Analisi

Mouthwashing su Xbox Game Pass: prima 800.000 copie vendute, poi l’abbonamento

Mouthwashing entra in Xbox Game Pass dal primo giorno della sua uscita su console, due anni dopo aver venduto più di 800.000 copie su PC. Quell’ordine risponde a quasi tutto ciò che gli sviluppatori rimproverano agli abbonamenti.
Molly Se-kyung
Aggiungici su Google

Xbox e Critical Reflex vendono Mouthwashing agli abbonati Game Pass come uno spavento di Halloween. L’annuncio su Xbox Wire, scritto con la voce dell’editore, invita i giocatori a «scoprire il motivo di tutte queste urla» e accosta a Game Pass le parole «day one», la formula che l’abbonamento di Microsoft ha sempre usato per un gioco che nessuno ha ancora dovuto comprare. Per questo gioco la formula è vera solo a metà. Il racconto di horror psicologico di Wrong Organ è in vendita su PC da due anni, lì si è conquistato a colpi di copie vendute lo status di titolo di culto, ed esce su PlayStation e Nintendo Switch lo stesso giorno in cui approda nell’abbonamento.

La notizia è proprio quell’ordine. Quasi ogni critica seria rivolta a Game Pass da sviluppatori ed ex dirigenti riguarda un lancio che l’abbonamento inghiotte, quando chi avrebbe pagato diventa qualcuno che gioca gratis. Mouthwashing arriva su Game Pass dopo che la sua prima finestra di vendita ha fatto il suo lavoro, e questo lo rende la versione del servizio con cui i suoi critici possono convivere: una seconda finestra, non un sostituto della prima. La lettura di MCM è netta. Questo è il modello da copiare, prima il PC e poi l’abbonamento, e l’editore del gioco, Critical Reflex, lo sta già applicando come una strategia e non come un caso isolato.

Che cos’è Mouthwashing, e perché ha venduto senza abbonamento

Per chi ha visto il nome solo in un elenco di Game Pass: Mouthwashing è un’avventura horror in prima persona dello sviluppatore svedese Wrong Organ, pubblicata da Critical Reflex. I cinque membri dell’equipaggio della nave cargo Tulpar restano bloccati dopo uno schianto, con il capitano mutilato e incapace di parlare e un carico fatto soltanto di scatole di collutorio. Non ci sono combattimenti. La storia si esplora, si legge e si ricompone lungo una cronologia spezzata. Secondo la recensione di TechRadar bastano circa due ore per arrivare in fondo; il testo lo definisce «uno dei giochi horror più brevi a cui abbia giocato», per poi aggiungere che «mi resterà addosso per moltissimo tempo». Screen Rant stima una partita in circa tre ore.

Quelle vendite sono arrivate senza alcun abbonamento. Secondo Xbox Wire, Mouthwashing ha venduto più di 800.000 copie su Steam dal lancio su PC nel settembre 2024 e ha vinto i premi Best Narrative (miglior narrazione) e Players’ Choice (scelta dei giocatori) agli Horror Game Awards. PlayStation LifeStyle cita un punteggio Metacritic di 88 per la versione PC e riprende la recensione di IGN da 9/10, che lo definiva «sudicio, scomodo e incredibilmente avvincente». Su OpenCritic lo consiglia il 92% dei critici. Il suo aspetto low poly, modellato sui giochi della prima PlayStation, è diventato parte del marchio, e Fangoria lo ha messo al quarto posto tra i migliori horror dell’anno in cui è uscito.

Le versioni console se la sono presa comoda. Wrong Organ e Critical Reflex avevano annunciato a febbraio 2025 le conversioni per Switch, PlayStation 5 e Xbox Series X|S, con uscita prevista entro l’anno. Arrivano ora, il 29 ottobre 2026: Gematsu e Fangoria indicano PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X|S e Switch, Xbox Wire aggiunge Xbox One e Xbox su PC, e Fangamer sta preparando edizioni fisiche. Technobezz, basandosi sul riepilogo settimanale delle uscite di Xbox, riporta un prezzo di preordine di 12,99 dollari.

Il processo a Game Pass, con le parole dei suoi critici

L’argomento più forte contro l’idea di mettere un gioco come Mouthwashing in un abbonamento viene da chi ha visto i numeri. Christopher Dring, ex responsabile di GamesIndustry.biz, ha detto sul forum Install Base, come riportato da Dark Horizons, che «a livello aneddotico, i giochi che sono su Game Pass possono aspettarsi di perdere circa l’80% delle [loro] vendite premium previste su Xbox», aggiungendo: «È la cifra che circola». Shannon Loftis, ex vicepresidente di Xbox Game Studios, ha scritto su LinkedIn, in un post ripreso da Windows Central, che «la maggior parte dell’adozione dei giochi su GP avviene a scapito dei ricavi delle vendite al dettaglio, a meno che il gioco non sia progettato da zero per la monetizzazione dopo l’uscita».

Mouthwashing è una storia breve e compiuta, non un gioco costruito attorno alla spesa dopo l’uscita, e quindi, secondo i termini della stessa Loftis, sta dalla parte sbagliata di quella linea. Altri si spingono oltre. Alex Hutchinson, direttore creativo di Journey to the Savage Planet, ha detto, secondo Windows Central, che «i contenuti sono stati svalutati e che le persone sono meno disposte a pagare per le cose». Pete Hines, ex capo del marketing e della comunicazione globale di Bethesda, ha definito gli abbonamenti «la nuova parolaccia». E Dino Patti di Jumpship, il cui Somerville è uscito su Game Pass, ha detto a videogames.si, come riportato da Pure Xbox, che il servizio «danneggia le vendite», perché «molte persone entrano, lo provano e non investono». In quest’ottica un horror economico da due ore è il candidato peggiore possibile: gli abbonati possono finirlo in una serata senza mai avere un motivo per pagare.

Perché Mouthwashing sfugge a gran parte di queste accuse

Basta leggere da vicino quei critici per capire che il loro bersaglio è un lancio. La cifra di Dring riguarda le vendite premium previste su Xbox, quelle che un gioco spera di fare all’uscita. Loftis descrive un’adozione che sostituisce i ricavi al dettaglio. Mouthwashing ha già avuto la sua vita commerciale sulla piattaforma dove si è costruito il pubblico. Più di 800.000 acquirenti hanno pagato il prezzo pieno prima che un solo abbonato lo toccasse, e niente in un accordo Game Pass torna indietro fino a loro.

È lo stesso Dring a fornire l’altra metà del ragionamento. «In realtà sono combattuto sull’abbonamento», ha detto nella stessa risposta, perché «l’abbonamento mette i giochi davanti a tantissime persone». Per i titoli che escono anche su altre console, riferisce Dark Horizons, ha detto che Game Pass «può essere vantaggioso» e che i giocatori in più possono avere «un forte impatto sulle vendite su PlayStation». Mouthwashing esce su PlayStation 5, PlayStation 4 e Switch lo stesso giorno. Ogni giocatore Game Pass che lo finisce e ne parla fa pubblicità a una versione che qualcun altro deve comprare.

Anche la lamentela di Patti, cioè che gli abbonati provano un gioco e lo mollano se l’inizio non convince, finisce per giocare a favore di questo titolo. I critici di Rock Paper Shotgun e Bloody Disgusting hanno indicato proprio l’apertura, in cui il giocatore è ai comandi mentre la nave si schianta, per la tensione che crea all’istante. TechRadar nota che entro i primi 30 secondi il diario di bordo del capitano recita «Spero che faccia male». Per un gioco che si chiude in due o tre ore, l’assaggio che Patti conta come vendita persa coincide quasi con l’intera esperienza. Qui l’abbonamento funziona come una sala di lettura più che come un negozio che regala la merce.

Con Mouthwashing Critical Reflex costruisce una filiera, non un’eccezione

Lo stesso post di Xbox Wire mostra lo schema. No, I’m Not a Human, l’horror paranoico di Trioskaz, «ha già venduto più di un milione di copie su PC» e arriverà su Xbox e Game Pass nel 2027. Anche Militsioner è diretto su Xbox e Game Pass quell’anno. Arctic Eggs, il surreale gioco di cucina di The Water Museum, è uscito su Xbox Series X|S il giorno dell’annuncio. Mouthwashing e No, I’m Not a Human entrano nell’abbonamento con i loro numeri di vendita su PC già in tasca, ed è questo il modello: dimostrare il valore del gioco su Steam, poi portarlo su Game Pass.

Windows Central descrive il modello generale come un compenso anticipato che Microsoft versa agli sviluppatori per l’inclusione. Né Microsoft né Critical Reflex hanno reso noti i termini per Mouthwashing. Se l’accordo segue quel modello, l’editore viene pagato due volte per lo stesso gioco: una dai giocatori PC che lo hanno scelto, e una per l’accesso ai giocatori Xbox che non lo avevano mai incontrato. È la situazione descritta dalle «poche vittorie» di cui parla Loftis, con la differenza che questo gioco non ha mai rischiato di affondare.

Niente di tutto questo rende gratuito il versante Xbox. Sulla stessa Xbox l’avvertimento di Dring vale ancora: chi avrebbe pagato il giorno del lancio ora ha poche ragioni per farlo. Il catalogo cambia anche il modo in cui il gioco arriva alle persone. La promozione di Xbox Wire è puro Halloween: «Ci sono giochi horror che ti spaventano. E poi c’è Mouthwashing.» TechRadar spiega che gran parte del suo orrore è psicologico più che fatto di jump scare, e i riassunti della trama pubblicati chiariscono che le sue rivelazioni toccano violenza sessuale, suicidio e cannibalismo. Un abbonato che scorre il catalogo in cerca di uno spavento veloce la notte di Halloween non è l’acquirente che lo ha scelto dopo averne letto. Un catalogo senza attriti dà a un gioco più giocatori e meno contesto.

Mouthwashing su Game Pass: i punti fermi e le domande ancora aperte

Confermato: secondo Xbox Wire, Mouthwashing esce su Xbox Series X|S, Xbox su PC, Xbox One e Game Pass il 29 ottobre 2026, «dal primo giorno con XBOX Game Pass». Le versioni PlayStation e Switch arrivano lo stesso giorno, secondo Gematsu e Fangoria. Xbox Wire colloca le vendite su Steam sopra le 800.000 copie.

Ancora da chiarire: quali piani Game Pass lo includano. WindowsForum, citando un secondo post di Xbox Wire, elenca Ultimate, Premium e PC Game Pass, mentre l’annuncio dell’editore dice soltanto «Game Pass». La cifra di 12,99 dollari viene da un’unica scheda di preordine, e PlayStation LifeStyle riferisce che il prezzo per PlayStation non era stato reso noto. I termini dell’accordo sono riservati. Se la visibilità su Game Pass farà salire le vendite su PlayStation, come Dring ritiene possibile, lo si capirà solo tra mesi, e i dati li vedranno soltanto Microsoft e Critical Reflex.

Da anni il dibattito su Game Pass si chiede se l’abbonamento si mangi le vendite. Mouthwashing risponde a una domanda più stretta: che cosa succede quando le vendite vengono prima. Sulla Tulpar l’equipaggio ha aperto il carico e non vi ha trovato nulla che potesse salvarlo. Microsoft riceve un carico già aperto, controllato e pagato.

Tag: , , , , ,

Aggiungici su Google

Discussione

Ci sono 0 commenti.