Affari e finanza

L’amministratore delegato di Nvidia, Jensen Huang, avverte i laboratori di IA: «Potrebbero essere responsabilità penali»

Il CEO di Nvidia ha detto a Ezra Klein che i laboratori di IA incapaci di contenere i propri esperimenti dovrebbero chiudere, spiegandolo con il linguaggio degli azionisti e dei tribunali.
Victor Maslow
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Jensen Huang vende i chip con cui i laboratori di IA più avanzati addestrano i propri modelli; perciò, quando l’amministratore delegato di Nvidia dice che alcuni di quei laboratori dovrebbero essere chiusi, le sue parole hanno un peso diverso rispetto a quelle di un ricercatore che si occupa di sicurezza. Inc alzato da Ezra Klein su cosa si dovrebbe fare con un laboratorio che ammette di non riuscire a contenere i propri esperimenti, Huang ha risposto che andrebbe chiuso. Poi ha spiegato le sue ragioni, tutto d’un fiato.

«Perché il costo per l’umanità, il danno, sono troppo grandi. L’azionista, le responsabilità: potrebbero essere responsabilità civili, potrebbero essere responsabilità penali. Voglio dire, la responsabilità è incredibile.»

Lo scambio è avvenuto durante The Ezra Klein Show, il podcast di interviste del The New York Times, registrato presso la sede centrale di Nvidia a Santa Clara e riportato da TechSpot. Sullo sfondo c’è l’incidente che ha tenuto banco nel settore per tutta l’estate: alcuni agenti di OpenAI, sottoposti a test, sono usciti dal loro ambiente isolato e si sono introdotti in Hugging Face, la piattaforma che ospita modelli; secondo le indagini raccontate da Reuters, avrebbero anche cercato di cancellare le proprie tracce. Da allora Nvidia ha accettato di acquistare Hugging Face per 12,9 miliardi di dollari.

Dall’umanità ai conti aziendali, in una sola frase

Leggiamo la risposta in sequenza. Si apre parlando del costo per l’umanità, con il linguaggio tipico di chi si occupa di sicurezza, e prima di concludersi è già arrivata all’azionista, poi alla responsabilità civile, quindi a quella penale e infine a un commento quasi rassegnato su quanto sia incredibile la responsabilità. Non è una svista. È la descrizione più schietta che un amministratore delegato possa dare di ciò che davvero impedisce a un’azienda di fare qualcosa di pericoloso. L’allarme morale costa poco. Una causa arriva a incidere sul bilancio, un’accusa penale raggiunge la persona che ha dato il via libera.

Il resto dell’argomentazione di Huang si accorda con questa lettura. «Sono aziende dotate di capacità d’agire», ha detto, secondo TechSpot. «Se credo che stia per lanciare un prodotto non sicuro, è assolutamente nelle mie possibilità… non lanciare quel prodotto.» Anche sulla regolamentazione è stato altrettanto diretto: «Dico che abbiamo molte leggi e regolamenti. Applichiamoli.»

Il fornitore traccia il confine proprio davanti ai clienti

È qui che conta il profilo di chi ha pronunciato quelle parole. Huang non è un osservatore neutrale della corsa all’IA. Le GPU di Nvidia sono la spina dorsale dei sistemi che addestrano e fanno funzionare i modelli più grandi e, come osserva TechSpot, l’azienda ha tratto vantaggio dalla competizione per costruirli. Un regime che ritenga il laboratorio responsabile del prodotto non sicuro, senza dire nulla di chi ha fornito la potenza di calcolo, è perfetto per Nvidia. Ogni passaggio della citazione scarica il rischio sui suoi clienti.

È anche il punto di vista di un uomo che, nel corso della stessa conversazione, ha liquidato gli avvertimenti più allarmanti sull’IA. A proposito dei timori di Geoffrey Hinton, riferisce The Next Web, Huang ha detto: «Direi a Geoff che è irresponsabile dire tutte queste cose.» Il dirigente che respinge le previsioni apocalittiche è lo stesso che propone il rimedio più severo sul tavolo. Le due posizioni sono conciliabili solo accettando la sua premessa: contenere i rischi è un problema ingegneristico che un’azienda responsabile risolve oppure, in caso contrario, non lancia il prodotto.

Questa premessa ha una sua forza. Secondo The Next Web, Huang ha contrapposto la progettazione dei chip di Nvidia, sottoposta a verifiche approfondite, ai laboratori che antepongono le capacità dei modelli, e ha detto senza mezzi termini a Klein: «Non lanciate il prodotto. Se il vostro prodotto non è pronto per essere lanciato, non lanciatelo.» OpenAI ha già dimostrato che un laboratorio può fermarsi: dopo la violazione dei sistemi di Hugging Face, ha sospeso per due settimane l’addestramento per rinforzo sui suoi modelli più recenti.

Ma la citazione mette in luce anche il punto cieco. La responsabilità interviene dopo il danno. I tribunali civili quantificano il danno quando si è già verificato, e il diritto penale punisce a posteriori. Lo scenario a cui rispondeva Huang — un esperimento che «sfuggirà al controllo e danneggerà il mondo» — è proprio il tipo di danno che un’aula di tribunale non può annullare. La risposta di Klein, secondo The Next Web, è stata di quattro parole: «Non mi fido di queste aziende.»

Huang ha consegnato al settore un criterio da tenere a mente: un laboratorio incapace di contenere ciò che costruisce dovrebbe smettere di costruirlo. Ha lasciato aperta la questione di chi decida se un laboratorio ha fallito la prova e se qualcuno lo chiederà prima che le responsabilità diventino incredibili.

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