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Hometown Giants su Prime Video: Ryan Reynolds aveva detto a Michael Bublé di lasciar perdere l’hockey

Jack T. Taylor
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Ryan Reynolds aveva già acquistato una squadra di calcio e l’aveva portata in televisione, così Michael Bublé e Drew Scott lo chiamarono prima di investire in una squadra giovanile di hockey in difficoltà. A sentirlo raccontare da Bublé, la risposta fu di tre parole: lasciate perdere. La telefonata compare nel primo episodio di «Hometown Giants», docuserie di Prime Video sui Vancouver Giants della Western Hockey League: due proprietari famosi puntano al titolo, mentre i loro giocatori, per la maggior parte adolescenti, sognano un’occasione nella NHL.

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Bublé ha raccontato il resto della conversazione in alcune interviste. La reazione di Reynolds, ha detto, fu: «Che cosa state facendo, idioti? Sapete in cosa vi state cacciando?». La spiegazione che Bublé dà scherzosamente del fatto di non avergli dato retta chiama in causa un’abitudine nazionale: «Tutte le celebrità canadesi comprano una squadra sportiva, è quello che facciamo». La serie fa leva proprio su questa battuta. I materiali promozionali, però, indicano un altro punto di vista: quello di chi ha più da perdere.

Di cosa parla «Hometown Giants»

«Hometown Giants» è una docuserie sportiva del catalogo canadese di Prime Video, prodotta da Scott Brothers Entertainment con Amazon MGM Studios. Segue i Giants per un’intera stagione di major junior hockey, il livello in cui i giocatori tra i sedici e i vent’anni si contendono un posto nel professionismo. La sinossi di Prime Video chiarisce senza giri di parole l’obiettivo dei proprietari: riportare in alto una squadra che non vince un titolo dal 2007.

La stagione raccontata parte con un cambio ai vertici. Prima del suo inizio, i Giants hanno nominato Hnat Domenichelli general manager, dopo sei stagioni alla guida dell’HC Lugano in Svizzera, e Parker Burgess allenatore, reduce dalla vittoria della Clark Cup con i Muskegon nella USHL. Prime Video promette uno sguardo anche su questo rinnovamento dirigenziale: gli scambi che ridisegnano la rosa, le decisioni prese sotto pressione e una stagione che la piattaforma descrive come «sul filo».

Un crooner e uno dei Property Brothers nella tribuna dei proprietari

Nessuno dei due proprietari è nuovo alla squadra. Bublé è diventato comproprietario nel dicembre 2008, quando un altro socio ha ceduto la propria quota e Ron Toigo, azionista di maggioranza e suo amico dai Mondiali juniores del 2006 disputati in Columbia Britannica, gli ha offerto di rilevarla. Al suo fianco è entrato anche il padre, Lewis. Scott, metà del duo di HGTV Property Brothers e originario di Vancouver, si è unito al gruppo nel settembre 2023 con parole che suonano anche come una dichiarazione d’intenti: «Essendo un gigante OG di Vancouver, sono entusiasta di tornare a casa! Ci aspettano grandi cose».

Questa storia conta anche per il formato. Due uomini che seguono il club da anni hanno accettato di farsi filmare per un’intera stagione, e in una serie che racconta tutto da vicino ogni serata storta sul ghiaccio diventa materiale. Ecco perché la telefonata a Reynolds ha un peso: l’amico che sapeva cosa comporta avere una troupe al seguito di un proprietario di squadra disse loro di lasciar perdere.

La vera posta in gioco è per i giocatori

Sono i proprietari a dare visibilità alla serie. Ma è la rosa il motivo per cui vale la pena seguirla. La descrizione dei giocatori fornita da Prime Video è insolitamente diretta per un comunicato stampa: «Sono adolescenti che vivono lontano da casa, finiscono le superiori, affrontano le prime relazioni e inseguono il sogno della NHL, attorno al quale hanno costruito la propria vita, anche se solo pochi riusciranno davvero ad arrivarci».

Nella sinossi della piattaforma spiccano due nomi. Ryan Lin, il principale prospetto della squadra, affronta i riflettori mentre si avvicina la scadenza degli scambi. Torretto Marrelli lotta per restare nel club. Intorno a loro, i rookie si adattano al ritmo del major junior hockey, i veterani si contendono il tempo sul ghiaccio, gli infortuni mettono a rischio la stagione e una trasferta di quindici giorni mette alla prova il gruppo lontano da casa.

La stagione di Lin è già documentata nei numeri. Difensore destro, ha guidato i Giants con 57 punti in 53 partite, è stato nominato capitano dopo la scadenza degli scambi e i San Jose Sharks lo hanno scelto alla 21ª chiamata assoluta del Draft NHL. È alto un metro e ottanta circa, una statura contenuta per il suo ruolo, e ora si prepara a raggiungere la University of Denver. Guardare la serie oggi significa seguire una stagione da draft, il cui epilogo è noto al pubblico almeno per uno dei giocatori.

Perché Prime Video ha creato un «Welcome to Wrexham» dell’hockey in Canada

Il paragone con Welcome to Wrexham accompagna la serie fin dall’annuncio, e la telefonata a Reynolds lo rende esplicito. La differenza sta nell’età di chi scende sul ghiaccio. Wrexham raccontava professionisti adulti in lotta per la promozione. «Hometown Giants» segue adolescenti le cui carriere professionistiche non sono ancora iniziate, in un campionato pensato per alimentare la NHL.

Prime Video ha presentato la serie all’Amazon Upfront di Toronto come una delle sei nuove produzioni unscripted canadesi. Brent Haynes, responsabile della programmazione originale del servizio in Canada, ha descritto la strategia come una ricerca di spazi ancora scoperti sul mercato: «Per quanto riguarda le produzioni originali, cerchiamo semplicemente quelle zone grigie che possiamo riempire in Canada». L’hockey juniores è lo spazio a cui questa serie dà voce. Amazon ha deciso che il racconto può viaggiare: la serie sarà disponibile in tutto il mondo, non soltanto in Canada, il mercato per cui è stata commissionata.

La storia del club spiega le sue ambizioni. I Giants hanno vinto il titolo della Western Hockey League nel 2006 e la Memorial Cup, il campionato nazionale juniores, nel 2007, quando erano la squadra ospitante del torneo. Da allora hanno raggiunto una sola volta la finale di lega, nel 2019, perdendola ai supplementari di gara sette. Oggi la squadra gioca a Langley, fuori Vancouver, al Langley Events Centre.

«Hometown Giants» si fonda su uno scambio che i proprietari possono permettersi e i giocatori no. Bublé e Scott possono ignorare Reynolds e uscire da una stagione negativa con una storia da raccontare. Un adolescente che perde il posto alla scadenza degli scambi, invece, ne porta con sé un’altra. Quando chi finanzia la corsa al titolo è anche chi la mette davanti alle telecamere, chi risponde per il ragazzo che la stagione si lascia indietro?

«Hometown Giants»: episodi, data di uscita e dove vederla

Quanti episodi sono? Sei, disponibili tutti insieme e non uno a settimana.

Quando esce? Tutti e sei gli episodi arrivano su Prime Video il 16 ottobre 2026, in tutto il mondo e non soltanto in Canada.

È una serie scripted? No. È una docuserie senza copione che segue la vera rosa dei Vancouver Giants, lo staff e i proprietari durante la stagione 2025-26.

Chi compare nella serie? I proprietari Michael Bublé e Drew Scott, oltre ai giocatori dei Giants, alle loro famiglie e agli allenatori. Nel primo episodio c’è anche una telefonata a Ryan Reynolds.

Chi l’ha realizzata? Scott Brothers Entertainment con Amazon MGM Studios, come produzione originale canadese di Prime Video.

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