Musica

Oprah Winfrey apre il tributo della CMA a Dolly Parton: un cast che solo lei poteva riunire

Hollywood e il pop hanno inviato i loro omaggi su nastro, Nashville e il bluegrass hanno occupato il palco: l'addio dei CMA ha riunito la coalizione più ampia di Dolly Parton in un unico programma.
Alice Lange
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L’omaggio della Country Music Association a Dolly Parton non si è aperto con una canzone. A introdurlo è stata Oprah Winfrey su uno schermo: una donna del Tennessee che parlava di un’altra donna del Tennessee. E si è chiuso con l’intera sala che cantava “I Will Always Love You”, il brano scritto da Parton. Nel mezzo, Katy Perry ha dato alla serata un’etichetta dal palco: la Grande Unificatrice.

Gran parte dei resoconti ha ripetuto quella definizione come un complimento. Ma basta guardare chi è stato invitato per capire che era piuttosto la tesi alla base della serata. Le celebrità di Hollywood, della musica pop e dei talk show hanno reso omaggio a Parton con messaggi registrati; Nashville, il bluegrass e il gospel hanno occupato il palco dal vivo. La CMA non si è limitata a dire che Parton sapeva unire le persone: ne ha dato prova con un cartellone che nessun altro nome della musica avrebbe potuto mettere insieme.

Oprah Winfrey, Julia Roberts e Sabrina Carpenter in video

Il messaggio di Winfrey, registrato per aprire la trasmissione, ha dettato il tono. «Siamo entrambe del Tennessee, e per me lei incarnava l’essenza dell’essere al 100% la persona che si sente di essere. Sempre autentica, e l’ho amata proprio per questo», ha detto. Ha elogiato la «grazia» e la «tenacia» di Parton, aggiungendo: «Quando si metteva in testa di fare qualcosa, non c’era altro da dire».

Julia Roberts, sua collega in Steel Magnolias, ha ricordato di averla incontrata quando aveva poco più di vent’anni: «Vedere una persona così piena di vita, così presente, è stato magico». Sabrina Carpenter, che aveva lavorato con Parton a un remix di “Please Please Please”, ha pronunciato la frase che meglio spiegava lo spirito della serata. «Credo che Dolly fosse una delle pochissime persone sul pianeta su cui tutti potessero essere universalmente d’accordo», ha detto nel messaggio registrato. Carol Burnett ha raccontato di quando Parton bussò alla porta della sua camera d’albergo portandole un pasto cucinato da lei. Anche Bono e Goldie Hawn le hanno reso omaggio, secondo Variety.

Perry ha spiegato fin dove arrivasse quell’intesa. Parton, ha detto, sapeva «riunire persone di ogni estrazione sociale, orientamento politico e orientamento sessuale. Andava oltre quelle etichette perché vedeva l’umanità in ognuno. Per me, Dolly è un modello da seguire».

Reba McEntire, Zac Brown e il palco di Nashville

La parte dal vivo dello spettacolo è stata affidata a chi aveva lavorato al suo fianco. Reba McEntire, amica di lunga data che aveva condiviso il palco con lei, ha scelto “He’s Alive”, un brano di Don Francisco che Parton aveva inciso per White Limozeen. In una diversa intervista con Extra, McEntire ha elogiato un altro aspetto di Dolly rispetto a quello descritto da Perry: «Era anche sincera riguardo alle sue convinzioni. Non si vergognava, non si sentiva in imbarazzo a parlare della sua fede, e cantava di questo». Una popstar che celebra la capacità di Parton di avvicinare persone con orientamenti diversi e una regina del country che ne celebra la fede, nella stessa settimana: ed entrambe hanno ragione.

Zac Brown ha cantato “Butterfly” accompagnato dalla voce di Parton, tratta dalla registrazione originale e diffusa nella sala, come ha riportato American Songwriter. Brad Paisley e Sierra Hull si sono esibiti insieme in “When I Get Where I’m Going”. La rappresentanza del bluegrass era ampia, con Béla Fleck, Molly Tuttle e Hull: Saving Country Music ha definito la scelta un omaggio azzeccato a un suono fondamentale per Parton. La stessa testata avrebbe voluto vedere sul palco anche Sierra Ferrell e qualche cantante più giovane che porta avanti la sua influenza.

Carrie Underwood ha chiuso la serata, trattenendo a stento le lacrime mentre cantava “I Will Always Love You”, finché tutto il cast non si è unito a lei. Parton aveva scritto il brano per salutare il suo socio in affari e mentore Porter Wagoner, ringraziandolo mentre intraprendeva la carriera da solista.

Perché la CMA ha dedicato uno speciale a Dolly Parton

La formula scelta era già una dichiarazione d’intenti. La CMA avrebbe potuto inserire un omaggio a Parton in un segmento della cerimonia di premiazione del mese successivo. Ha invece realizzato una trasmissione di due ore a lei interamente dedicata, una decisione apprezzata da Saving Country Music, secondo cui negli ultimi dieci anni la cerimonia ha spesso tralasciato i segmenti In Memoriam e non avrebbe potuto renderle giustizia in pochi minuti.

Parton è morta il 25 agosto, a 80 anni, dopo quella che è stata descritta come una breve battaglia contro il cancro. CMA Presents I Will Always Love You: A Celebration of Dolly Parton è andato in onda in diretta mercoledì 21 ottobre dal Fisher Center for the Performing Arts della Belmont University, a Nashville, su ABC e Disney+, ed è disponibile in streaming su Hulu dal giorno successivo. Tra gli artisti si sono esibiti Ashley McBryde, Brad Paisley, Carly Pearce, Carrie Underwood, Darius Rucker, Ella Langley, Kelsea Ballerini, Kristin Chenoweth, Lady A, Lainey Wilson, Little Big Town, Lukas Nelson, Reba McEntire, Ricky Skaggs, Vince Gill e Zac Brown, con la partecipazione speciale di Amy Grant e Kimberly Williams-Paisley. La CMA e la Belmont devolveranno parte dei ricavi alla Dolly Parton’s Imagination Library, che invia libri gratuiti ai bambini ogni mese; anche Disney sostiene il programma.

La canzone che Parton aveva scritto per congedarsi con grazia da un mentore è diventata il brano con cui un intero genere l’ha salutata. Per sostenere ciò che un tempo aveva cantato da sola sono servite più di 20 voci.

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