Affari e finanza

Dopo cinque morti in Ucraina, ArcelorMittal abbandona Kryvyi Rih con un miliardo di perdite

Victor Maslow
Aggiungici su Google

ArcelorMittal ha comunicato al governo ucraino di non poter riavviare in sicurezza e in modo sostenibile la propria controllata di Kryvyi Rih, il più grande impianto siderurgico del Paese, dopo che gli attacchi russi con missili balistici hanno ucciso cinque lavoratori e ne hanno feriti altri diciassette. La società prevede di contabilizzare una significativa svalutazione senza effetti monetari, dovuta principalmente alla distruzione di immobili, impianti e macchinari nel sito del sud-est.

La decisione segna la fine di un tentativo durato quattro anni di mantenere in attività la siderurgia ucraina durante la guerra. Dall’inizio dell’invasione su vasta scala, ArcelorMittal ha destinato ingenti risorse a Kryvyi Rih, assorbendo perdite e interruzioni della produzione pur di mantenere operative le attività. I volumi di minerale di ferro e acciaio del sito rifornivano i produttori europei a valle e generavano entrate fiscali significative per Kyiv.

Quattro attacchi in cinque settimane hanno cambiato i calcoli. Nell’ultimo raid, un dipendente è rimasto in condizioni critiche. Il ritmo e la gravità degli attacchi più recenti hanno reso impossibile programmare qualsiasi piano di riavvio rispettando criteri di sicurezza credibili. Nelle attività colpite lavorano complessivamente più di quindicimila persone.

L’entità della svalutazione riflette la portata dell’impegno iniziale. Nel corso della guerra ArcelorMittal ha destinato a Kryvyi Rih oltre 700 milioni di dollari; la svalutazione prevista, pari a circa 1 miliardo di dollari, riguarda immobili, impianti e macchinari che non possono essere ricostruiti concretamente in nessuno scenario a breve termine. La società ha dichiarato di voler preservare le infrastrutture del sito per mantenere aperta la possibilità di un riavvio e che i colloqui con il governo ucraino proseguono. Né l’azienda né Kyiv hanno indicato una soglia, un parametro di sicurezza, un impegno alla ricostruzione o una tempistica che permettano di stabilire quando la produzione potrebbe realisticamente riprendere.

La chiusura aumenta la pressione strutturale sui mercati europei dell’acciaio piano, che da due anni assorbono le perdite di produzione ucraine. I produttori europei, che facevano affidamento sulle forniture orientali come parziale argine all’aumento dei volumi importati dalla Cina, si trovano ora ad affrontare un mercato che perde contemporaneamente quel corridoio e deve gestire la sovraccapacità interna. Gli effetti non emergeranno nei dati di un singolo trimestre, ma la direzione è chiara.

Per l’Ucraina, alle conseguenze operative si sommano quelle per le finanze pubbliche. Le attività di Kryvyi Rih figuravano tra i contribuenti industriali più produttivi di un’economia di guerra sottoposta a forti pressioni fiscali. Trasformare un’attività produttiva in un onere di manutenzione, mentre i costi della ricostruzione e le spese per la difesa si contendono ogni dollaro disponibile, restringe ulteriormente i margini di manovra del governo.

ArcelorMittal ha dichiarato di prevedere la contabilizzazione della svalutazione nel terzo trimestre. I colloqui con il governo ucraino sul futuro dell’impianto sono in corso.

Tag: , , , ,

Aggiungici su Google

Discussione

Ci sono 0 commenti.