Affari e finanza

Gasolio raddoppia in un anno — famiglie rurali scommettono sul prezzo invernale

Victor Maslow

Per circa due milioni di famiglie rurali nel Regno Unito e in Irlanda, le cui abitazioni non sono collegate alla rete del gas, l’autunno ha assunto una nuova forma di inquietudine. Il combustibile da cui dipendono — il gasolio da riscaldamento, consegnato con autocisterna e stoccato in un serbatoio — ha più che raddoppiato il prezzo nell’ultimo anno, a causa della pressione sostenuta sui mercati globali dei distillati in seguito all’escalation del conflitto in Medio Oriente.

Il dilemma che si crea non è astratto. Le famiglie devono decidere se riempire i serbatoi ora, bloccando un costo che per molti rappresenta un grave disagio finanziario, o aspettare e scommettere che il mercato si raffreddi prima che la stagione del riscaldamento inizi sul serio. Entrambe le scelte comportano un’esposizione reale.

La logica di mercato alla base dell’impennata dei prezzi è diretta, seppur scomoda. L’escalation del conflitto in Medio Oriente — comprese azioni militari che hanno colpito le infrastrutture energetiche e interrotto le principali rotte marittime — ha spinto il Brent significativamente al rialzo e compresso l’offerta globale di distillati. I prezzi del kerosene in alcune parti del Regno Unito sono raddoppiati nel giro di poche settimane dall’ultima escalation del conflitto: una famiglia rurale ha visto un preventivo per 500 litri passare da 314 a 653 sterline in pochi giorni. In Irlanda, dove circa 700.000 famiglie — quasi la metà del totale nazionale — dipendono dal gasolio per il riscaldamento, il costo di una consegna standard da 1.000 litri ha raggiunto circa 1.300 euro.

Ciò che rende la situazione strutturalmente precaria non è solo il livello dei prezzi, ma la posizione delle scorte. Le riserve di distillati sono ben al di sotto della media quinquennale con l’arrivo dell’autunno, le raffinerie operano quasi a pieno regime e c’è poco margine per espandere la produzione. La prossima stagione invernale di riscaldamento eserciterà una domanda aggiuntiva su un mercato già teso. I prezzi del gasolio da riscaldamento sono superiori di oltre il 100% rispetto a un anno fa.

La risposta del governo è arrivata, ma in modo selettivo. Il Regno Unito ha erogato all’inizio dell’anno pagamenti una tantum alle famiglie con requisiti di reddito che dipendono dal gasolio da riscaldamento. Da allora è cresciuta la pressione parlamentare, con deputati che chiedono una revisione più ampia del sostegno ai consumatori di combustibili fuori rete. Non è seguito alcun intervento strutturale.

La domanda più difficile che la situazione attuale lascia aperta è cosa accadrà alle famiglie — rurali, anziane, a reddito fisso — che non possono né assorbire i prezzi odierni né permettersi di aspettare un ulteriore aumento. Il gruppo più esposto a questo dilemma è anche il meno in grado di coprirsi dal rischio.

Le prospettive di mercato prevedono una stabilizzazione dei mercati dei distillati a partire dal 2027, sulla base delle attuali traiettorie delle scorte e di una prevista riduzione del premio per il rischio geopolitico. Per le famiglie che devono decidere se riempire un serbatoio questo autunno, quella tempistica offre un conforto limitato.

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