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Shopify fa completare l’acquisto agli agenti IA, mentre Amazon continua a bloccarli

Susan Hill
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Ora un assistente IA attivo nel browser può completare un acquisto su un negozio Shopify, invece di fermarsi al carrello pieno. Shopify ha aperto il checkout agli agenti che operano nel browser: possono consultare l’ordine, modificare l’indirizzo di spedizione o l’opzione di consegna, applicare un codice sconto e inviare l’acquisto dopo aver ricevuto l’approvazione del cliente. Per chi già chiede a un chatbot di trovare un prodotto, viene così eliminato l’ultimo passaggio che richiedeva l’intervento di una persona.

È la portata dell’iniziativa a renderla molto più di un semplice aggiornamento per sviluppatori. Il software di Shopify alimenta milioni di negozi online indipendenti, dai piccoli marchi di abbigliamento ai grandi brand che vendono direttamente ai consumatori, e l’azienda afferma che la funzione sarà introdotta per tutti i commercianti idonei, senza che debbano configurare nulla. Anche i clienti non hanno bisogno di una nuova app: l’agente opera nella stessa pagina di checkout che vedrebbe una persona, all’interno della stessa scheda del browser.

Dietro le quinte, Shopify si affida a WebMCP, un nuovo standard web elaborato da ingegneri di Google e Microsoft, che permette a un sito di descrivere a un agente IA i propri pulsanti e moduli come un breve elenco di azioni denominate. Oggi la maggior parte degli agenti per gli acquisti si basa su schermate e cerca di indovinare dove fare clic: un metodo lento e facile da mandare in tilt. Il checkout di Shopify mette invece a disposizione quattro azioni: consultare l’ordine, modificarlo, completarlo e tornare al negozio. Secondo l’azienda, per portare a termine una transazione gli agenti non hanno più bisogno di acquisire schermate o di estrarre dati dalle pagine.

Le regole sui pagamenti sono rigide. La documentazione per sviluppatori di Shopify impone a chi crea gli agenti di mostrare all’acquirente l’ordine aggiornato e il totale, e di ottenere un’autorizzazione esplicita prima di inviarlo. Specifica inoltre che il consenso salvato tramite Shop Pay non è sufficiente, da solo, a soddisfare questo requisito. Gli agenti non possono inserire i dati di una nuova carta: possono usare soltanto i metodi di pagamento già salvati dal cliente. Se la banca richiede un controllo di sicurezza, come 3D Secure, il controllo torna alla persona, nella scheda del browser.

L’approccio di Shopify è l’opposto di quello di Amazon. Amazon sta bloccando Muse, l’agente di Meta, impedendogli di accedere al proprio negozio e mostrando agli utenti un avviso secondo cui l’accesso da parte di un agente IA non autorizzato viola le condizioni d’uso. La decisione è arrivata dopo che Meta ha rifiutato la richiesta di tenere l’agente fuori dal sito. Anche Adidas ha impedito agli agenti esterni di avviare acquisti, secondo TechCrunch. Shopify, invece, ha stretto accordi diretti con Muse e con Instinct, una startup di agenti in rapida crescita: i due assistenti arrivano così come ospiti attesi, anziché come bot da tenere alla larga.

Restano aperte le questioni più difficili. Nessuno ha ancora stabilito chi debba pagare se un agente acquista la taglia sbagliata, supera il budget assegnato o viene indotto da una pagina malevola a effettuare un ordine; inoltre, i circuiti delle carte non prevedono una categoria di contestazione specifica per questi casi. I commercianti si assumono un rischio diretto, perché un checkout gestito da un agente somiglia molto a una frode: è rapido e non è preceduto da una cronologia di navigazione. Le esperienze recenti non sono incoraggianti. Uno YouTuber tech di Toronto ha raccontato che Muse ha accettato su Facebook Marketplace un’offerta molto bassa per la sua tastiera e ha comunicato a un acquirente l’indirizzo della sua abitazione senza prima chiedergli il permesso.

La disponibilità dipende tanto dall’agente e dal browser quanto da Shopify. WebMCP è ancora uno standard agli inizi, in fase di sperimentazione su Google Chrome, e la documentazione di Shopify è pensata per Chrome; Safari e Firefox non hanno annunciato il supporto. Gli strumenti di checkout sono disponibili per i negozi Shopify idonei in tutti i Paesi, ma la possibilità per un cliente in Europa, Asia o America Latina di usarli dipende dal supporto di WebMCP da parte del suo assistente. Shopify non ha pubblicato un elenco degli agenti o dei mercati supportati.

Shopify ha pubblicato gli strumenti di checkout il 28 settembre, completando una serie di funzioni che già permetteva di consultare i prodotti e riempire il carrello. Ora Instinct può cercare nella rete di commercianti Shopify prezzi aggiornati, taglie e disponibilità, per poi trasferire l’ordine a Shop Pay. La prima vera prova di tenuta è a poche settimane di distanza: Adobe prevede che, durante le festività, il traffico proveniente dagli assistenti IA verso i siti di vendita al dettaglio statunitensi aumenterà del 130% su base annua, mentre le vendite online toccheranno il record di 275,1 miliardi di dollari tra il 1° novembre e il 31 dicembre.

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