Musica

La cantante Dua Lipa intervista la scrittrice Zadie Smith su Denti bianchi, mai riletto dall’autrice

Alla Royal Festival Hall esaurita, la popstar curatrice del festival e la scrittrice hanno parlato di fama arrivata presto
Alice Lange
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Le due donne sul palco della Royal Festival Hall hanno conosciuto la fama prestissimo. Zadie Smith aveva ventiquattro anni quando Denti bianchi (White Teeth) la consacrò come una delle esordienti più celebrate della sua generazione; Dua Lipa ne aveva ventuno quando “New Rules” la portò in vetta alle classifiche. Quel punto di partenza comune ha attraversato un pomeriggio tutto esaurito al Southbank Centre di Londra, dove la cantante, curatrice quest’anno del London Literature Festival con il suo Service95 Book Club, ha intervistato la scrittrice sul libro che l’ha lanciata.

Il Southbank Centre l’ha presentata come una rara conversazione sul romanzo, e non è mancata una piccola confessione: Smith ha ammesso di non aver ancora riletto Denti bianchi. Invece di ripercorrere il testo riga per riga, le due hanno attraversato i suoi amatissimi personaggi, il posto che occupano nell’ambientazione di fine anni Settanta e il modo in cui si tradurrebbero nel clima politico teso di oggi. Sotto traccia, l’eredità di un’opera e cosa significa crescere sotto i riflettori.

The Royal Festival Hall on the South Bank of the Thames in London
Photo: Andreas Praefcke, edited by MenkinAlRire, CC BY 3.0 (Wikimedia Commons)

Si è parlato anche di classe sociale. Entrambe sono cresciute in famiglie dalle origini miste e hanno ricondotto a quell’infanzia la comune fascinazione per i contrasti. Poi il mestiere, con un punto che unisce pop e romanzo: l’importanza dell’ascolto, che si scriva un testo di canzone o una pagina di prosa.

Per chi segue la vita parallela di Dua Lipa come lettrice, l’accoppiata ha senso. Ha fondato il Service95 Book Club come cuore letterario di Service95, la sua piattaforma culturale: ogni mese sceglie un libro dalla propria libreria e dialoga con chi l’ha scritto. Margaret Atwood, Olga Tokarczuk e Ocean Vuong sono tra gli scrittori che ha intervistato, e The Telegraph l’ha definita “una delle principali tastemaker letterarie della Gran Bretagna”. Il podcast del club è stato inserito tra i migliori podcast della settimana del Guardian e tra i migliori video podcast del 2025 di Spotify.

La sua curatela cade poi in un anno simbolico. Il festival, giunto alla 19ª edizione e il più longevo festival letterario della città, fa parte delle celebrazioni per il 75° anniversario del Southbank Centre. L’anno scorso la curatrice era Self-Esteem, e tra i protagonisti delle edizioni passate figurano Margaret Atwood, Malala Yousafzai, Tom Hanks e Ai Weiwei.

L’incontro con Smith si è svolto sabato 24 ottobre, e il resto del programma di Dua Lipa prosegue fino alla chiusura del festival, domenica 1° novembre. Ancora in calendario: il Translated Fiction Showcase, dedicato alla narrativa tradotta, il 28 ottobre; Fierce Sounds con Kae Tempest, su ritmo, forma e suono nella scrittura, il 30 ottobre; e, il 31 ottobre, Re-Writing Male Tenderness, una serata su mascolinità e vulnerabilità nella prosa, e Censorship Live! con English PEN, dove giornalisti, scrittori e attivisti affrontano le crescenti minacce alla libertà di espressione.

Molte popstar hanno un club del libro. Convincere Zadie Smith a parlare, davanti a una sala piena, del romanzo che non vuole riaprire è il tipo di ospite che dimostra quanto Dua Lipa abbia preso sul serio l’incarico.

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