Cinema

Street Fighter primo al box office, ma i sold out sono del documentario su Holmes

Veronica Loop
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Il film più grande del weekend nordamericano è quello che si trova quasi ovunque. Street Fighter, il nuovo tentativo di Paramount e Legendary con il picchiaduro di Capcom, ha vinto il box office nel modo in cui un’uscita a tappeto è costruita per vincere: sull’insegna di ogni multisala, con buona parte degli incassi passata dagli schermi premium. Le code davanti ai cinema, però, sono per un altro film, un documentario dalla durata da maratona sulla fondatrice di Theranos, proiettato in una frazione di quelle sale.

Questa spaccatura è la vera storia del weekend, e cambia la scelta che lo spettatore fa prima di uscire di casa. Per l’adattamento Capcom, l’unica domanda è quale formato scegliere. Per You Can See Everything, il documentario su Elizabeth Holmes firmato da Nathan Fielder e Lance Oppenheim, la domanda è se sia rimasto ancora un posto libero.

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Street Fighter vince, ma meno di quanto sperasse Paramount

Il film Paramount ha incassato 13 milioni di dollari venerdì, anteprime del giovedì comprese, in 3.575 sale nordamericane, e si avvia verso circa 31 milioni nel weekend, secondo le stime riportate da Variety, Deadline e The Hollywood Reporter. È il primo posto, e resta comunque sotto il piano: secondo The Hollywood Reporter lo studio si aspettava un debutto a metà della fascia dei 30 milioni. Deadline lo colloca il 19% sotto i 38,5 milioni con cui aveva aperto Mortal Kombat 2 a maggio.

I soldi alzano la posta. Street Fighter è costato 82 milioni di dollari netti, cofinanziati da Legendary e Capcom, ed è la prima uscita nell’ambito dell’accordo di distribuzione tra Paramount e Legendary. La regia è di Kitao Sakurai, mentre Noah Centineo, Andrew Koji e Callina Liang guidano il cast.

I segnali del pubblico sono tiepidi, non allarmanti. Gli spettatori gli hanno dato una B- su CinemaScore, lo stesso voto che, come ricorda TheWrap, aveva ricevuto la versione del 1994 con Jean-Claude Van Damme, e un gradino sotto la B di Mortal Kombat 2. La critica è più severa: The Hollywood Reporter conta il 42% di recensioni positive su Rotten Tomatoes, e il suo critico Frank Scheck ha definito il film un “guazzabuglio di toni confuso”.

Nemmeno il pubblico è quello che il visto PG-13 lascerebbe immaginare. I dati di uscita di Deadline indicano negli uomini sopra i 35 anni il 45% degli spettatori, mentre genitori con figli sotto i 12 anni arrivano appena all’11%. E il 58% del weekend è arrivato dagli schermi premium di grande formato e IMAX. Paramount vende il film come un evento da grande schermo a un pubblico maschile adulto, e quel pubblico sta pagando proprio per il grande schermo.

You Can See Everything, il biglietto da prenotare per tempo

Il documentario A24 è uscito su 855 schermi, circa un quarto della presenza di Street Fighter, e venerdì ha incassato 5,5 milioni di dollari. Le stime per il weekend vanno da circa 12 a 14 milioni. Secondo Deadline, sarebbe il secondo miglior debutto di sempre per un documentario, dietro soltanto ai 23,9 milioni di Fahrenheit 9/11 nel 2004. Le previsioni della vigilia si fermavano a 7-8 milioni; il film ha già superato i 7,1 milioni con cui aveva esordito Melania di Amazon MGM, su circa il doppio degli schermi.

La scarsità si può misurare. A24 dichiara oltre 1.300 proiezioni esaurite fino a sabato mattina, secondo TheWrap e Deadline; The Hollywood Reporter, citando lo studio, ha parlato di circa 750. Deadline descrive code che giravano attorno all’isolato in sale come il Village East di New York e il Belcourt di Nashville, e riferisce che il 41% degli acquirenti ha comprato il biglietto il giorno stesso. Con una domanda così concentrata alla cassa, uno spettacolo che al mattino sembra libero non è affatto garantito la sera.

È anche un impegno: il film dura 174 minuti ed è classificato R. Variety lo descrive come uno sguardo sfrenato sulla fondatrice di Theranos nel mese prima che iniziasse a scontare una condanna a 11 anni di carcere per aver frodato gli investitori, girato da Fielder e Oppenheim nell’arco di oltre tre anni. Chi riesce a entrare non si lamenta. Deadline riporta un 91% di raccomandazione certa su PostTrak, con il 62% del pubblico tra i 18 e i 34 anni, e The Hollywood Reporter cita il 99% di gradimento su Rotten Tomatoes, sia dalla critica sia dal pubblico.

Se arriverà presto in altre città resta da stabilire. World of Reel ha scritto giovedì che A24 aveva deciso di allargare l’uscita il venerdì successivo; un giorno dopo, TheWrap ha riportato che lo studio non aveva ancora reso noto alcun piano di espansione. Finché A24 non indicherà un numero di sale, il film è forte dove Deadline dice che vende meglio: New York, Los Angeles, San Francisco, Chicago, Boston e Seattle.

Whalefall ha pagato la sovrapposizione di pubblico

La vittima del weekend sta più in basso in classifica. Whalefall, il thriller di sopravvivenza da 60 milioni di dollari di 20th Century Studios, ha aperto con circa 7,5 milioni contro gli 11 previsti dallo studio, e Deadline ne attribuisce la colpa alla sovrapposizione del pubblico maschile con Street Fighter. Sense and Sensibility di Focus Features si è attestato intorno ai 6,7 milioni, con una A- su CinemaScore. Deadline stima il totale del weekend in 101 milioni.

Street Fighter ha fatto quello che ci si aspetta dall’esordio di un franchise, e niente di più. TheWrap avverte che potrebbe rivelarsi sbilanciato sul primo weekend quanto Mortal Kombat II, e JoBlo osserva che saranno gli incassi internazionali a decidere se ci sarà un sequel. Il documentario ha ottenuto qualcosa che nessun modello di previsione aveva messo in conto. Questo weekend Paramount si è presa gli schermi; A24 si è presa la fila fuori dalla porta.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

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