Serie

Dupahiya torna su Prime Video: nel villaggio senza crimini ora fa paura un’antenna

Martha O'Hara
Aggiungici su Google

Nell’immagine promozionale della prima stagione di «Dupahiya», un cartello stradale segna il margine dell’asfalto: धड़कपुर in devanagari, DHADAKPUR in stampatello e, sotto, una scritta orgogliosa in piccolo, «l’unico villaggio senza criminalità dell’India». Sullo sfondo, la terra è color ocra e arida, un grande albero proietta la sua ombra su un carretto turchese e il cast della commedia hindi di Prime Video è schierato sulla strada, come in attesa che da un momento all’altro arrivi qualcuno. «Dupahiya», con गजराज राव e रेणुका शहाणे, torna con una seconda stagione: stavolta, però, i guai non arrivano su due ruote. Arrivano sotto forma di una torre per la telefonia mobile.

YouTube video

«Dupahiya» significa «veicolo a due ruote» e la prima stagione ruotava proprio attorno a una moto. Dhadakpur, che la sinossi ufficiale definisce «la Belgio del Bihar», stava per festeggiare un quarto di secolo senza un solo crimine, quando una moto acquistata come regalo di nozze venne rubata sette giorni prima della cerimonia. Lo sposo aveva chiesto una Royal Enfield come dote e per tutta la stagione la famiglia della sposa cercò di riprendersela. La seconda stagione riparte da dove si era conclusa quella caccia e sposta i guai del villaggio sul terreno incolto di Banwari Jha, dove una nuova torre per la telefonia mobile diventa, secondo la descrizione di Prime Video, il centro di voci, superstizioni e caos.

Una moto da inseguire, una torre che non si può inseguire

Il cambio di oggetto è l’elemento più rivelatore tra quelli annunciati dalla nuova stagione. Una moto rubata è un mistero concreto: ha un proprietario, un ladro da qualche parte, una strada che ha imboccato e una scadenza. Un villaggio può mobilitarsi per ritrovarla. Una torre è un problema di tutt’altro genere. Non è stato portato via niente. La torre sorge su un terreno che non produceva nulla, è stata installata di proposito e da lì parte soltanto un segnale che nessuno a Dhadakpur può vedere.

E così il villaggio comincia a parlarne.

È qui che la premessa fa scattare la comicità: al posto del ladro arrivano le voci e le superstizioni. Una comunità che ha costruito la propria reputazione sull’assenza di criminalità ora non ha nulla da indagare, ma ha molte ragioni per avere paura; e quella paura si dirige contro l’unica famiglia il cui campo ha reso possibile la torre. Per un proprietario terriero, una torre su un terreno improduttivo significa di solito un affitto e un assegno. La sinossi non dice quanto guadagni Banwari. Dice soltanto cosa ne pensa il villaggio.

La situazione sarà familiare a molti spettatori indiani. Le torri per la telefonia mobile che spuntano vicino alle abitazioni, in città e nei villaggi, suscitano da tempo obiezioni da parte delle comunità locali, spesso per timori legati alla salute che le autorità indiane delle telecomunicazioni hanno ripetutamente cercato di dissipare. «Dupahiya» parte da questa preoccupazione quotidiana e la porta in un villaggio la cui immagine di sé dipende dal fatto che non succeda mai nulla di male.

Un villaggio raccontato attraverso i suoi colori

L’immagine promozionale della prima stagione sembra già una mappa delle priorità di Dhadakpur. Tutto ciò che vi compare è qualcosa su cui si viaggia, qualcosa da cui si vende oppure qualcosa attraverso cui si grida. राव, nei panni di Banwari, indossa un kurta rosa e un dhoti bianco e tiene il telefono all’orecchio; alle sue spalle, un palo carico di altoparlanti svetta sopra il carretto. शहाणे porta una ghirlanda di calendule e ha un’espressione allarmata. स्पर्श श्रीवास्तव è in sella a una Royal Enfield rossa, addobbata con fili d’argento: la moto della dote è pronta per le nozze. Sullo sfondo, nella foschia, si stagliano cupole pallide contro il cielo.

Guardiamo di nuovo quel palo di altoparlanti alla luce della nuova stagione. Il villaggio aveva già un proprio sistema di comunicazione, visibile, controllabile e facile da spegnere. La torre lo sostituisce con un segnale che nessuno a Dhadakpur gestisce. La premessa lascia intuire che la battuta della seconda stagione riguardi meno la tecnologia che il diritto di diffondere le notizie in un posto dove tutti conoscono tutti, e cosa accade quando, alla fine, le chiacchiere hanno un’antenna a cui dare la colpa.

Chi torna a Dhadakpur

La regia è ancora affidata a सोनम नायर, su una sceneggiatura di अविनाश द्विवेदी e चिराग गर्ग, creatori della serie; producono सलोना बैन्स जोशी e शुभ शिवदासानी per la loro casa di produzione, Bombay Film Cartel. Il cast corale torna al completo. गजराज राव interpreta Banwari Jha, रेणुका शहाणे è Pushplata, स्पर्श श्रीवास्तव è Bhugol, भुवन अरोड़ा è Amavas, शिवानी रघुवंशी interpreta Roshni e यशपाल शर्मा torna nei panni di Mithlesh Kushwaha, il poliziotto del villaggio che si vanta di non averne bisogno.

La new entry è दिनेश लाल यादव, star del cinema e della musica bhojpuri, popolarmente noto come निरहुआ. Prime Video non ha rivelato quale personaggio interpreterà.

La torre non è l’unico filo narrativo della stagione. Secondo l’annuncio, Bhugol è diventato famoso in paese, ma la notorietà ha un prezzo. Roshni si prepara freneticamente all’esame SSC, la prova della Staff Selection Commission che apre le porte a un impiego nel governo centrale per milioni di giovani indiani, con Amavas al suo fianco. Questa trama legata all’esame è il contrappunto più discreto della stagione: una giovane donna cerca di andarsene seguendo la via più ufficiale possibile, mentre il villaggio intorno a lei si agita per un segnale.

रघुवंशी ha descritto Roshni come una persona spensierata e impulsiva, incline a mettere nei guai sé stessa e chi le sta intorno. श्रीवास्तव ha raccontato che la nuova stagione gli ha permesso di esplorare le contraddizioni di Bhugol e il suo lato imprevedibile. नायर ha detto che la serie occupa un posto speciale nel suo cuore. «L’affetto che il pubblico ci ha dimostrato per la prima stagione e il fandom che si è creato intorno alla serie sono stati una spinta incredibile, e sono certa che la seconda stagione verrà accolta con lo stesso entusiasmo», ha dichiarato.

राव ha espresso la promessa in termini più diretti. «La seconda stagione promette più caos, più sorprese e, naturalmente, lo stesso calore e la stessa ironia che hanno conquistato il pubblico nella prima», ha detto, aggiungendo che i personaggi e le loro difficoltà quotidiane parlano agli spettatori delle piccole città, delle metropoli e anche di fuori dall’India, benché tutta la vicenda sia ambientata in un piccolo villaggio.

Una piattaforma condivisa con «Panchayat»

Ogni commedia hindi ambientata in un villaggio e trasmessa in streaming su Prime Video viene inevitabilmente messa a confronto con «Panchayat», e «Dupahiya» invita al paragone: stessa piattaforma, stessa lingua, un villaggio con un proprio sarpanch e un proprio poliziotto. La differenza sta nel punto di partenza. «Panchayat» segue un forestiero assegnato a un ufficio di villaggio; «Dupahiya», a giudicare dalla sinossi, parte da una famiglia e lascia che sia l’orgoglio del paese a mettere in moto la trama. La serie si inserisce in una tradizione più ampia che comprende film come «Peepli Live» e «Laapataa Ladies», commedie rurali che usano un singolo evento assurdo per portare alla luce una reale pressione sociale.

La prima stagione ha diviso la critica senza allontanarla. शुभ्रा गुप्ता dell’«Indian Express» le ha assegnato tre stelle su cinque, definendola un intrattenimento familiare pulito e socialmente rilevante; la recensione del «Times of India» è stata più calorosa, mentre quella di NDTV ha giudicato forzata l’ironia in alcuni momenti. La dote al centro della stagione, una Royal Enfield Classic 350 pretesa dallo sposo, dava alla commedia un risvolto amaro: il premio che tutti inseguivano era un pagamento che la famiglia della sposa era stata costretta a versare.

La torre dà alla nuova stagione un risvolto diverso. Sul terreno di Banwari non è successo nulla di illegale. Il celebre record di Dhadakpur resta intatto. A cambiare è ciò che spaventa il villaggio, e la premessa suggerisce che il paese dovrà scoprire se un luogo che si misura in base ai crimini mai commessi sia in grado di affrontare una paura che non comparirà mai in un rapporto di polizia.

«Dupahiya», stagione 2: data di uscita, cast e dove vederla

La seconda stagione di «Dupahiya» debutterà su Prime Video il 1° ottobre 2026, in India e in oltre 240 Paesi e territori. È una produzione originale Prime in lingua hindi, diretta da सोनम नायर, ideata e scritta da अविनाश द्विवेदी e चिराग गर्ग, e ideata e prodotta da सलोना बैन्स जोशी e शुभ शिवदासानी per Bombay Film Cartel. Tornano गजराज राव, रेणुका शहाणे, स्पर्श श्रीवास्तव, भुवन अरोड़ा, शिवानी रघुवंशी e यशपाल शर्मा, mentre si aggiunge al cast दिनेश लाल यादव. I nove episodi della prima stagione, usciti nel marzo 2025, sono disponibili sulla piattaforma; l’annuncio non specifica il numero di episodi della nuova stagione.

«Dupahiya» è basata su una storia vera? No. Dhadakpur è un villaggio immaginario e la serie è una commedia originale creata per Prime Video.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

Tag: , , , , ,

Aggiungici su Google

Discussione

Ci sono 0 commenti.