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Primal Planet arriva su PS5 e Xbox: il metroidvania di un solo autore con un dinosauro in co-op

L'avventura preistorica senza dialoghi di Albert van Zyl porta su console il suo compagno dinosauro giocabile in cooperativa locale
Cassian Vale
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La maggior parte dei giochi sul proteggere una famiglia mette un’arma in mano all’eroe e lascia la famiglia ai filmati. Primal Planet, il metroidvania in pixel art realizzato quasi interamente da una sola persona, Albert van Zyl, che firma come Seethingswarm, trasforma il prendersi cura di qualcuno nel controller stesso: il piccolo dinosauro che trotterella alle calcagna del protagonista può passare in qualsiasi momento a un secondo giocatore seduto sullo stesso divano. Dopo aver conquistato la critica su PC, il gioco arriva ora su PlayStation e Xbox, portando quell’idea sulle macchine dove il gioco a schermo condiviso è ancora di casa.

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La premessa è pulp nel senso migliore. Il giocatore è un padre preistorico che cerca di tenere in vita la propria famiglia tra dinosauri, tribù selvagge e, alla fine, antichi alieni, una svolta che la pagina del negozio riassume con un’etichetta coniata apposta, il «dinovania». Quello che non è pulp è il modo di raccontarlo: la storia procede senza una sola parola di dialogo e si affida all’animazione, all’ambiente e al lento accumularsi di cose mostrate anziché dette. Combattimento, esplorazione, sopravvivenza e crafting confluiscono nel classico ciclo del metroidvania, dove ogni nuovo strumento riapre vecchi percorsi e una mappa che sembrava chiusa continua a dispiegarsi in silenzio.

A long-necked dinosaur silhouetted against an orange prehistoric sunset in Primal Planet
Image: Seethingswarm / Pretty Soon

È su quel ciclo che si è concentrata l’attenzione della critica su PC. L’annuncio dell’editore raccoglie gli elogi: Jared Petty di IGN lo ha collocato tra i giochi più affascinanti che abbia giocato dal 1982, sottolineandone «l’incredibile attenzione ai dettagli e la narrazione ambientale»; Shaun Prescott di PC Gamer ha scritto di essersi divertito più che con qualsiasi altra cosa giocata fino a quel momento dell’anno e che «la vera gioia di Primal Planet sta nel movimento»; Christian Donlan di Eurogamer si è soffermato sull’abbondanza di segreti. Il titolo di IGN lo ha detto nel modo più semplice: è il gioco che ti lascia abbracciare il tuo dinosauro.

Il design cooperativo è la dichiarazione più chiara di ciò a cui puntava van Zyl. Il dinosauro combatte accanto al padre che qualcuno impugni o meno il secondo controller; quando un amico, un partner o un figlio lo prende, eredita un compagno e non una copia dell’eroe, più piccolo, più rapido e legato al corpo più grande che ha accanto. L’editore lo descrive come un gioco sul prendersi cura di una persona vicina, e la struttura dà ragione alla frase: un giocatore protegge, l’altro è protetto, e a sua volta protegge.

A cave dweller fights an alien inside a high-tech chamber with a glowing portal in Primal Planet
Image: Seethingswarm / Pretty Soon

Primal Planet ha richiesto cinque anni di lavoro come progetto solista ed è pubblicato da Pretty Soon, etichetta indipendente polacca che lavora con sviluppatori solisti e piccoli team e che ha in catalogo Backpack Hero e Havendock. Le versioni console sono uscite il 28 ottobre su PlayStation 5 e Xbox Series X|S, al prezzo di 19,99 dollari, con uno sconto di lancio del 10% per gli abbonati PlayStation Plus e i giocatori Xbox. Il gioco è disponibile anche su PC tramite Steam e GOG, e su Nintendo Switch.

Per un genere costruito sulla solitudine, quella dell’esploratore isolato in un labirinto ostile, è una scelta silenziosamente radicale: la mappa è la stessa, ma nessuno è costretto a percorrerla da solo.

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