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John Simm, l’attore di Life on Mars che dopo Roy Grace sceglie il ruolo più scomodo

Penelope H. Fritz
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John Simm
John Simm
Photo: rodwey2004 from London, UK / CC BY 2.0, via Wikimedia Commons
Nascita10 luglio 1970
Leeds, England
ProfessioneAttore
Noto per24 Hour Party People, Human Traffic

La domenica sera, su ITV, John Simm è la presenza più rassicurante: il sovrintendente capo Roy Grace, un detective di Brighton che crede nelle prove e nella squadra che le raccoglie. Il suo prossimo ruolo teatrale sarà Ray in Blackbird di David Harrower, un uomo che ha scontato una pena detentiva per la relazione con una bambina e da allora vive sotto falso nome, finché lei non si presenta sul suo posto di lavoro da adulta e gli chiede di rendere conto del passato. Pochi attori passano da un personaggio all’altro con una disinvoltura così evidente, e la distanza che li separa è la chiave più utile per leggere l’intera carriera di Simm.

Questa doppia natura era presente fin dall’inizio. Il ruolo che lo ha reso famoso, Sam Tyler in Life on Mars, è quello di un detective della Manchester contemporanea catapultato nella polizia del periodo in cui era bambino: un uomo perbene, inorridito e al tempo stesso lentamente sedotto da quel mondo. Russell T Davies lo scelse poi per interpretare il Master in Doctor Who, e Simm trasformò il più antico nemico del Dottore in un guastatore euforico e ghignante, che sembrava godersi ogni secondo dei danni che provocava. Gli spettatori che si fidavano del suo volto nel primo ruolo restavano spiazzati da quanto facilmente potesse cambiare nell’altro.

John Ronald Simm è nato il 10 luglio 1970 a Leeds, primogenito di tre figli, ed è cresciuto spostandosi nel nord-ovest dell’Inghilterra, tra Blackpool, Burnley, Colne, Manchester e Nelson. La musica è arrivata per prima. A dodici anni cantava e suonava la chitarra accanto a Ronald Simm, il musicista di Manchester che credeva fosse suo padre, sui palchi dei club frequentati dai lavoratori. Brian Wellock, insegnante di recitazione alla Edge End High School di Nelson, lo spinse verso la recitazione; nel 1986 seguì un corso di arti performative al Blackpool and The Fylde College, con alcuni musical al Grand Theatre della città che gli fecero capire che i musical non facevano per lui. Recitò in Billy Liar e Amadeus con una compagnia amatoriale, poi a diciannove anni si trasferì a Londra per studiare al Drama Centre, dove si seguiva il metodo Stanislavskij.

Gli esordi televisivi furono il consueto apprendistato: il debutto in Rumpole of the Bailey nel 1992, uno psicopatico in The Bill, il ruolo da protagonista nella sitcom della BBC Men of the World. Il primo ruolo che il pubblico ricorda arrivò nel 1995 con Cracker, in cui interpretava Bill Preece, un adolescente segnato dalla vita. Debuttò al cinema con Boston Kickout e a teatro con Goldhawk Road di Simon Bent al Bush Theatre. Jimmy McGovern gli affidò poi il ruolo principale in The Lakes e nel 1999 Simm diventò il volto di una generazione di clubber interpretando Jip in Human Traffic; nello stesso anno fu Eddie in Wonderland di Michael Winterbottom.

La prima metà degli anni Duemila definì la sua immagine sullo schermo. Fu Raskolnikov in Delitto e castigo della BBC e Bernard Sumner dei New Order in 24 Hour Party People, una parte adatta a un chitarrista che aveva fatto gavetta. In State of Play di Paul Abbott, nel 2003, interpretò Cal McCaffrey, un giornalista la cui lealtà nei confronti di un vecchio amico in Parlamento continua a compromettere il suo lavoro. Life on Mars arrivò nel 2006 e gli valse una candidatura ai BAFTA come miglior attore, senza però portargli il premio. A teatro, la versione di Elling firmata da Simon Bent passò dal Bush al West End e gli procurò una candidatura agli Olivier. Poi arrivò il Master, in tre episodi nel 2007, nello speciale The End of Time e di nuovo nel 2017.

La versione di Simm entrata nell’immaginario collettivo è quella di Life on Mars, e a ben guardare è meno lusinghiera di quanto sembri. Quando la BBC proseguì quel mondo con Ashes to Ashes, la serie andò avanti senza di lui, e il personaggio sopravvissuto al format fu Gene Hunt, interpretato da Philip Glenister, il prepotente con cui Sam Tyler era stato chiamato a scontrarsi. Le sue esperienze americane andarono peggio. Intruders, thriller di BBC America girato a Vancouver, fu cancellato dopo una sola stagione, mentre The Catch di ABC, una serie movimentata targata Shondaland in cui passò da ruolo ricorrente a membro fisso del cast, venne cancellata dopo la seconda stagione. I fatti suggeriscono una lettura netta: per esprimere appieno le sue sfumature, Simm ha avuto bisogno delle istituzioni britanniche, dalla divisione fiction della BBC alla fascia domenicale di ITV, fino ai palcoscenici sovvenzionati di Sheffield e Chichester.

All’interno di queste istituzioni, il suo lavoro è stato sempre ambizioso. Nel 2010 ha interpretato Amleto allo Sheffield Crucible, poi è tornato più volte a Pinter: con Betrayal, The Hothouse accanto a Simon Russell Beale e nel ruolo di Lenny in una versione per il cinquantesimo anniversario de Il ritorno a casa, diretta da Jamie Lloyd. Sullo schermo è arrivato il thriller di Sky Mad Dogs, con Glenister, Marc Warren e Max Beesley; poi una seconda candidatura ai BAFTA per Exile, accanto a Jim Broadbent e Olivia Colman, Everyday di Michael Winterbottom, girato nell’arco di cinque anni, e il thriller di ITV sulla caccia a un uomo, Prey, che gli è valso un premio della Royal Television Society North West. In Collateral ha interpretato un deputato laburista accanto a Carey Mulligan e nel 2019 è stato Macbeth a Chichester.

Le indagini di Roy Grace è iniziata nel 2021: Russell Lewis ha adattato i romanzi ambientati a Brighton di Peter James trasformandoli in casi della durata di un lungometraggio, e la serie è diventata uno dei successi più affidabili di ITV. La sesta stagione, composta da quattro film e iniziata il 29 marzo 2026, ha esordito con quasi sei milioni di spettatori e si è conclusa con il rapimento al matrimonio di Roy Grace e Cleo Morey. Il 22 aprile ITV ha confermato una settima stagione, con il ritorno di Richie Campbell e Zoë Tapper; le riprese sono iniziate pochi giorni dopo. Parallelamente, Simm interpreta Gray Wright, un produttore musicale in declino e uno dei figli di un patriarca assassinato, in I, Jack Wright di Chris Lang, trasmessa per la prima volta su U&Alibi nel 2025, approdata quest’anno su BBC One e già destinata a una seconda stagione. Nel 2024 è stato Scrooge in Canto di Natale di Jack Thorne all’Old Vic.

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La chitarra non è mai uscita di scena. Tra gli anni Novanta e i primi Duemila ha scritto e suonato nei Magic Alex, la band che ha fatto da spalla agli Echo & the Bunnymen in due tournée britanniche; ha suonato in Slideling di Ian McCulloch e nel 2002 ha cantato «Digital» dei Joy Division con i New Order a Finsbury Park. Dal 2004 è sposato con l’attrice Kate Magowan, sua compagna sullo schermo in 24 Hour Party People e Exile; hanno due figli. Nel 2024 ha fatto un test del DNA per la serie di ITV DNA Journey, insieme a Glenister, e ha scoperto che Ronald Simm non era il suo padre biologico. Ha lasciato che l’episodio andasse in onda.

Blackbird sarà in scena all’Ustinov Studio del Theatre Royal Bath dal 4 febbraio al 6 marzo 2027, con la regia di Matthew Dunster, mentre la settima stagione de Le indagini di Roy Grace è attesa su ITV il prossimo anno. Più dell’ordine, conta l’accostamento: il detective che ristabilisce l’ordine la domenica sera e un uomo a cui il testo non permette di concedere il perdono.

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