Cinema

Artificial arriva a Natale nei cinema Usa: Guadagnino e la cacciata di Sam Altman da OpenAI

Penelope H. Fritz
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Per cinque giorni il consiglio di amministrazione di OpenAI non riuscì a stabilire chi dovesse guidare l’azienda, e quella vicenda è ora diventata un film di Luca Guadagnino. Un film che per poco non è sparito prima ancora di uscire. Artificial affida ad Andrew Garfield il ruolo di Sam Altman, l’amministratore delegato di OpenAI licenziato e poi richiamato dal suo stesso consiglio. Arriverà al cinema con Neon, dopo che Amazon MGM Studios, che lo aveva finanziato, ha deciso di lasciarlo andare.

La storia dell’uscita è tagliente quasi quanto quella raccontata sullo schermo. Amazon ha abbandonato il film pochi giorni dopo aver firmato un accordo da 50 miliardi di dollari con OpenAI, sostenendo che la pellicola avrebbe reso di più con un altro studio. Altman ha negato qualsiasi ruolo nella decisione. A24, Focus Features, Netflix e Warner Bros. lo hanno visto e hanno rinunciato, finché Neon non se ne è assicurata i diritti mondiali.

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Chi ha fondato OpenAI e chi lo interpreta in Artificial

Artificial è una commedia drammatica sulle persone che hanno costruito OpenAI e poi se la sono contesa. La sinossi ufficiale di Neon parte da una scoperta scientifica di Ilya Sutskever e Geoffrey Hinton, segue un incontro casuale tra Sutskever e Altman e arriva alla nascita dell’azienda, con i soldi di Elon Musk e l’aiuto dell’ingegnera Mira Murati. La sceneggiatura è di Simon Rich, ex autore del Saturday Night Live, mentre Guadagnino firma regia e produzione, con la sua Frenesy Film Company tra le società coinvolte.

Due dei protagonisti arrivano dalla stessa corsa agli Oscar. Yura Borisov, candidato per Anora, è Sutskever, il capo scienziato che votò per rimuovere Altman. Monica Barbaro, candidata per aver interpretato Joan Baez in A Complete Unknown, è Murati, la direttrice tecnica che per breve tempo divenne amministratrice delegata ad interim. Cooper Hoffman è il cofondatore Greg Brockman, Ike Barinholtz è Musk e Mark Rylance presta il volto a Hinton. Completano il cast Jason Schwartzman, Zosia Mamet, Chris O’Dowd, Billie Lourd e Cooper Koch.

Poi c’è Garfield. In The Social Network di David Fincher era Eduardo Saverin, il cofondatore che viene messo alla porta; sedici anni dopo interpreta il fondatore al centro della contesa. I ruoli più noti di Garfield sono uomini per cui il pubblico fa il tifo, dall’obiettore di coscienza di La battaglia di Hacksaw Ridge a uno Spider-Man gentile. Dare quel volto a un dirigente dall’immagine pubblica notoriamente indecifrabile è una scelta sulla simpatia, e su quanto ci si possa fidare di essa.

Da una chiacchierata a un matrimonio alla sceneggiatura

Rich non è arrivato al progetto da addetto ai lavori del mondo tecnologico. Secondo la cronologia della produzione, l’idea è nata da una conversazione a un matrimonio con Dan Selsam, ricercatore di OpenAI. Rich ha proposto il film ad Amazon MGM all’inizio del 2024 e ne ha completato una prima stesura in pochi mesi, prima che lo studio coinvolgesse Guadagnino.

Le riprese sono cominciate a San Francisco, nel parco di Mission Dolores, e si sono poi trasferite a Torino: una storia tutta americana, girata in parte in Piemonte da un regista italiano. Altman ha raccontato di non aver mai incontrato Garfield, ma di essere capitato sul set allestito davanti a casa sua, davanti a un uomo vestito esattamente come lui, zaino compreso, e di essersi salutati con la mano. Garfield, in seguito, ha smentito il saluto.

La squadra tecnica ricalca le scelte recenti di Guadagnino. Jonathan Anderson, lo stilista di Challengers e Queer, firma i costumi e, secondo quanto riferito, compare con il regista nei panni di due cameraman. Damon Albarn, anima di Blur e Gorillaz, ha scritto la musica; il montaggio è di Marco Costa, collaboratore abituale del regista.

Il regista arriva da un percorso diviso: Challengers è diventato un successo trasversale, mentre Queer e After the Hunt, anche questo realizzato per Amazon MGM, hanno diviso. Artificial è il suo primo film su persone viventi così famose, e arriva mentre quelle stesse persone guidano ancora le aziende di cui si parla. Per chi lo segue da Chiamami col tuo nome, è un cambio di terreno netto: dal desiderio alle sale riunioni.

La critica concorda su Garfield e si divide sul copione

Il film ha avuto la prima mondiale al New York Film Festival e poi un gala al BFI London Film Festival. Nessuno a MCM lo ha ancora visto: i giudizi che seguono sono dei critici presenti.

Sull’interpretazione principale le recensioni convergono. Su Screen Daily, Tim Grierson ha definito il ritratto di Garfield «ferocemente viscido», sostenendo che «la chiave dell’interpretazione di Garfield sta nel modo in cui rende la geniale mancanza di spina dorsale di Altman». Su The Film Stage, Luke Hicks ha scritto che Garfield «offre un Sam Altman freddo, robotico, così convincente da lasciare sbalorditi», indicando in Monica Barbaro «una delle interpretazioni migliori» del film.

Sulla sceneggiatura, invece, le strade si separano. Grierson titola su un «thriller sull’IA sorprendentemente innocuo» e scrive che il copione di Rich «non offre alcuna vera comprensione degli esseri umani profondamente imperfetti» che stanno dietro la tecnologia. Hicks ha trovato la scrittura «arida e curiosamente priva di dettagli succosi o di prove», descrivendo un film «meno centrato sulla trama e più una serie di conversazioni a porte chiuse a San Francisco». Sul Guardian, Owen Myers ha parlato di una «satira tecnologica confusa».

Le prime reazioni da New York erano state più calde. Il critico Joshua Rothkopf ha scritto che «Luca Guadagnino ha appena fatto le scarpe a Sorkin», e Gregory Ellwood di The Playlist lo ha definito «un colpo di maglio». Metacritic indicava un punteggio di 75 sulle prime 19 recensioni, nella fascia «generalmente favorevole».

Lo stesso Altman si era espresso prima della première. Parlando del trailer alla conferenza per sviluppatori di OpenAI, ha detto che «sembra un film terribile», ha aggiunto di sostenere la creatività delle persone e ha concesso un punto a Garfield: «Camminava davvero come me». La sua sintesi sulle intenzioni del film è stata secca: «Non credo che puntino all’accuratezza».

I cinque giorni su cui poggia il film

L’evento reale al centro di Artificial è breve e ben documentato. Il consiglio dell’organizzazione non profit di OpenAI, una struttura pensata per anteporre la sicurezza al profitto, rimosse Altman sostenendo che non era stato costantemente sincero con il consiglio stesso. Nel giro di pochi giorni la maggior parte dei dipendenti minacciò per lettera di andarsene, Microsoft si offrì di assumere Altman e chi lo avesse seguito, e Sutskever si disse pentito. Altman tornò al suo posto; quasi tutto il consiglio che lo aveva licenziato se ne andò.

È questa sequenza a dare al film il suo motore comico. Un consiglio costruito per fermare una persona si rivelò incapace di farlo, e tutti tornarono al lavoro. Rich, autore comico di mestiere, ha tra le mani un materiale che non ha bisogno di esagerazioni per sembrare assurdo. Il paradosso è antico: le regole scritte per contenere il potere di uno solo valgono quanto la tenuta di chi deve applicarle.

La domanda su cui le recensioni continuano a tornare è se un film possa essere equo con persone che hanno ancora in mano la tecnologia che descrive. L’obiezione di Grierson, secondo cui i personaggi «sembrano meno interessanti dei pericoli molto reali che hanno scatenato», tocca direttamente il problema. Un biopic di solito lavora su una vita conclusa. Questo lavora su una storia il cui finale non è ancora stato scritto, e i cui protagonisti possono rispondere dal palco di una conferenza.

Artificial in quattro domande

Artificial è una storia vera? Si basa su persone reali, sulla fondazione di OpenAI e sul licenziamento e ritorno di Sam Altman. Resta una ricostruzione romanzata di Simon Rich, e Altman la giudica non accurata.

Chi interpreta Sam Altman? Andrew Garfield. Yura Borisov è Ilya Sutskever, Monica Barbaro è Mira Murati, Ike Barinholtz interpreta Elon Musk e Mark Rylance è Geoffrey Hinton.

Chi ha diretto Artificial? Luca Guadagnino, regista di Chiamami col tuo nome, Challengers e Queer.

Dove si può vedere Artificial? L’uscita è prevista solo in sala, con la distribuzione di Neon; non c’è ancora una data per lo streaming. Non è stata annunciata alcuna data per lo streaming.

Data di uscita e durata di Artificial

Artificial esce nelle sale statunitensi il 25 dicembre 2026 con Neon, con un’espansione più ampia prevista all’inizio del 2027. Neon lo distribuisce nel Regno Unito e in Irlanda dal 22 gennaio 2027. Il film dura 140 minuti.

Amazon ha motivato il suo passo indietro sostenendo che qualcun altro avrebbe saputo vendere meglio il film. Neon mette ora alla prova quella tesi nel giorno dell’anno in cui gli americani vanno di più al cinema, con un film su un’azienda legata da 50 miliardi di dollari proprio allo studio che l’ha scaricato. Per Guadagnino la posta va oltre il botteghino: si tratta di capire se il cinema può ancora raccontare i padroni della tecnologia mentre siedono al loro posto.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

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