Cinema

Nando tra due mondi: Netflix trasforma Sintonia in un film e punta tutto su Christian Malheiros

Molly Se-kyung

Un uomo che ha passato anni a imparare come restare vivo dentro l’economia della droga di São Paulo si sveglia in Serbia, a migliaia di chilometri dalle uniche strade che abbia mai saputo leggere, e scopre che la distanza non ha risolto nulla. Sua figlia adolescente è scomparsa di casa senza lasciare traccia. Quella sparizione è l’intero motore di Nando tra due mondi, e vale anche come verdetto del film sulla vita che si è costruito: un corpo può attraversare i confini, ma il debito resta dove c’è la famiglia.

Il film è uno spin-off di Sintonia, la serie prodotta da KondZilla rimasta a catalogo dal 2019 al 2025. La serie divideva lo sguardo tra tre amici dello stesso quartiere, uno verso il funk, uno verso la fede, uno verso lo spaccio. Il film tiene solo quest’ultimo filo e lo invecchia di cinque anni. Christian Malheiros, che interpreta Nando dalla prima stagione, regge ora da solo una storia di due ore là dove sei stagioni distribuivano il peso su un intero cast.

È questa la vera scelta di regia, prima ancora della trama. Sintonia usava le linee parallele per sostenere che la periferia è un sistema e non il destino di un singolo; quando uno saliva, un altro cadeva, e il montaggio pensava al posto loro. Un film con un solo protagonista non può staccare lo sguardo. Scommette tutto su un volto, quello di un uomo che è insieme il pericolo per la figlia e la sua unica protezione.

Duda Pimenta interpreta la giovane Bruninha, ed è il rovesciamento su cui gira la storia. Per sei stagioni Nando era quello che agiva per primo; qui è quello che insegue, dietro a una figlia scomparsa in una città che non lo ha dimenticato. Il potere che ha accumulato diventa la ragione esatta per cui la figlia è esposta. Julia Yamaguchi torna nei panni di Scheyla, mentre Bruna Mascarenhas (Rita) e Jottapê (Doni) riappaiono in brevi apparizioni: il modo in cui il film conferma che è lo stesso universo, arrivato al suo ultimo capitolo.

Sotto il thriller corre un argomento nazionale. Il cinema brasiliano gira da vent’anni attorno alla stessa ferita: non l’ingresso nel crimine, ma l’impossibilità di un’uscita pulita. Cidade de Deus e Tropa de Elite ne hanno fissato la grammatica; Sintonia l’ha estesa alla forma lunga della televisione. Ambientare l’apertura in Serbia spinge l’idea un passo oltre e la rende fisica: l’esilio come forma visibile di un’angoscia nota, la scoperta che la scalata sposta la minaccia senza mai spegnerla.

Dirige Johnny Araújo, da una sceneggiatura di Guilherme Quintella, Denis Nielsen e Léo Todeschini, con Gullane alla produzione. Netflix presenta il film come l’ultima storia originale del franchise Sintonia, e questa etichetta cambia il senso della sua scelta centrale: Nando decide se rompere per sempre con il passato, e il franchise prende la stessa decisione nello stesso momento. Ciò che il film non scioglie è se un uomo che ha costruito il proprio potere sulla violenza possa proteggere una figlia dal mondo che quel potere ha creato.

Nando tra due mondi arriva su Netflix il 12 agosto 2026, come lungometraggio autonomo, in portoghese brasiliano con sottotitoli e doppiaggio nei mercati della piattaforma. Non serve aver visto la serie per seguirlo, anche se i volti ai margini diranno di più a chi conosce il quartiere da cui vengono questi personaggi.

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