Serie

«Michelle Buteau: Survival of the thickest» chiude su Netflix, e stavolta dietro la macchina da presa c’è lei

Martha O'Hara

La macchina da presa ritrova Mavis Beaumont come ha sempre fatto: in controluce in un appartamento di Brooklyn saturo di colore, con uno stand di abiti che è insieme guardaroba e biografia, e tonalità gioiello stagliate su un mattone che la luce si rifiuta di lasciar diventare grigio. La serie ha sempre avuto l’aspetto di un servizio di moda che ha imparato a respirare, e quella superficie non è mai stata un ornamento.

YouTube video

Di cosa si tratta, detto chiaramente: la terza e ultima stagione della commedia di moda di Michelle Buteau su Netflix, otto episodi che seguono una stylist newyorkese mentre prova a tenere nello stesso inquadratura una carriera, una vita sentimentale e una famiglia scelta. Tratta dal libro di saggi di Buteau, mette un corpo curvy al centro della storia senza mai trasformarlo in tesi. E stavolta fa ciò che il genere quasi mai concede alla sua protagonista: le affida la macchina da presa.

Buteau dirige il quinto episodio, il suo debutto dietro la cinepresa nella propria serie, mentre Amy Aniobi, Kim Nguyen e la co-autrice Danielle Sanchez-Witzel si dividono il resto. È un dettaglio che pesa più di una curiosità. Per tre stagioni la serie ha sostenuto, con il costume e la regia, che Mavis appartenesse al centro visivo di una storia costruita per tenere le donne come lei sulla soglia. Che ora sia lei a passare dietro l’obiettivo trasforma quell’argomento in firma d’autrice.

Il senso vive nell’abito, lingua strutturale della serie. Una tuta sartoriale in una tinta che nessuna stylist prudente sceglierebbe. Un cappotto tagliato per muoversi e non per nascondere. Il colore come sicurezza e non come mimetismo. Dove una protagonista magra verrebbe vestita per sparire dentro l’aspirazione, Mavis viene vestita per occupare esattamente la stanza in cui si trova. La stagione spinge oltre questa grammatica: sfilate girate per la loro materia, una New York fotografata come tessuto e luce più che come cartolina.

Non regge la stagione da sola. Tone Bell torna come Khalil e Tasha Smith come Marley, la famiglia scelta i cui guai corrono accanto a quelli di Mavis; Marouane Zotti, ricorrente come Luca nelle prime due stagioni, sale a personaggio fisso per il finale, il che dice dove approda la storia d’amore senza dire come. La lista di ospiti — Wanda Sykes, Ice-T, Ronny Chieng, Ashley Graham — sembra un cartellone da festival comico, ma il peso resta sulle persone che Mavis già ama.

Survival of the Thickest - Netflix
Survival of The Thickest Season 3. LaQuan Smith in Episode #301 of Survival of The Thickest Season 3. Cr. Courtesy of Netflix © 2025

Il tempismo è parte del tema. Netflix chiude una commedia con protagonista una donna nera e di corporatura fuori standard proprio mentre la voglia della piattaforma per questo tipo di racconto è diventata la domanda aperta dello streaming. L’ondata di inclusione della moda si è raffreddata da movimento a marketing, e la serie ha passato tre stagioni a verificare se qualcuno lo pensasse davvero. Il finale lascia vincere Mavis alle sue condizioni. Non può promettere che la porta che ha attraversato resti aperta.

«Michelle Buteau: Survival of the thickest» torna con la terza e ultima stagione su Netflix il 2 luglio 2026, con tutti e otto gli episodi disponibili insieme. Nel cast Michelle Buteau, Tone Bell, Tasha Smith, Marouane Zotti e Anissa Felix; Buteau ha creato la serie con Danielle Sanchez-Witzel, adattando le proprie memorie.

Cast

Tag: , , , , ,

Discussione

Ci sono 0 commenti.