Cinema

Quentin Tarantino debutta a teatro e affida a Sacha Baron Cohen la sua commedia di cappa e spada

I produttori confermano Baron Cohen protagonista di The Popinjay Cavalier, debutto nel West End per l’attore e per il regista
Martha O'Hara
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Per anni Quentin Tarantino ha presentato la propria carriera come un conto alla rovescia: ha promesso che il suo decimo film sarebbe stato l’ultimo, per poi accantonare il progetto che aveva scelto per l’occasione. La sua prossima opera non sarà un film. The Popinjay Cavalier, la sua prima pièce teatrale, ha ora trovato il protagonista in Sacha Baron Cohen, un attore la cui carriera si fonda su quel tipo di audacia che il teatro dal vivo premia o punisce sul momento, senza possibilità di una seconda ripresa.

Deadline aveva anticipato per prima la notizia del casting; ora l’hanno confermata i produttori, Sonia Friedman Productions e Sony Pictures Entertainment. Per entrambi sarà il debutto nel West End, e Baron Cohen lo ha sottolineato con gusto nella sua dichiarazione: «Quentin mi ha chiamato e ho detto sì prima ancora che riuscisse a pronunciare il suo primo “motherfxxxer”». Ha aggiunto che insieme avrebbero «perso la verginità del West End» e che aveva fatto promettere a Tarantino «di non andarci piano».

La produzione descrive la pièce come «una scatenata commedia di inganni e travestimenti, ispirata ai grandi poemi epici d’avventura tra palcoscenico e schermo», ambientata in Europa negli anni Trenta dell’Ottocento. È un naturale cambio di costume per un regista che costruisce i suoi film attingendo a generi già esistenti: dal DNA dello spaghetti western di Django Unchained al film di guerra con una missione da compiere, reinventato in Inglourious Basterds. Tom Rothman, presidente del Motion Picture Group di Sony Pictures, la cui casa di produzione ha distribuito Once Upon a Time in Hollywood, ha dichiarato insieme a Friedman che vedere Tarantino in sala prove è «straordinario», sottolineando «il piacere che prova nel lavorare con attori, schermidori, acrobati, musicisti e con il nostro team creativo».

Nella stessa dichiarazione, Baron Cohen è stato definito «un attore impavido e brillantemente creativo, dotato dell’arguzia, della malizia e dell’audacia che questo ruolo richiede». La sua carriera sullo schermo ha già una forte impronta teatrale: ha interpretato il barbiere rivale Adolfo Pirelli, tutto esibizionismo, in Sweeney Todd di Tim Burton, e il locandiere intrigante Thénardier in Les Misérables di Tom Hooper, entrambi adattamenti cinematografici di musical teatrali, prima di ottenere una candidatura all’Oscar per The Trial of the Chicago 7.

La compagnia di Friedman, che annovera tra i suoi titoli Harry Potter and the Cursed Child e Paddington: The Musical, porterà la pièce al Phoenix Theatre di Londra, con le anteprime a partire dal 23 febbraio 2027 e il debutto ufficiale il 18 marzo. I biglietti saranno in vendita sul sito web della produzione, con una finestra di accesso prioritario prima della vendita generale. Gli altri membri del cast non sono ancora stati annunciati. L’anno scorso Tarantino aveva detto che la pièce era già scritta e che avrebbe occupato «da un anno e mezzo a due anni» della sua vita.

Ora il conto alla rovescia è partito. Lo scrittore che si è fatto un nome con i dialoghi serrati di Reservoir Dogs e Pulp Fiction sentirà le sue battute arrivare a segno, o mancare il bersaglio, davanti al pubblico londinese, sera dopo sera: a pronunciarle sarà un attore che si è costruito una reputazione senza mai uscire dal personaggio, chiunque ci fosse nella stanza.

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