Attori

Barbara Ronchi, la Diana di Imma Tataranni diventata protagonista verso i quarant’anni

Penelope H. Fritz
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Barbara Ronchi
Barbara Ronchi
Photo: Cinemio / CC BY 3.0, via Wikimedia Commons
Nascita22 giugno 1982
Roma, Italia
ProfessioneAttrice
Noto perThe Children's Train, Kidnapped, Still Time
PremiDavid di Donatello per la migliore attrice protagonista · Nastro d'Argento alla migliore attrice protagonista · Globo d'oro alla migliore attrice

In Elisa di Leonardo Di Costanzo, Barbara Ronchi interpreta una donna che ha trascorso dieci anni in carcere per aver ucciso la sorella maggiore e averne bruciato il corpo, e che ancora non sa dire perché l’ha fatto. Nei lunghi colloqui con un criminologo, interpretato da Roschdy Zem, i vuoti della sua memoria cominciano a colmarsi. «Il suo crimine è paradossale», ha detto Ronchi all’ANSA quando il film è arrivato a Venezia: «togliere una vita per poterne avere una propria». È una strada lunga rispetto ai ruoli che l’hanno fatta conoscere, perlopiù madri e mogli ai margini della storia di qualcun altro.

Sa bene quanto tardi sia arrivata la svolta. «I miei primi ruoli da protagonista sono arrivati quando avevo circa quarant’anni», ha raccontato a La Voce di New York. «È stato un percorso giusto, diciamo così». Ha aggiunto di non aver mai sentito il bisogno di essere protagonista prima: «Non credo che sarei stata pronta». La modestia è sincera. E racconta anche di un’industria che ha impiegato un decennio per vedere ciò che Marco Bellocchio aveva colto in un solo film.

La recitazione non era il suo primo progetto. Ronchi è nata a Roma il 22 giugno 1982, figlia di un litografo e di una casalinga, e si è laureata in Scienze storiche e archeologiche alla Sapienza prima di sostenere l’esame di ammissione all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, dove si è diplomata nel 2009. L’archeologia, dice, «resta una delle mie grandi passioni. Ma il teatro mi ha coinvolta troppo profondamente». Gli anni successivi sono stati dedicati al palcoscenico, con registi come Carlo Cecchi, Valerio Binasco e Fausto Paravidino, mentre al cinema sono arrivati ruoli minori, tra cui quello in Miele di Valeria Golino.

Bellocchio ha cambiato le proporzioni. In Fai bei sogni, adattamento del memoir di Massimo Gramellini che nel 2016 ha inaugurato la Quinzaine des Réalisateurs di Cannes, Ronchi interpreta la madre la cui morte improvvisa un bambino di nove anni si rifiuta di accettare: una presenza attorno alla quale il film continua a girare per decenni. Il ruolo le è valso il Premio Alida Valli come miglior attrice non protagonista. Dal 2019 la televisione le ha portato un pubblico molto più vasto: in Imma Tataranni di Rai1 è Diana De Santis, cancelliera e confidente della procuratrice interpretata da Vanessa Scalera, in un ruolo caloroso e comico che ha ormai portato avanti per cinque stagioni.

Poi i ruoli da protagonista sono arrivati uno dopo l’altro. Claudio Noce l’ha scelta accanto a Pierfrancesco Favino in Padrenostro, in concorso a Venezia nel 2020. L’esordio alla regia di Giulia Steigerwalt, Settembre, le ha affidato il personaggio di Francesca, una donna che, dopo aver ricevuto i risultati delle analisi mediche, ripensa alla propria vita e si avvicina a Debora, l’amica da cui è attratta da tempo; nel 2023 il ruolo le è valso il David di Donatello come miglior attrice. Su Netflix è stata Alice in Era ora di Alessandro Aronadio, compagna del workaholic interpretato da Edoardo Leo, un uomo che continua a ritrovarsi un anno più avanti e a dimenticare i danni che ha fatto nel frattempo. Il compito più difficile spettava a lei: dare corpo al risentimento di cui l’uomo che l’ha provocato non riesce a ricordarsi.

Bellocchio l’ha richiamata per Rapito, il suo film su Edgardo Mortara, il bambino ebreo sottratto alla famiglia a Bologna nel 1858 dallo Stato Pontificio perché fosse cresciuto da cattolico. Nel ruolo di Marianna Padovani Mortara, la madre che non si rassegna al rapimento, Ronchi dà voce alla rabbia del film; la parte, presentata in concorso a Cannes, le è valsa il Nastro d’Argento come miglior attrice e una seconda candidatura ai David. Nello stesso periodo ha interpretato la diva dell’opera Caterina Gabrielli in Il Boemo di Petr Václav, ottenendo una candidatura ai Český lev.

Se si mettono in fila questi ruoli, emerge uno schema. In Fai bei sogni, Padrenostro, Rapito ed Era ora è la madre o la moglie, mentre il vero soggetto dello sguardo della macchina da presa è un uomo o un bambino. Familia di Francesco Costabile, presentato alle Giornate degli Autori di Venezia nel 2024 e poi scelto come candidatura italiana agli Oscar, ha portato questa dinamica all’estremo. Ronchi interpreta Licia, il cui marito violento torna dopo dieci anni per riprendersi la famiglia, in un adattamento del memoir di Luigi Celeste, che racconta di aver ucciso il padre per proteggere la madre. Il film le ha fruttato un’altra candidatura ai David, ma il suo arco narrativo appartiene al figlio. Alla domanda sul perché continui a scegliere storie cupe, Ronchi risponde che opere di questo tipo «esplorano strutture umane molto profonde». L’accoglienza di Elisa ha mostrato il prezzo di questa scelta: su Il Fatto Quotidiano, Davide Turrini ha scritto che il film sacrifica il piacere del cinema in favore di lezioni di etica, mentre Panorama lo ha giudicato poco convincente. I premi, intanto, hanno continuato ad arrivare.

Gli ultimi due anni sono stati intensi. In Diva Futura di Steigerwalt, sulla casa di produzione pornografica di Riccardo Schicchi, Ronchi interpreta Debora Attanasio, la segretaria il cui libro è alla base del film; nel dramma Netflix di Cristina Comencini Il treno dei bambini è Derna, un’ex partigiana di Modena che accoglie un bambino arrivato da Napoli nel dopoguerra. Elisa è stato presentato in concorso a Venezia nel settembre 2025; nel 2026 è valso a Ronchi il Globo d’oro come miglior attrice assegnato dalla stampa estera a Roma e una candidatura ai David, a cui si è aggiunta quella come non protagonista per Diva Futura, anche se il David è andato ad Aurora Quattrocchi. A maggio è arrivato nelle sale italiane Antartica – Quasi una fiaba, esordio alla regia di Lucia Calamaro, con Ronchi nel ruolo di Maria Medri, una scienziata ribelle che approda a una base antartica isolata e si scontra con il suo ex insegnante, il responsabile della missione interpretato da Silvio Orlando. A marzo Rai1 ha trasmesso la quinta stagione di Imma Tataranni e, alla fine dell’estate, Ronchi ha fatto parte della giuria di Orizzonti alla Mostra del Cinema di Venezia.

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Lontano dai set, tiene la vita privata lontana dai riflettori. Il suo compagno è l’attore e regista teatrale Alessandro Tedeschi, e il loro figlio, Giovanni, è nato nel 2018. «Ci consigliamo sulle scelte professionali», ha raccontato, «ma non interferiamo nel lavoro creativo l’uno dell’altra».

Il prossimo progetto è Nemesi, un legal thriller Netflix in sei episodi diretto da Piero Messina, in cui Ronchi interpreta Diana Potenza, l’avvocata che difende l’erede milanese interpretato da Favino dall’accusa di aver ucciso la moglie, impersonata da Elodie. Netflix non ha ancora annunciato la data di uscita, e nel suo calendario c’è anche Le scarpe rotte di Roberta Torre. Dopo aver interpretato l’imputata in Elisa, Ronchi passa ora dall’altra parte del tavolo.

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