Cinema

Con ChaO, Yasuhiro Aoki fa della sirenetta un pesce che cammina contro l’anime a senso unico

Camille Lefèvre
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In ChaO una principessa sirena chiede la mano a un impiegato di una società di costruzioni navali, la città vende la loro unione come il matrimonio del secolo e la sposa, a quanto riferiscono i critici che hanno visto il film, ne passa buona parte sotto forma di un pesce grande quanto una persona, che cammina per le strade di una Shanghai futura. È il primo lungometraggio diretto da Yasuhiro Aoki, e la sua premessa funziona come un sabotaggio deliberato del racconto della sirena così come il cinema ha imparato a raccontarlo, dal sacrificio silenzioso di Andersen alla principessa Disney.

Dopo un lungo percorso internazionale, cominciato con il Premio della giuria nel concorso lungometraggi di Annecy e passato anche dalle sale italiane, il film è ora nei cinema coreani. L’alloro conta meno della posizione che Aoki assume. L’animazione, ha detto, oggi «sembra andare in un’unica direzione», e ChaO è costruito come un rifiuto di questa deriva, dai personaggi dal tratto quasi infantile alla città fittamente disegnata in cui si muovono.

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Anche le voci vanno nella stessa direzione. Stephan ha la voce di Ouji Suzuka e ChaO quella di Anna Yamada, due interpreti per cui, a loro stesso dire, il doppiaggio è un’eccezione: Suzuka ha raccontato a Real Sound che non si aspettava di lavorare di nuovo a un film d’animazione, e Yamada ha ammesso che l’incarico l’aveva resa nervosa. Intorno a loro ci sono Kavka Shishido, Yuuichirou Umehara, Kenta Miyake, Anna Tsuchiya e Ryota Yamasato. Il trailer, diffuso da GKIDS per l’uscita nordamericana, vende la commedia dell’incompatibilità più che la storia d’amore; la descrizione che Real Sound fa del trailer giapponese elenca un’anguilla elettrica a colazione, un gelato inghiottito in un boccone e fuochi d’artificio accesi dentro l’appartamento. Un film con un cast scelto così chiede di essere letto prima come una commedia popolare e poi come un anime, e Aoki lo ha detto chiaramente ad Anime News Network: la Disney è «davvero brava a fare film divertenti» e lui voleva che ChaO fosse un film di quel tipo.

Ha detto anche l’altra metà della frase: «se ci fossimo limitati a seguire le orme della Disney, non saremmo potuti andare oltre». Aoki arriva al primo lungometraggio tardi e dall’interno della casa. Cartoon Brew lo descrive come una colonna dello Studio 4°C, animatore su Mind Game di Masaaki Yuasa e su Princess Arete, e il seme di ChaO è più antico del progetto stesso. Aoki lo fa risalire al pezzo animato che realizzò per la canzone «Twinkle» di Koda Kumi, il suo episodio del film collettivo Amazing Nuts!, dopo il quale cantante e regista parlarono di fare un giorno un lungometraggio insieme. Oggi Koda canta la canzone del film, «ChaO!», e ha detto a Real Sound che vederlo realizzarsi dopo diciannove anni le è sembrato un incontro voluto dal destino.

La genealogia produttiva è altrettanto eloquente. Lo Studio 4°C è guidato da Eiko Tanaka, che fu direttrice di produzione per Il mio vicino Totoro e Kiki consegne a domicilio prima di costruire uno studio i cui film raramente si somigliano: Mind Game, Tekkonkinkreet, I figli del mare. Secondo il distributore coreano del film, Tanaka ha cominciato a preparare ChaO nel 2016 e ha scelto La sirenetta di Andersen come punto di partenza proprio perché una storia che tutti conoscono avrebbe reso più visibile la lettura che ne dava lo studio. Gli stessi materiali riferiscono che a un certo punto la produzione ha rischiato di fermarsi. Ci sono voluti sette anni e, secondo le note di programma del festival Fantasia, oltre 100.000 disegni, fatti a mano uno per uno.

Quello che il film sostiene con tanto lavoro è una questione di forma, e Aoki lo dice esplicitamente. Richiama lo heta-uma, lo stile giapponese di disegno volutamente «non molto bello» che può sembrare «quasi il disegno di un bambino», e mette quelle figure, ideate da Hirokazu Kojima, davanti a fondali che descrive come molto dettagliati: una Shanghai scelta, ha spiegato a Cartoon Brew, perché lì il nuovo e il vecchio convivono. Il contrasto è il punto, dice, perché la squadra «voleva provare qualcosa che solo l’animazione può fare». Anche la struttura procede per rime. Aoki descrive tre dichiarazioni che corrono in parallelo: quella di Stephan, quella di un giornalista alla sua caporedattrice, che si rivela anche lei una sirena, e quella di Roberta, della cerchia di amici di Stephan. La premessa suggerisce una commedia del rimatrimonio girata al contrario, in cui le nozze vengono prima e il corteggiamento va guadagnato dopo.

È proprio in questa inversione che potrebbe annidarsi il punto debole del film. Stephan viene trascinato nel matrimonio senza capirlo, e la trama, come la inquadrano tutte le sinossi, è il lento disgelo di un uomo riluttante davanti a una donna la cui devozione non vacilla mai. Quando Anime News Network ha fatto notare ad Aoki che alcuni spettatori potrebbero trovare Stephan crudele con ChaO, lui non ha abboccato: «Sto dalla parte di Stephan», ha detto, aggiungendo: «stavo disegnando me stesso». Niente nel materiale pubblicato permette di capire se il film metta in discussione la vecchia asimmetria di Andersen, in cui la sirena dà tutto e l’uomo si limita ad accettare, o se la ripeta semplicemente con un costume da pesce e una battuta migliore. Nemmeno il grande pubblico che Aoki cercava è arrivato in modo evidente. Anime News Network ha riportato 70.254 dollari per i primi tre giorni di programmazione americana e 112.217 dollari dopo una settimana, numeri da beniamino dei festival più che da successo trasversale.

L’accoglienza critica è calorosa ma misurata. Rotten Tomatoes registra l’86 per cento di recensioni positive su 28 critici; il punteggio ponderato di Metacritic è 67, sulla base di cinque recensioni. Su RogerEbert.com Simon Abrams gli ha dato tre stelle e mezzo su quattro, definendolo «un vero piacere da guardare e da ascoltare». Il distributore coreano sottolinea che il Premio della giuria di Annecy ha fatto di ChaO il primo lungometraggio d’animazione giapponese in otto anni a vincere quel riconoscimento. Dietro la macchina da presa, la sceneggiatura è firmata da Saku Konohana, la colonna sonora da Takatsugu Muramatsu, la direzione artistica da Hiroshi Takiguchi, con Kojima come capo direttore dell’animazione e lo Studio 4°C alla produzione.

A teal-haired young woman in a city street in a still from the Studio 4°C animated film ChaO (2025)
A scene from ChaO (2025), directed by Yasuhiro Aoki

ChaO è uscito in Giappone con Toei il 15 agosto 2025. GKIDS lo ha portato nelle sale nordamericane il 10 aprile 2026, seguito dall’edizione digitale il 23 giugno e dal Blu-ray il 22 settembre. In Italia è passato in sala come evento speciale di una sola settimana, dal 25 giugno al 1° luglio 2026. L’uscita coreana è arrivata il 21 ottobre 2026, con Media Castle e nei cinema Megabox, per tutti senza limiti di età, con una durata di 89 minuti e 40 secondi.

La sirenetta di Andersen rinunciava alla voce per camminare sulla terraferma. Quella di Aoki la voce la tiene, cammina sulla terraferma da pesce e lascia all’uomo il compito di cambiare. Se il film creda davvero in questo patto o lo trovi soltanto divertente, il pubblico italiano ha potuto giudicarlo nell’arco di una sola settimana; ora tocca agli spettatori coreani.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

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