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Cristiana Capotondi, l’outsider che l’Italia continua a far entrare nelle sue istituzioni

Penelope H. Fritz
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Cristiana Capotondi
Cristiana Capotondi
Photo via The Movie Database (TMDB)
Nascita13 settembre 1980
Roma, Italia
ProfessioneAttrice
Noto perThe Mafia Kills Only in Summer, The Night Before the Exams, The Worst Week of My Life
PremiPremio Kinéo come miglior attrice, Notte prima degli esami · Nastro d'Argento · Super Ciak d'oro, Amiche da morire · Premio Flaiano come miglior attrice, Amiche da morire · Premio come miglior attrice al Roma Fiction Fest, Di padre in figlia · Premio Flaiano per la migliore interpretazione, Chiara Lubich · Premio Kinéo come miglior attrice italiana in un film internazionale, No Place Like Rome

Cristiana Capotondi continua a ritrovarsi in luoghi che non erano stati pensati per lei. In Minerva – La scuola, la serie Netflix ambientata in un liceo militare di Napoli, interpreta Laura Canali, un’insegnante civile di storia e filosofia che assiste agli alzabandiera all’alba e al gergo militare urlato con qualcosa di simile allo stupore. Capotondi ha descritto Laura come lo spirito critico della scuola. Il ruolo le calza meglio di quanto possa sembrare a prima vista. Da tempo il pubblico italiano l’ha archiviata come la fidanzatina dolce di una commedia generazionale per adolescenti, ma da allora lei ha continuato a entrare in istituzioni che si aspettavano di usarla come ornamento, rifiutandosi poi di restare ferma al suo posto.

È cresciuta tra i quartieri romani di Trastevere e Monteverde, in una famiglia di origini cattoliche ed ebraiche; da bambina celebrava lo Yom Kippur insieme al Natale. Ha iniziato a recitare da giovanissima nella serie Rai Amico mio, accanto a Massimo Dapporto, e il suo volto è diventato familiare grazie alla pubblicità, soprattutto agli spot dei gelati Maxibon.

Nata a Roma il 13 settembre 1980, aveva 15 anni quando arrivò il suo primo ruolo al cinema, in Vacanze di Natale ’95, una commedia natalizia che metteva Massimo Boldi accanto a Luke Perry. Per tutta l’adolescenza e i primi anni della vita adulta ha lavorato soprattutto in televisione, tra cui nella miniserie nostalgica di Carlo Vanzina Anni ’60 e nella saga in costume Orgoglio. Nel frattempo, nel 2005, si è laureata in Scienze della comunicazione alla Sapienza di Roma. Un ruolo secondario in Volevo solo dormirle addosso di Eugenio Cappuccio le è valso la sua prima candidatura ai Nastri d’Argento.

La svolta è arrivata nel 2006 con Notte prima degli esami, esordio alla regia di Fausto Brizzi: una commedia ambientata nei primi anni Ottanta, alla vigilia degli esami di maturità. Nei panni di Claudia, accanto a Nicolas Vaporidis, ha ottenuto una candidatura ai David di Donatello come miglior attrice e un premio Kinéo a Venezia, conquistando un’immagine da cui avrebbe impiegato un decennio a liberarsi. Nel 2007 Come tu mi vuoi l’ha vista di nuovo al fianco di Vaporidis. Nello stesso anno Roberto Faenza l’ha scelta per interpretare Teresa ne I Viceré, il suo adattamento del romanzo di Federico De Roberto sulla decadenza di una dinastia aristocratica siciliana: un primo segnale che alcuni registi intravedevano in lei qualcosa di più impegnativo. Nel 2009 ha interpretato la giovane imperatrice Elisabetta in Sisi, una coproduzione televisiva europea.

Gli anni successivi sono stati all’insegna della varietà. È stata Titina in La kryptonite nella borsa di Ivan Cotroneo, ruolo che le ha fruttato una seconda candidatura ai David, questa volta come miglior attrice non protagonista, e Flora, la ragazza di cui un palermitano si innamora fin dai tempi della scuola mentre intorno a loro la mafia uccide, ne La mafia uccide solo d’estate di Pif, premiato con l’European Film Award per la miglior commedia. È anche la voce italiana di Mavis, la figlia di Dracula, in tutti e quattro i film di Hotel Transylvania. Su Rai 1 ha iniziato a specializzarsi in donne la cui vita era stata portata alla ribalta dalla violenza o dalla determinazione. Ha interpretato l’avvocata Lucia Annibali, sfigurata con l’acido, in Io ci sono e Maria Teresa Franza, figlia che lotta per trovare il proprio posto in una famiglia di distillatori di Bassano del Grappa, in Di padre in figlia, serie che le è valsa il premio come miglior attrice al Roma Fiction Fest.

È anche in questa tipologia di ruoli che la sua carriera solleva la domanda più difficile. La televisione italiana di prima serata ha fatto di Capotondi il volto di una femminilità esemplare. Dopo Annibali è arrivata Renata Fonte, consigliera comunale di Nardò uccisa a colpi d’arma da fuoco nel 1984, per Canale 5; poi Chiara Lubich, fondatrice del movimento dei Focolari, in Chiara Lubich – L’amore vince tutto, interpretazione premiata dal Premio Flaiano; infine l’astrofisica Margherita Hack in Margherita delle stelle. Sono film animati da buone intenzioni, ma condividono un registro pedagogico che trasforma vite reali in lezioni, lasciando meno spazio all’attrice più tagliente di Nome di donna. Nel film di Marco Tullio Giordana interpreta Nina, che trova lavoro in una residenza esclusiva per anziani facoltosi in Brianza e si rifiuta di tacere quando il direttore la molesta, anche mentre i colleghi fanno quadrato. Il film è arrivato nelle sale l’8 marzo 2018, in occasione della Giornata internazionale della donna, e le è valso una candidatura al Globo d’oro; resta la prova più chiara di ciò che sa fare quando le viene affidato un ruolo scomodo. Anche il suo ingresso nel mondo del calcio ha suscitato uno scetticismo analogo. Quando quell’autunno si è candidata alla vicepresidenza della Lega Pro, il candidato alla presidenza che l’aveva coinvolta, Francesco Ghirelli, si è sentito in dovere di dire ai giornalisti che la sua candidatura non era un’operazione di marketing.

Ha risposto con il lavoro, non con le dichiarazioni. Eletta il 6 novembre 2018, è rimasta in carica fino al gennaio 2021 e si è battuta per la sostenibilità dei piccoli club e la ristrutturazione dei loro stadi. Dall’agosto 2020 è stata capo delegazione della nazionale femminile italiana, incarico che oggi ricopre l’ex capitana della squadra Sara Gama. Nel 2021 il Ministero della Cultura l’ha nominata nel consiglio di amministrazione del Centro Sperimentale di Cinematografia, la scuola nazionale di cinema, e il giorno di Capodanno del 2023 ha affiancato Roberto Bolle nella conduzione dello speciale di danza Danza con me su Rai 1. È stata inoltre protagonista di Le fate ignoranti – La serie, adattamento seriale del 2022 del film di Ferzan Özpetek, che le è valso una candidatura ai Nastri d’Argento.

Negli ultimi due anni il suo percorso si è allargato. In No Place Like Rome, commedia romantica in lingua inglese di Cecilia Miniucchi, interpreta Scintilla, una curatrice museale che durante il Natale romano incrocia il cammino di un fotografo americano inquieto, interpretato da Stephen Dorff. Il ruolo, il suo primo da protagonista in inglese, le è valso nel 2025 il premio Kinéo come miglior attrice italiana in un film internazionale a Venezia; il film è stato inoltre presentato alla Festa del Cinema di Roma nell’ottobre dello stesso anno. In Francia, Safy Nebbou l’ha scelta accanto a Romain Duris in Fils de personne, uscito nel giugno 2026, nei panni di Mathilda, la madre adottiva la cui morte improvvisa spinge il marito a partire per la Thailandia alla ricerca della famiglia d’origine del figlio. In Italia, Rai 1 ha trasmesso La ricetta della felicità nell’autunno 2025, con Capotondi nel ruolo di Marta, una milanese che cerca in una località balneare della Romagna il marito scomparso; Netflix ha pubblicato Minerva – La scuola il 22 settembre 2026.

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In genere tiene la vita privata fuori dalle interviste. La lunga relazione con l’imprenditore ed ex conduttore televisivo Andrea Pezzi è finita nel 2021; la figlia Anna è nata nel 2022.

Ciò che accomuna l’insegnante di filosofia a Napoli e la vicepresidente di una lega di club provinciali è una posizione che sembra scegliere deliberatamente: dentro l’istituzione, ma senza lasciarsene convincere. La prossima prova è una che non ha ancora affrontato in patria. No Place Like Rome non ha ancora una data d’uscita annunciata, e il modo in cui verrà distribuito dirà se il suo sguardo da outsider risulterà altrettanto chiaro in inglese quanto in italiano.

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