Affari e finanza

Samsung guadagna più di Nvidia in un trimestre e alza di 100 dollari il Galaxy S26

Victor Maslow
Aggiungici su Google

Samsung Electronics ha registrato il trimestre più redditizio mai annunciato da un’azienda sudcoreana, e quasi tutto il risultato è arrivato dai chip di memoria, di cui i server per l’intelligenza artificiale non riescono a fare a meno. La stessa carenza sta ora investendo anche l’altra metà di Samsung, quella che vende telefoni ed elettrodomestici. Il suo smartphone di punta Galaxy costa oggi cento dollari in più negli Stati Uniti e in Corea del Sud, e l’azienda che scarica sui clienti l’aumento del costo delle memorie è proprio quella che le produce.

La memoria è tra i componenti più costosi di un telefono, un portatile o una console per videogiochi, e i produttori di chip stanno destinando la capacità produttiva limitata alle memorie ad alta larghezza di banda utilizzate nei data center per l’IA, dove i margini sono molto più elevati. I consumatori si ritrovano così a competere per gli stessi chip con le società di cloud computing, che finora hanno la meglio.

Nel documento preliminare di Samsung, l’utile operativo è stato indicato a 107.400 miliardi di won, oltre 75 miliardi di dollari, su ricavi pari a circa 195.000 miliardi di won. L’utile è cresciuto di circa il 783% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando si era attestato a 12.170 miliardi di won, e del 20% rispetto agli 89.400 miliardi di won del trimestre precedente, che rappresentavano già un record. Il margine operativo ha raggiunto il 55,1%: Samsung ha quindi trattenuto più della metà di ogni won di vendite sotto forma di utile operativo, una quota più tipica di un’azienda di software che di un produttore di televisori. Secondo il calcolo del Seoul Economic Daily, il risultato trimestrale ha superato di circa un quinto l’ultimo utile operativo trimestrale di Nvidia, pari a 63,7 miliardi di dollari.

La comunicazione preliminare non include una ripartizione per divisione, ma il quadro è chiaro. Il Chosun Ilbo ha stimato, come riportato dal monitor di mercato TrendForce, che la sola divisione dei chip abbia generato circa 110.000 miliardi di won, più dell’intera azienda. Le stime del settore citate dal Seoul Economic Daily indicano invece una perdita operativa di circa 2.000 miliardi di won per la divisione telefoni ed elettrodomestici, stretta tra il costo delle memorie e una domanda più debole, mentre i prezzi elevati del petrolio pesano sui bilanci delle famiglie. Come aveva riferito The Korea Herald, nel trimestre precedente la divisione mobile e reti era già scesa in rosso per 700 miliardi di won.

L’aumento dei prezzi riguarda Galaxy S26, S26+ e S26 Ultra. Negli Stati Uniti il modello S26 più economico parte ora da 999,99 dollari, mentre il prezzo dell’Ultra da 1 TB sale di 200 dollari, fino a 1.999,99. In Corea del Sud, l’S26 da 256 GB è rincarato di 149.600 won, arrivando a 1.403.600 won. S26 FE e i pieghevoli sono stati risparmiati; finora gli aumenti segnalati riguardano soltanto quei due mercati. Samsung non ha diffuso dichiarazioni per spiegare la decisione. Anche Apple e Google hanno aumentato di circa 100 dollari i prezzi dei loro ultimi telefoni, quindi cambiare marca offre ben poco riparo.

Neppure gli investitori hanno festeggiato. Dopo la pubblicazione dei risultati, le azioni Samsung hanno perso leggermente terreno a Seul, come era già successo dopo il precedente record, quando erano scese di quasi il 7% per i timori che il ciclo dei chip avesse raggiunto il picco. «Samsung ha messo a segno un utile record e non ha comunque soddisfatto le aspettative: è un segnale di quanto siano diventate elevate le pretese legate all’IA», ha dichiarato Josh Gilbert, analista di mercato di eToro. Anche i ricavi sono rimasti sotto il consenso di FnGuide, pari a circa 200.000 miliardi di won: un indizio che a fare gran parte del lavoro sono i prezzi più alti, più che l’aumento dei volumi. Il mercato delle memorie è sempre stato caratterizzato da fasi di espansione e contrazione, e gli utili fondati sulla scarsità durano solo finché la scarsità persiste. Secondo il Seoul Economic Daily, Samsung sta cercando di contenere questo rischio stipulando contratti di fornitura con una durata compresa tra tre e cinque anni.

Per chi compra, la pressione non è finita. TrendForce, citata da The Korea Herald, prevede nel quarto trimestre un ulteriore aumento del 10%-15% dei prezzi contrattuali delle DRAM convenzionali e del 15%-20% di quelli delle memorie NAND flash: costi che si ripercuoteranno direttamente sui telefoni e sui portatili del prossimo anno. Samsung pubblicherà il 29 ottobre i risultati completi del terzo trimestre, con la prima ripartizione ufficiale tra chip e dispositivi. Fino ad allora, il dato più chiaro per i consumatori si trova sul sito ufficiale di Samsung: il Galaxy S26 più economico si ferma ormai a un centesimo dai 1.000 dollari.

Tag: , , , , ,

Aggiungici su Google

Discussione

Ci sono 0 commenti.