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AYASA: Shadows of Silence, la fiaba horror senza parole di radici armene, arriva su PS5 e Xbox

Il platform rompicapo senza dialoghi di Aya Games, intriso di Parajanov e canto popolare armeno, passa da Steam alle console
Cassian Vale
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Alcuni giochi si spiegano da soli; altri si fidano del fatto che tu sappia guardare. AYASA: Shadows of Silence appartiene senza esitazioni al secondo gruppo: un platform rompicapo horror dello studio indipendente Aya Games, diviso tra l’Armenia e gli Stati Uniti, in cui non viene pronunciata nemmeno una battuta e la storia arriva solo attraverso movimento, immagini e musica. Dopo aver trovato il suo primo pubblico su PC, la giovane protagonista entra ora nel buio sulle console attuali di Sony e Microsoft.

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La premessa è una fiaba con un livido dentro. Il Mondo Capovolto teneva un tempo luce e ombra in equilibrio sotto Tas, l’Assoluto. La guerra ha spezzato quell’armonia, e sei terre, chiamate Fede, Speranza, Amore, Avidità, Indifferenza e Tradimento, stanno sprofondando in un buio che si allarga. Ayasa, una bambina che viaggia da sola, parte per raccogliere i frammenti sparsi della luce di Tas, e ogni terra è plasmata dalla virtù o dal vizio scritto sul suo cartello. È una struttura allegorica antica, più vicina a un dramma morale che a un dungeon crawler.

La luce è il verbo. Si legge uno spazio, se ne trova la fonte e la si usa per rivelare percorsi che non c’erano e per risvegliare antiche macchine. Le minacce sono troppo pericolose per essere affrontate, perciò sopravvivere è questione di tempismo, osservazione e furtività più che di riflessi. L’uscita aggiunge una promessa più sommessa: i misteri che Ayasa lascia irrisolti possono attirarla verso l’oscurità e cambiare la persona che diventa, trasformando la curiosità stessa nella meccanica morale.

A pig-masked figure hunches over a bowl of coins in the land of Greed in AYASA: Shadows of Silence
Image: Aya Games

Ciò che distingue il progetto è la sua discendenza. La colonna sonora di Arman Msryan attinge alla musica di Komitas, il sacerdote e musicologo che raccolse e trascrisse il canto popolare armeno, e lo studio indica Sergei Parajanov, Robert Sahakyants, René Laloux, Hayao Miyazaki e Tim Burton come punti di riferimento della sua direzione artistica. Il cinema a quadri di Parajanov e l’animazione surreale di epoca sovietica di Sahakyants sono riferimenti rari per un horror su console, e spiegano gli screenshot: una figura con la testa di maiale china su una ciotola di monete nella terra dell’Avidità, un bambino aggrappato a un soffione sopra una città in fiamme.

Il fondatore e CEO Edgar Janoyan presenta questa assenza di parole come il punto centrale. «Ayasa è sempre stata pensata per parlare senza parole», ha detto nell’annuncio. «Volevamo che i giocatori sentissero la storia invece di leggerla». Nemmeno la versione console è un semplice port: dal lancio su Steam il team ha rilasciato una serie di aggiornamenti importanti basati sul feedback dei giocatori, e lo studio la definisce la versione migliore del gioco finora, su console come su PC.

Ayasa raises a shield of blue light against a red beam from a giant eye in AYASA: Shadows of Silence
Image: Aya Games

AYASA: Shadows of Silence è uscito per la prima volta su PC tramite Steam il 28 novembre 2025, autopubblicato da un team di più di dieci persone. È disponibile ora su PlayStation 5 e Xbox Series X|S a 19,99 dollari, e su Steam a 24,99 dollari, dove la colonna sonora e un artbook digitale sono venduti a parte. La versione PC offre menu e testi dell’interfaccia in 24 lingue, che, per un gioco senza dialoghi, è quasi l’intera sceneggiatura.

Un horror senza parole è una scommessa: che l’atmosfera possa reggere da sola il significato. Aya Games l’ha puntata su un’eredità molto precisa, i canti di Komitas e le inquadrature pittoriche di Parajanov, e ora la porta davanti a un pubblico molto più ampio.

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