito nel 2007, fu il primo album in cui scrisse o co-scrisse ogni brano, e debuttò comunque al primo posto. Nello stesso anno Wong Kar-wai la scelse come protagonista di My Blueberry Nights, in concorso a Cannes.

La svolta si fece evidente con The Fall, nel 2009. Il produttore Jacquire King e il chitarrista Marc Ribot la spinsero ad allontanarsi dalla tastiera, e Billboard osservò che «abbandona il delicato pianismo dei lavori precedenti». Little Broken Hearts, realizzato con Danger Mouse nel 2012, era un album sulla fine di una relazione, dal taglio cinematografico. Con Sasha Dobson e Catherine Popper fondò i Puss n Boots; con Billie Joe Armstrong registrò Foreverly, una rilettura brano per brano di un album degli Everly Brothers.

Day Breaks, uscito nel 2016, la riportò al pianoforte e al jazz, con Wayne Shorter, Brian Blade, John Patitucci e Dr. Lonnie Smith in studio e cover di Horace Silver, Duke Ellington e Neil Young. Debuttò al secondo posto. In seguito Jones mise da parte per un po’ il ciclo degli album e pubblicò singoli indipendenti insieme a collaboratori come Jeff Tweedy e Thomas Bartlett, poi raccolti in Begin Again. Pick Me Up Off the Floor uscì nel giugno 2020 ed entrò in classifica all’87º posto: fu il primo dei suoi album a non debuttare nella top three. L’anno successivo arrivò il suo primo album natalizio, I Dream of Christmas; nel 2022 lanciò il podcast Norah Jones Is Playing Along, in cui incontra ospiti e improvvisa musica insieme a loro.

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Visions, pubblicato da Blue Note nel marzo 2024 e prodotto e registrato da Leon Michels, è la dichiarazione più chiara del punto a cui è arrivata. Jones ha raccontato che la maggior parte delle idee le «è venuta nel cuore della notte o in quel momento appena prima di addormentarsi», e il disco conserva proprio quell’atmosfera libera e sospesa, a metà tra veglia e sonno. Ha raggiunto il 168º posto della Billboard 200, mentre ha conquistato la vetta delle classifiche jazz su entrambe le sponde dell’Atlantico; nel febbraio 2025 ha vinto il premio per il Best Traditional Pop Vocal Album. Michels ha anche co-scritto e prodotto This Christmas I’m Coming Home, il duetto di Jones con Leon Bridges, pubblicato nel novembre 2025.

Quest’anno è stato intenso, pur senza un nuovo album. Il podcast continua ad attirare collaboratori, tra cui Josh Homme, con cui Jones ha inciso una cover di Somethin’ Stupid. A marzo è salita sul palco del Beacon Theatre di New York con Mavis Staples; ad aprile Blue Note ha pubblicato una nuova registrazione dal vivo di Come Away with Me, realizzata negli studi di Apple Music a Los Angeles. L’8 maggio, al Beverly Hilton, il Grammy Museum le ha consegnato il Ray Charles Architect of Sound Award, assegnato soltanto per la seconda volta, dopo il premio a Jon Batiste. «Ray Charles è stato il mio eroe musicale e ha cambiato il modo in cui tanti di noi ascoltano e sentono la musica», ha dichiarato. Nella stessa settimana è seguito un breve tour sulla costa occidentale.

Jones è sposata dal 2014 con il tastierista Pete Remm e hanno due figli. Si è descritta come una persona «sempre molto anonima», mai davvero famosa: una definizione singolare per chi ha ottenuto un disco di diamante, ma anche la spiegazione migliore del modo in cui ha lavorato da allora. Non è stato annunciato alcun seguito di Visions. Quando arriverà, la scommessa più sicura è che non somiglierà affatto all’album che tutti continuano a chiederle di suonare e che lei, comunque, lo suonerà.

Registrazioni principali

  • Come Away With Me (2002)
  • New York City (2003)
  • Feels Like Home (2004)
  • Not Too Late (2006)
  • The Fall (2009)
  • …Little Broken Hearts (2012)
  • Foreverly (2013)
  • Day Breaks (2016)
  • Begin Again (2019)
  • Pick Me Up Off the Floor (2020)
  • I Dream of Christmas (2021)
  • Visions (2024)

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