Musica

Mylène Farmer pubblica Égrégore con DJ Snake e Moby, ma nessun tour in vista

Alice Lange
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Égrégore, il tredicesimo album in studio di Mylène Farmer, affida il proprio sound a tre produttori molto diversi tra loro: DJ Snake, Moby e DJ Lewis, 28 anni, che firma insieme a lei la musica di otto dei tredici brani. Farmer ha scritto da sola tutti i testi. Il titolo, termine esoterico che indica lo spirito collettivo generato da un gruppo attorno a un desiderio condiviso, sembra un messaggio rivolto al pubblico che la segue da quarant’anni.

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Per il pop francese, è il caso di una star di lungo corso che si avvicina ai produttori dance dominatori delle classifiche, anziché allontanarsene. DJ Snake, il produttore francese che ha firmato successi mondiali come Lean On e Turn Down for What, compare in due brani: l’incalzante Combien pour la nuit e la più morbida Sans amarres. Moby, che aveva collaborato per la prima volta con Farmer due decenni fa in Slipping Away (Crier la vie), torna con altri due pezzi, Recréer un jour e la conclusiva Plus d’écho.

È il suo primo album in studio dai tempi di L’Emprise, uscito quattro anni fa, e la campagna di lancio ha puntato con decisione sul cinema. Julia Ducournau, regista di Titane, vincitore della Palma d’Oro, ha girato il video di C’est à qui le tour. Gilles Lellouche ha diretto quello di Combien pour la nuit, mentre Des lols et des quoi è stato filmato all’interno della Bibliothèque nationale de France. Confession, già ascoltata come omaggio a David Lynch, si trova verso la fine della scaletta, e Dieu est mort farà parte anche della colonna sonora del film Scrooge, secondo il quotidiano belga La DH.

Il disco è fitto di richiami al passato della stessa artista. Il critico de La DH, che lo ha ascoltato in anteprima al cinema, ha osservato che il video di C’est à qui le tour riporta in scena i personaggi di Libertine, Sans contrefaçon e Pourvu qu’elle soit douce, e che Plus d’écho accompagna immagini che ripercorrono tutta la sua carriera dal vivo, fino al tour Nevermore. La stessa recensione si è chiesta apertamente se questo possa essere il suo ultimo album.

È un’ipotesi, e Farmer ha trascorso la carriera alimentando proprio questo genere di congetture. I limiti più concreti, però, sono pratici. All’anteprima non è stato annunciato alcun tour, con la delusione di alcuni fan presenti in sala, e nulla nella campagna di lancio sembra rivolgersi a un pubblico diverso da quello che già possiede i suoi vecchi dischi: le proiezioni al cinema, i gadget da collezione di Fnac, le citazioni del proprio repertorio. Un credito di DJ Snake può aprire le porte di una playlist, ma l’album è interamente in francese, un fattore che da sempre limita la sua diffusione al di fuori dei mercati francofoni.

Égrégore è uscito il 30 ottobre per Stuffed Monkey, l’etichetta della stessa Farmer, con distribuzione di Sony Music France, in CD, vinile e streaming: tredici brani per una durata complessiva di circa 45 minuti. Un pop-up store dedicato all’album sarà aperto alla Fnac Montparnasse di Parigi fino al 15 novembre, mentre l’uscita di Scrooge, l’11 novembre, porterà Dieu est mort nelle sale cinematografiche.

Un égrégore esiste solo finché la folla continua a crederci. Se Farmer riuscirà a riportare quella folla davanti a un palco è l’unica cosa che l’album lascia senza risposta.

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