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Messico – Sudafrica: Raúl Jiménez si toglie il peso di una carriera, ma un 2-0 in nove non dimostra niente

Jack T. Taylor

Passata l’ora di gioco, Roberto Alvarado ha disegnato un cross sul secondo palo e Raúl Jiménez è salito a prenderlo: 35 anni, una carriera intera alle spalle e, da qualche parte dentro quella carriera, un cranio fratturato. Di testa ha firmato il secondo gol del Messico e il primo della sua vita ai Mondiali. Lo Stadio di Città del Messico, tutti gli 80.824 presenti, è esploso. Per un battito la serata è stata esattamente ciò che un Paese ospitante ordina: l’uomo giusto a sferrare il colpo decisivo. Poi la partita è tornata a essere ciò che era stata davvero: un 2-0 a un Sudafrica chiuso in nove, una vittoria che spiega molto meno di quanto pretenda il tabellone.

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Il Messico era partito come una squadra consapevole che un torneo intero la guardava. Al quinto minuto Jiménez costringeva Ronwen Williams alla respinta; al nono, Erik Lira strappava il pallone a Sphephelo Sithole a venti metri e Julián Quiñones lo infilava tra le gambe del portiere: primo gol del Mondiale 2026, di un giocatore che può indossare questa maglia solo da due anni. Quiñones ha colpito il palo. Ha lanciato Bryan Gutiérrez solo davanti alla porta, l’occasione si è spenta. El Tri era più rapido, più affilato, più affamato; per quarantacinque minuti gli è mancato soltanto il secondo gol.

Il Sudafrica era venuto a soffocare. Cinque dietro, tre in mezzo, Hugo Broos a chiedere ai suoi di sporcare la serata e di sopravvivervi. Hanno tenuto fino a quattro minuti dopo l’intervallo, quando Sithole ha atterrato Gutiérrez lanciato verso la porta ed è stato espulso. Il piano funzionava, alla sua maniera grigia, finché il suo stesso centrocampista non l’ha smontato. Da lì non è stata più partita. Contro dieci il Messico non aveva bisogno di coraggio: gli serviva freddezza. Non ne ha avuta abbastanza. Il colpo di testa di Jiménez ha messo al sicuro i punti, ma Williams ha tenuto dignitoso il risultato e gli ospiti, chissà come, erano ancora vivi.

I cartellini non si sono fermati: Themba Zwane espulso per un colpo al volto di Alvarado e, nel recupero, lo stesso capitano messicano César Montes a seguirlo per un intervento inutile su Khuliso Mudau, terzo rosso della serata e unica macchia di una prova per il resto controllata. Niente di tutto questo ha toccato il risultato. Ciò che resta è Jiménez. Cinque anni fa giaceva immobile su un prato di Premier League, il cranio fratturato; per qualche ora nera si è giocato più di una stagione. Gli avevano detto che chi sarebbe tornato sarebbe stato un giocatore minore. A 35 anni, alla prima da titolare in un Mondiale, ha continuato a farsi trovare quando i gol non arrivavano, ha preso l’unico pallone caduto pulito e l’ha colpito con la certezza di chi ha già perso più di un colpo di testa. Non è sentimentalismo: è il tratto che porta un attaccante fino a un Mondiale, il rifiuto di smettere di esserci.

Eppure. Togli la solennità e il Messico ha battuto nove uomini per due. Palo, occasioni nitide sprecate, un territorio che avrebbe comunque dominato, e uno spogliatoio uscito — a leggere chi gli sta vicino — un po’ contrariato di non aver vinto più largamente. Javier Aguirre, di nuovo sulla panchina del Messico per il terzo Mondiale, ha il risultato che ogni serata inaugurale pretende e il difetto che quel risultato nasconde: il dominio che non si concretizza è un’abitudine, e le abitudini viaggiano. Gli scontri a eliminazione non regalano due espulsioni. Non perdonano le occasioni che butti.

El Tri ha dunque la sua vittoria, la sua festa, il primo gol del torneo e l’uomo perfetto per segnare quello che pesava. Il Gruppo A è aperto, e tocca a lui guidarlo. Il Paese ospitante ha avuto l’esordio che sognava e l’eroe che meritava. Ciò che non ha avuto è una risposta all’unica domanda che conta, la più antica di questo sport e quella che il carattere da solo non ha mai sciolto: quando nessuno viene espulso, quando la porta non si apre da sé, il Messico sa buttarla giù? Giovedì ci ha dato il colpo di testa del sopravvissuto. Quella risposta, no.

Mondiali 2026 · Mexico City Stadium
Julian QUINONES 9'
RAÚL 67'
Mexico · 4-1-2-35-3-2 · South Africa
1Raul RANGEL
3Cesar MONTES ★
5Johan VASQUEZ
15Israel REYES
23J. GALLARDO
6Erik LIRA
8Alvaro FIDALGO
26Brian GUTIERREZ
9RAÚL
16Julian QUINONES
25Roberto ALVARADO
1WILLIAMS ★
6MODIBA
14Mbekezeli MBOKAZI
19Nkosinathi SIBISI
20MUDAU
21Ime OKON
4MOKOENA
13SITHOLE
23ADAMS
9Lyle FOSTER
15RAYNERS

Eventi della partita

⚽ Julian QUINONES
9'
17'
MOKOENA 🟨
🟨 Brian GUTIERREZ
23'
49'
SITHOLE 🟥
56'
Thalente MBATHA ↔ Lyle FOSTER 🔁
61'
Themba ZWANE ↔ Jayden ADAMS 🔁
🔁 Luis CHAVEZ ↔ Brian GUTIERREZ
66'
🔁 Gilberto MORA ↔ Alvaro FIDALGO
66'
⚽ RAÚL
67'
74'
Nkosinathi SIBISI 🟨
🔁 Edson ALVAREZ ↔ Erik LIRA
76'
🔁 Armando GONZALEZ ↔ Raul JIMENEZ
76'
76'
Evidence MAKGOPA ↔ Iqraam RAYNERS 🔁
76'
Oswin APPOLLIS ↔ Aubrey MODIBA 🔁
🔁 Alexis VEGA ↔ Julian QUINONES
79'
84'
ZWANE 🟥
🟥 Cesar MONTES
90'+2'

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