Cinema

Copshop – Scontro a fuoco: Alexis Louder porta via il film a Butler e Grillo senza che se ne accorgano

Molly Se-kyung

Il commissariato di Copshop – Scontro a fuoco non ha niente di straordinario: una città di provincia nel deserto del Nevada, qualche cella, un corridoio che ci sta quasi per sbaglio. È esattamente questa banalità a fare il film. Un truffatore si fa arrestare per nascondersi dal killer che lo insegue. Il killer si fa arrestare a sua volta. In mezzo, con la prima notte di turno alle spalle, c’è l’agente Valerie Young.

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Frank Grillo costruisce Teddy Murretto come un uomo che considera la polizia un riparo d’emergenza — losco, veloce di bocca, sorprendentemente divertente quando il film glielo concede. Gerard Butler porta Bob Viddick con la stanchezza di un professionista che sa già come va a finire ma deve comunque farlo. I due nei rispettivi interrogatori sono il motore della prima metà.

Poi arriva Alexis Louder, e la gerarchia si rovescia. Valerie Young non attraversa nessun arco di formazione: è già la persona che il film chiede. Louder la interpreta senza trucchi, senza la meccanica dell’«agente che scopre il coraggio». Il coraggio c’era. Quello che la notte le porta è la conferma di qualcosa che lei sapeva già.

Toby Huss entra nel terzo atto come liquidatore mandato a chiudere la faccenda, e il film acquista una tonalità più buia. Carnahan gestisce la geometria dello spazio con una precisione rara nel cinema d’azione di questo livello: sai sempre dove si trova ogni personaggio, cosa ha in mano, cosa succede se lo usa.

Copshop – Scontro a fuoco mantiene le sue promesse e ne nasconde una che il poster non anticipa. Grillo e Butler portano quel che ci si aspetta. Louder porta qualcosa che nessuno aveva messo in conto — una performance che sopravvive al genere che l’accoglie.

Regia

Joe Carnahan
Photo via The Movie Database (TMDB)

Joe Carnahan

Foto: The Movie Database (TMDB)

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

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