Cinema

È morto a 93 anni l’attore Tom Skerritt, il capitano di «Alien» e l’istruttore Viper di «Top Gun»

Altman, Ridley Scott e Redford hanno assunto l'uomo al comando a Hollywood per metterlo in difficoltà, e Skerritt li ha scelti per primi
Camille Lefèvre
Aggiungici su Google

Tom Skerritt, l’attore che ha dato ad Alien il suo capitano e a Top Gun il suo istruttore capo, è morto. I necrologi concordano già sulla parola che meglio lo descrive: autorevolezza. Lo sceriffo, il comandante, il padre a capo della tavola. È un’etichetta corretta, ma non coglie ciò che lo ha reso importante per il cinema, al di là delle esigenze degli uffici casting. I migliori registi con cui ha lavorato si servivano di quell’autorevolezza per metterla in discussione.

È questo il filo da seguire in una carriera che va dalla New Hollywood a un ruolo da protagonista in età avanzata. Skerritt sceglieva i registi più che le parti, e considerava ogni set una lezione di un mestiere che, in origine, avrebbe voluto esercitare dall’altra parte della macchina da presa.

Il capitano che Alien non poteva tenersi

Partiamo dai titoli di testa. In Alien di Ridley Scott, osserva Variety, Skerritt compariva per primo, prima di Sigourney Weaver. Interpretava Dallas, capitano della Nostromo: l’ufficiale a cui l’equipaggio deve rispondere, e l’uomo destinato a morire. Il nome in cima alla locandina appartiene a un personaggio che la storia non lascia sopravvivere.

Per poco non disse di no. Aveva rifiutato la parte, riferiscono sia Variety sia The Hollywood Reporter, quando il progetto aveva un budget ridotto e non aveva ancora un regista, temendo che i soldi sarebbero finiti tutti negli effetti speciali. A fargli cambiare idea fu un cineasta. Quando seppe che Scott si era unito al progetto, chiese di vedere The Duellists, il primo lungometraggio del regista, e ne uscì definendolo un capolavoro. «A quel punto non potevo che fare Alien», ricordò nel documentario Alien Evolution. Un attore che accetta un film di mostri per via dell’opera prima del suo regista ragiona già da regista.

Il ribelle di Altman, l’istruttore di Tony Scott

Lo stesso istinto si ritrova agli inizi della sua carriera. M*A*S*H di Robert Altman lo fece conoscere al pubblico nei panni di Duke Forrest, uno dei chirurghi militari ribelli ma bravissimi: l’opposto dell’autorità, interpretato da un attore che Hollywood avrebbe poi scelto per decenni nel ruolo di ufficiali. Skerritt attribuiva ad Altman l’insegnamento «che non potevi sbagliare, purché ci provassi» e che un attore deve essere «disposto a rendersi ridicolo. Bob mi ha insegnato questo». Tornò a lavorare con Altman in Thieves Like Us e fece un favore a Hal Ashby in Harold and Maude, interpretando un agente motociclista con il nome scherzoso di Martin Bormann nei titoli di coda.

Tony Scott lo trasformò poi nel comandante Mike «Viper» Metcalf, istruttore capo alla scuola di Miramar dove si allena Maverick, il personaggio di Tom Cruise. Ancora una figura autorevole, ma un’autorità che si esprime attraverso l’insegnamento: forse il ruolo che gli calzava meglio. Robert Redford lo scelse per la parte del pastore presbiteriano e padre in A River Runs Through It, un personaggio che, secondo la recensione di Variety, interpretava lasciando affiorare con discrezione «il nucleo affettuoso nascosto sotto l’aspetto esile». Con The Turning Point di Herbert Ross vinse il premio come miglior attore non protagonista del National Board of Review, mentre David Cronenberg lo volle nei panni dello sceriffo di The Dead Zone.

Picket Fences e l’Emmy

La televisione rese ufficiale quel personaggio. In Picket Fences di David E. Kelley era Jimmy Brock, lo sceriffo della cittadina immaginaria di Rome, nel Wisconsin, «la voce della calma in mezzo alla follia», per usare le parole di The Hollywood Reporter. Il ruolo gli valse nel 1993 l’Emmy come miglior attore protagonista in una serie drammatica e una seconda candidatura l’anno seguente. Nel 1997, parlando al Seattle Post-Intelligencer, si descrisse meglio di qualsiasi necrologio: raccontò che uno scrittore lo aveva definito «un caratterista intrappolato nel corpo di un attore protagonista» e che aveva sempre amato quella frase.

L’attore che voleva dirigere

Nato a Detroit il 25 agosto 1933 con il nome di Thomas Roy Skerritt, prestò servizio nell’aeronautica militare, studiò letteratura inglese alla Wayne State University e si trasferì alla UCLA con l’intenzione di scrivere o dirigere, avvicinandosi alla recitazione anche per superare la propria timidezza. Nel 1962, quando fu scritturato per il dramma a basso budget sulla guerra di Corea War Hunt, raccontò a Film Comment di averlo considerato «un ottimo modo per imparare a dirigere». Quell’istinto lo portò fino a Seattle, dove contribuì a fondare TheFilmSchool e cofondò il Red Badge Project, che aiuta i veterani ad affrontare il disturbo da stress post-traumatico scrivendo delle esperienze vissute. Nel 2021 gli permise anche di ottenere un raro ruolo da protagonista in un film, East of the Mountains, in cui interpretava un cardiochirurgo in pensione e vedovo che scopre di avere un cancro terminale.

Skerritt è morto mercoledì per cause naturali, ha confermato il suo addetto stampa a Variety; la famiglia ha annunciato la scomparsa in una dichiarazione. «Il mondo conosceva Tom per la sua straordinaria carriera di attore, ma noi lo conoscevamo per il suo umorismo, la sua curiosità, la sua saggezza, la sua generosità e l’amore che ha portato nelle nostre vite», hanno detto i familiari. Aveva 93 anni. Lascia la moglie, Julie Tokashiki, i figli Andy, Erin, Matt, Collin ed Emiko, cinque nipoti e due pronipoti.

Nei titoli di coda di Alien il suo nome continua a comparire prima di quello di Sigourney Weaver. Ridley Scott costruì un film in cui essere il primo in cartellone non garantiva nulla, e Skerritt accettò per il regista, non per la posizione nei titoli.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

Tag: , , , ,

Aggiungici su Google

Discussione

Ci sono 0 commenti.