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Sterling Point su Prime Video: l’isola che Annie eredita nasconde la sorella che nessuno le ha nominato

Jun Satō

Una diciassettenne è su un pontile bagnato e possiede l’acqua che ha davanti. Non è cresciuta su questo lago e, finché non è arrivata una lettera, non sapeva che l’uomo che gliela ha lasciata fosse mai esistito. Annie Jacobson ha passato tutta la vita da figlia unica. L’atto che tiene in mano è la prima prova che si è trattato di una decisione presa su di lei, non di un fatto con cui è nata.

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Sterling Point, creata da Megan Park per Prime Video, è un mistero di formazione che tratta l’eredità come un archivio. Un nonno che le hanno proibito di conoscere lascia ad Annie un’isola remota in Canada. La proprietà arriva con cedro e granito, acqua fredda e il silenzio di un custode, e sotto tutto questo un segreto di famiglia che la stagione riesuma con lentezza. Il più grande non è una stanza né un documento: è una sorella di cui non le hanno mai parlato.

Park, che ha scritto e diretto The Fallout, costruisce la serie a partire dalla superficie. La macchina da presa legge la materia come un’altra serie leggerebbe i dialoghi: la pioggia su una giacca, il legno marcio di una vecchia rimessa per barche, il grigio esatto che un cielo del nord assume prima di decidersi al temporale. L’isola non è una scenografia. È la mappa rimossa della famiglia, e la geografia si fa carico dell’informazione. Ogni porta chiusa e ogni sentiero invaso è una frase che qualcuno ha scelto di non dire, lasciata nel paesaggio perché una sconosciuta finisca per entrarci.

L’acqua è lo strumento ricorrente, e Park lo suona con un rigore raro. C’è la superficie che si vede e la profondità che non si vede, l’intera famiglia contenuta in una sola immagine: ciò che galleggia e ciò che si è lasciato affondare. I personaggi sono inquadrati dall’altra riva quanto in primo piano, minuscoli contro la linea degli alberi, e quella distanza è il senso. Quanto si può davvero conoscere di una persona dalla sponda opposta? È esattamente la distanza a cui Annie è stata tenuta dalla propria storia.

Questa scelta — lasciar parlare il luogo invece della trama — separa Sterling Point dal genere a cui appartiene. Lo streaming ripete lo stesso ciclo da anni: la casa ereditata, la lettera sepolta, il posto bellissimo che si rivela la scena di un delitto per omissione. Dietro c’è una stirpe rumorosa: Josh Schwartz e Stephanie Savage sono showrunner tramite Fake Empire, la casa di The O.C., Gossip Girl e Nancy Drew, e il loro istinto per il gruppo adolescente si vede nelle amicizie che Annie mette insieme in una sola estate. Ma il motore che ronza sotto è più sommesso di una soap. Il primo amore arriva puntuale; e con esso la consapevolezza più fredda che essere amati e sentirsi dire la verità non sono lo stesso patto.

Ella Rubin interpreta Annie come qualcuno che impara a diffidare della propria biografia in tempo reale, per piccoli ricalcoli più che per grandi reazioni. Intorno a lei, Amélie Hoeferle, Jacob Whiteduck-Lavoie, Keen Ruffalo, Bo Bragason e Daniel Quinn-Toye formano la popolazione estiva dell’isola, e la presenza di interpreti indigeni radica la storia in un luogo preciso e non in un altrove intercambiabile. Jeffrey Dean Morgan e Jay Duplass tornano come gli adulti che hanno saputo tutto per anni e non hanno detto nulla.

Ciò che la serie metabolizza è un’ansia molto attuale: il sospetto, tipico di una generazione cresciuta tra versioni curate di sé, che ogni biografia sia una costruzione montata da qualcun altro prima. La ferita di Annie è precisa. Non le hanno mentito degli estranei: l’hanno ritagliata fuori dall’inquadratura, o meglio le hanno impedito di vedere quanto l’inquadratura fosse sempre stata ampia, proprio le persone che più la amavano. La famiglia scelta che l’isola le offre si scontra frontalmente con la famiglia di sangue che l’ha censurata, e la stagione si rifiuta di dichiarare quale delle due sia quella sicura.

La domanda che lascia aperta è quella a cui nessuna eredità può rispondere. Un nonno, un’isola, una sorella possono essere consegnati tutti insieme, in una sola estate bagnata, come prova. Gli anni che Annie ha passato senza conoscerli, no. Ciò che l’isola le dà è una prova; ciò che non potrà mai restituirle è la persona che sarebbe diventata se l’inquadratura fosse stata sempre abbastanza ampia da contenere tutti quelli che restavano appena fuori.

Tutti e otto gli episodi della prima stagione arrivano insieme su Prime Video, un’uscita pensata per la visione compulsiva che dice quanto la piattaforma voglia un traino per il pubblico giovane. È disponibile in più di 240 paesi e territori.

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