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Meagan Good, da comparsa bambina a produttrice dei film che interpreta

Penelope H. Fritz
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Meagan Good
Meagan Good
Photo: NickRewind / CC BY 3.0, via Wikimedia Commons
Nascita8 agosto 1981
Panorama City, Los Angeles, California, United States
ProfessioneAttrice e produttrice
Noto perShazam!, Ci vediamo venerdì, Monster Hunter

C’è una Meagan Good che vive dentro i film degli altri: la fidanzata che aspetta al bordo della pista in Stepping – Dalla strada al palcoscenico, la donna che sottopone il suo corteggiatore a un esperimento sentimentale in Think Like a Man. Quell’attrice esiste, ma non racconta tutta la carriera. Nei titoli di coda dei suoi progetti più recenti il suo nome compare due volte, una nel cast e una tra i produttori esecutivi, e quella seconda riga dice sulla sua direzione più di qualsiasi ruolo abbia interpretato.

Good è cresciuta nella contea di Los Angeles, figlia di Leon Good, agente del Los Angeles Police Department, e di Tyra Wardlow-Doyle, che ne ha gestito la carriera fino all’adolescenza. Nata a Panorama City l’8 agosto 1981, è cresciuta a Canyon Country, all’estremo nord della contea, insieme a tre fratelli; anche la sorella La’Myia Good è diventata attrice. Prima ancora di un credito cinematografico lavorava come comparsa in sitcom come Doogie Howser, M.D. e Amen.

Il primo ruolo al cinema fu minimo, una ragazzina del quartiere in Ci vediamo venerdì, la commedia di Ice Cube del 1995. Due anni dopo Kasi Lemmons la scelse per Cisely Batiste in La baia di Eva, dramma gotico del Sud su una famiglia della Louisiana spaccata dai tradimenti del padre. Cisely, la figlia maggiore, porta su di sé l’ambiguità più inquietante del film, e Good, allora adolescente, la interpretò con un controllo che le valse una candidatura ai NAACP Image Awards. Seguirono tre stagioni su Nickelodeon come Nina Jones in Cousin Skeeter.

Negli anni Duemila attraversò i generi che Hollywood riservava alle giovani attrici nere. Ci furono film di ballo e di pattinaggio come Roll Bounce e Stepping – Dalla strada al palcoscenico, che le portò una seconda candidatura ai NAACP Image Awards, e una lunga serie di horror da studio. Lavoro costante. Quasi mai al centro dell’inquadratura.

Il decennio successivo portò il successo corale di Think Like a Man, tratto dal manuale di consigli sentimentali del conduttore Steve Harvey, e un ruolo da protagonista sulla televisione generalista. Nella serie NBC Deception fu Joanna Locasto, una detective che si infiltra nella ricca famiglia dell’amica d’infanzia assassinata; la serie durò una sola stagione, come Minority Report su Fox, dove interpretava la detective Lara Vega. Meno visibile, e col senno di poi più decisiva, fu Freedom Bridge Entertainment, la piccola società di produzione fondata nel 2010 con Tamara Bass, Marlon Olivera e Ty Hodges.

Negli stessi anni la fede entrò nel racconto pubblico. Nel 2012 sposò DeVon Franklin, dirigente di studio e predicatore, e nel 2016 la coppia pubblicò The Wait, il racconto dei tredici mesi di astinenza sessuale prima delle nozze, finito nella classifica dei best seller del New York Times. Good si definisce protestante e ha detto di rifiutare i ruoli che potrebbero deludere Dio. Per un’attrice la cui promozione degli esordi puntava molto sull’aspetto fisico, la svolta fu qualcosa che una parte della stampa non ha mai davvero digerito, e per anni ha dovuto rispondere di entrambe le versioni di sé. È qui che si capisce quanto un’immagine, una volta fissata dall’industria, sopravviva alla persona che la indossa.

Il lavoro intanto si allargava. Con Bass co-diresse If Not Now, When?, dramma scritto da Bass su quattro amiche riunite da una crisi, presentato all’American Black Film Festival nel 2019. I film DC Shazam! e Shazam! Furia degli dei ne fecero la versione adulta e supereroica di Darla Dudley; Netflix la mise accanto a Jamie Foxx, nel ruolo della sua ex moglie, nella commedia di vampiri Day Shift – A caccia di vampiri; e Harlem, su Prime Video, le diede il ruolo più completo della sua carriera adulta: Camille, docente alla Columbia University la cui vita sentimentale e il cui lavoro non riescono mai ad allinearsi. La serie è andata avanti per tre stagioni e si è chiusa all’inizio del 2025.

I capitoli più duri arrivarono da entrambi i lati della macchina da presa. Divorce in the Black, il film di Tyler Perry che ha coprodotto e interpretato nel ruolo di Ava, figlia di un predicatore che cerca di salvare il matrimonio con un marito violento, è uscito su Prime Video nel luglio 2024 con lo 0% della critica su Rotten Tomatoes. Un critico del Guardian lo ha definito senza esitazioni il peggior film di Perry fino a quel momento. È comunque salito in cima alla classifica dei film della piattaforma: il pubblico che Good raggiunge e la critica che la giudica raramente guardano la stessa cosa.

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Poi venne la scelta che divise quel pubblico. Good iniziò a frequentare Jonathan Majors nel 2023, due mesi dopo il suo arresto a New York per le accuse dell’ex compagna Grace Jabbari. Nel dicembre 2023 una giuria di Manhattan lo dichiarò colpevole di aggressione e molestie, entrambi reati minori, assolvendolo dai capi d’accusa più gravi; la Marvel lo scaricò il giorno stesso. Quando nell’aprile 2024 fu condannato a un programma di recupero per la violenza domestica della durata di un anno, senza carcere, lei entrò in tribunale tenendolo per mano. Ha descritto quel sostegno come un atto di fede e di conoscenza dell’uomo. Molti dei suoi stessi fan ci hanno visto altro, tanto più che il film su una donna in fuga da un matrimonio violento arrivava sugli schermi tre mesi dopo. Entrambe le letture restano agli atti.

La coppia ha annunciato il fidanzamento nel novembre 2024 e si è sposata nel marzo 2025 con una cerimonia intima a Los Angeles; il divorzio da Franklin era stato finalizzato nel 2022. Quest’estate i due sono finiti insieme sulla copertina di Rolling Stone Africa dopo aver ottenuto la cittadinanza della Guinea, Paese a cui un test del DNA ha ricondotto i loro antenati, promettendo di investire nei registi africani invece di passarci come celebrità. «Il turismo è bello… ma il vero investimento è un impegno», ha detto lei alla rivista. Ad aprile, a The Breakfast Club, era tornata su una ferita antica: la carnagione più chiara all’origine di anni di voci su uno sbiancamento della pelle derivava da un trattamento sbagliato del 2019 fatto da un’estetista senza licenza. Quello che le ha fatto più male, ha detto, era l’idea che le bambine nere potessero pensare che non si piacesse.

I suoi due crediti più recenti portano entrambi la doppia firma. I’ll Never Let You Go, il thriller di Lifetime dell’agosto 2025 in cui interpreta Emily Westover, la accredita come protagonista e produttrice esecutiva. Girl Dad, scritto e diretto da Solvan «Slick» Naim, con Marsai Martin nel ruolo di un’adolescente diffidente di Brooklyn e Courtney B. Vance in quello del padre compositore da cui vive lontana e con cui trascorre un’estate, ha avuto la prima mondiale all’American Black Film Festival di Miami Beach nel maggio 2026, con Good nel cast di supporto e in una squadra di produzione che comprende Jamie Foxx. A più di trent’anni da Ci vediamo venerdì, la parte più eloquente del curriculum di Meagan Good è la riga stampata sotto il suo nome.

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