Football

I Colts licenziano il GM Chris Ballard: lui se ne va, il conto della sua scommessa resta

Jack T. Taylor
Aggiungici su Google

I fischi sono piovuti dagli spalti del Lucas Oil Stadium e, il giorno dopo, gli Indianapolis Colts hanno dato al pubblico ciò che chiedeva. La proprietaria Carlie Irsay-Gordon ha licenziato il general manager Chris Ballard. I titoli dei giornali dicono che era ora. Hanno ragione, ma trascurano la parte più difficile: i Colts possono licenziare l’uomo che ha costruito questa squadra, ma non possono cancellare ciò che ha speso per farlo.

La pazienza ha contraddistinto Ballard. La predicava quando parlava dei giovani giocatori e per anni ha ripetuto che avrebbe scelto al draft un quarterback destinato a diventare il volto della franchigia solo quando ne fosse stato certo. La proprietà ha risposto con pazienza a sua volta, concedendogli un’altra opportunità dopo l’altra. Quando, finalmente, ha smesso di aspettare, con la squadra partita forte all’inizio della scorsa stagione, ha puntato tutto. Quella scommessa è ancora sul tavolo e ora spetta a chi prenderà il suo posto.

Le parole di Irsay-Gordon e le responsabilità che restano a lei

«Il nostro obiettivo è competere per vincere i campionati e credo che un cambio alla guida sia necessario per raggiungerlo», ha dichiarato Irsay-Gordon in un comunicato. Ha fatto della tempistica una parte integrante del messaggio: «Decidere questo cambiamento durante la stagione è stata una scelta ponderata. Aspettare avrebbe soltanto rimandato il lavoro importante che deve iniziare adesso».

La tempistica conta perché, secondo CBS Sports, Ballard era già all’ultimo anno di contratto e aveva detto prima dell’inizio della stagione che non avrebbe firmato un rinnovo. Licenziarlo ora non interrompe un impegno di lunga durata: mette fine a un contratto che stava comunque per scadere. La mossa consente invece di anticipare la ricerca del successore. I Colts non hanno nominato un general manager ad interim e Bleacher Report prevede che la scelta definitiva venga rinviata alla pausa tra una stagione e l’altra.

È anche un giudizio sulla decisione presa dalla proprietà. Il compianto Jim Irsay difendeva Ballard dalle critiche e lo paragonava a Michael Jordan, ricorda l’Indianapolis Star. Dopo il tracollo nel finale della scorsa stagione, con sette sconfitte consecutive e otto nelle ultime nove partite, sua figlia aveva confermato Ballard e lo staff tecnico. All’inizio di questa stagione aveva detto che il senso d’urgenza non era mai stato così forte. Dopo sei partite, ha deciso che non bastava.

Il conto che resta a Indianapolis

La mossa «all-in» arrivò quando i Colts avevano iniziato la scorsa stagione con un bilancio di 7-1. Ballard cedette ai Jets due scelte al primo giro e il wide receiver Adonai Mitchell in cambio del cornerback Sauce Gardner. Yahoo Sports osserva che Gardner non ha ancora intercettato un passaggio da quando è a Indianapolis e che lo scambio è costato ai Colts la loro scelta al primo giro di aprile e, salvo un altro scambio, anche quella del draft 2027. Come sottolinea CBS Sports, New York ha usato il bottino per costruire un giovane nucleo offensivo.

Anche il conto del quarterback è salato. A marzo i Colts hanno offerto a Daniel Jones un rinnovo biennale da 88 milioni di dollari, nonostante si fosse rotto il tendine d’Achille. Nelle prime sei partite ha completato appena il 59,6 per cento dei passaggi, il dato peggiore della sua carriera, con quattro touchdown e sei intercetti, due dei quali contro Tennessee. L’allenatore Shane Steichen lo ha confermato titolare. La prima domanda per il prossimo general manager, scrive Yahoo Sports, è se Jones resterà: la prima decisione della nuova gestione riguarderà quindi un contratto firmato dalla precedente.

In gioco c’è poi Anthony Richardson, scelto con la quarta chiamata assoluta nel 2023 e che, secondo la definizione di CBS Sports, non si è rivelato niente più che una riserva. Ballard aveva sempre detto di sapere che sarebbe stato licenziato se avesse scelto un quarterback così in alto senza riuscire a centrare l’obiettivo, riferisce l’Indianapolis Star. Ci è voluto più tempo di quanto prevedesse, ma la sua stessa regola alla fine si è dimostrata valida.

Lo spogliatoio lo aveva già detto

Prima che si muovesse la dirigenza, a parlare è stato un giocatore. Dopo la sconfitta contro i Titans, la stella dei Colts DeForest Buckner ha detto di essere «stufo e arcistufo della solita storia, anno dopo anno». Steichen ha dichiarato di non biasimare «neanche per un secondo» i tifosi che fischiavano, aggiungendo: «Abbiamo molto da sistemare e dobbiamo farlo in fretta». Per ora resta al suo posto e allena una rosa che l’Indianapolis Star definisce corta e fragile, ora senza l’uomo che l’ha assemblata.

Il bilancio dietro la decisione

La sconfitta per 26-20 contro i Titans, che non avevano ancora vinto una partita in stagione, ha portato i Colts a un bilancio di 2-4. Ballard lascia dopo dieci stagioni, con un record di 72 vittorie, 82 sconfitte e un pareggio, oltre a un bilancio di 1-2 nei playoff. Indianapolis ha mancato la postseason per cinque anni consecutivi: secondo CBS Sports, è la terza serie aperta più lunga della lega, a pari merito, alle spalle soltanto di Atlanta e dei New York Jets. Durante la gestione Ballard, i Colts sono stati anche l’unica squadra della AFC South a non vincere la division.

Il precedente più vicino non fa ben sperare per Steichen. Bleacher Report ricorda che lo scorso anno, ad Halloween, Miami licenziò il general manager Chris Grier; a gennaio, dopo aver chiuso la stagione con un bilancio di 7-10, anche l’allenatore Mike McDaniel lo seguì fuori dalla porta. Tra i nomi già circolati c’è quello di Ed Dodds, vice general manager dei Colts, inserito a gennaio da Albert Breer nella lista dei dirigenti emergenti.

Chiunque ottenga l’incarico affronterà un primo draft senza una scelta al primo giro, a meno che i Colts non riescano a rientrare nel turno con uno scambio. È l’ultima voce del bilancio di Ballard, scritta dalla sola mossa che non ha voluto aspettare.

Tag: , , , ,

Aggiungici su Google

Discussione

Ci sono 0 commenti.