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Gaite Jansen, l’attrice olandese che vuole scrivere e dirigere il suo film

Penelope H. Fritz
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Gaite Jansen
Gaite Jansen
Photo: Vera de Kok / CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Nascita25 dicembre 1991
Rotterdam, Paesi Bassi
ProfessioneAttrice e scrittrice
Noto perBabygirl, Sonny Boy, Happy Ending – Il segreto della felicità

Fuori dai Paesi Bassi, Gaite Jansen compare spesso ai margini della storia di qualcun altro. In Peaky Blinders era la granduchessa russa coinvolta con Tommy Shelby, interpretato da Cillian Murphy; in Jett – Professione ladra, la prostituta dal cuore tenero che gravita attorno al personaggio di Carla Gugino; in Babygirl, è apparsa in poche scene accanto a Nicole Kidman. In patria, invece, è lei a reggere i film: quest’anno uno di questi, PAAZ, ha riempito le sale per poi restare per settimane nella top ten di Netflix. Nel frattempo ha anche scritto: il suo primo romanzo è nato da una sceneggiatura che avrebbe voluto dirigere. La domanda che oggi si pone la sua carriera è se l’attrice che da vent’anni abita le sceneggiature altrui stia per cominciare a scriverne una sua.

Il suo nome, Gait, è maschile: viene dall’Overijssel, terra d’origine di suo padre, e quando è nata è stata aggiunta una -e. Gaite Sara Kim Jansen è cresciuta a Rotterdam, dove è nata il giorno di Natale, e ha calcato il palcoscenico fin da piccola: a sei anni si è iscritta alla Jeugdtheaterschool Hofplein dopo aver visto gli attori di Sesamstraat e aver desiderato fare quello che facevano loro. I suoi genitori non volevano un’attrice bambina in casa. Lei non era d’accordo e ha continuato a lavorare durante gli anni delle superiori, in una scuola steineriana a Zeist.

La formazione non fu affatto morbida. Da giovane attrice si è trovata di fronte a critiche dure, capaci di demolire, e in seguito ha detto di considerare quel metodo sbagliato per insegnare a chiunque. Ha comunque proseguito gli studi alla Toneelacademie Maastricht, dove si è formata dal 2010 al 2014, quando aveva già alle spalle una carriera sullo schermo che molti studenti di recitazione avrebbero invidiato.

La carriera era decollata sul serio nel 2009, quando aveva 17 anni, con Lover of Loser, adattamento di un romanzo per ragazzi di Carry Slee che lei ha definito il suo trampolino di lancio, e con una parte in Happy End di Frans Weisz, uscito nello stesso anno. Nella serie drammatica In therapie ha interpretato Sophie, una giovane ginnasta con pensieri suicidi, ottenendo una candidatura ai Beeld en Geluid Award. Poi è arrivato 170 Hz, il film del 2011 di Joost van Ginkel su due adolescenti sordi che si innamorano, nel quale Jansen interpreta Evy e parla perlopiù in lingua dei segni olandese. Il ruolo le è valso una candidatura al Golden Calf come miglior attrice. Con Supernova di Tamar van den Dop è arrivato un altro ruolo da protagonista e un posto nella sezione Generation della Berlinale del 2014.

Nello stesso anno è entrata a far parte della Toneelgroep Amsterdam, interpretando Ofelia in Hamlet vs Hamlet di Guy Cassiers. L’offerta di vestire i panni della granduchessa Tatiana Petrovna nella terza stagione di Peaky Blinders, trasmessa nel 2016, ha segnato la fine della sua esperienza nella compagnia; per circa due anni e mezzo ha vissuto in parte a New York, godendosi l’anonimato. Nel 2017 è arrivato un ruolo nella quarta stagione di Line of Duty e, nel 2019, Sebastian Gutierrez l’ha scelta per interpretare Phoenix in Jett – Professione ladra, la sua serie crime per Cinemax con protagonista Carla Gugino. Gutierrez l’ha poi diretta di nuovo, accanto a Gugino, nel thriller Peacock Leopard Skin. In patria, Jansen era una presenza fissa di Hollands Hoop nel ruolo di Talia Chanti.

È qui che il racconto ordinato di un’attrice olandese diventata internazionale si fa meno lusinghiero. Scorrendo uno dopo l’altro i crediti in lingua inglese, emerge uno schema: l’aristocratica in esilio, la prostituta, l’europea in una storia pulp americana, il cameo nel film di un’amica. Le parti secondarie, spesso definite dalla sua estraneità o dal desiderio, l’hanno resa riconoscibile all’estero. I ruoli da protagonista, quelli in cui costruisce un personaggio lungo un intero film, sono in olandese e molti di loro hanno viaggiato ben poco. Jansen ha detto lei stessa che 170 Hz, il film che l’ha fatta conoscere in patria, non l’ha visto quasi nessuno. Persino il suo più grande successo olandese non è esente da contestazioni. De Volkskrant ha assegnato a PAAZ quattro stelle, scrivendo che Jansen trova il tono giusto nel ruolo di una paziente. Binge.nl ha giudicato caricaturali i personaggi del romanzo autobiografico di Myrthe van der Meer e bizzarra la rappresentazione dell’assistenza psichiatrica. Jansen è il volto di entrambe le letture.

La scrittura procede in parallelo a tutto questo e l’accompagna da quando recita. Scrive poesie dall’età di sei anni. A New York ha pubblicato Learning How to Speak, scritto rubriche per Elle e, durante la pandemia, diretto un cortometraggio, Beast. Nel 2023 la casa editrice Hollands Diep ha pubblicato Ode aan de onstilbare / Ode to the Insatiable, una raccolta bilingue in olandese e inglese dedicata al suo ex compagno, il regista Mees Peijnenburg. Il suo romanzo d’esordio, Het lichaam is onschuldig, è uscito nell’ottobre 2025. Racconta di una ballerina olandese a New York che cade sotto l’incantesimo di un celebre coreografo di vent’anni più grande. Jansen ha passato circa un anno a cercare di far funzionare la storia come sceneggiatura perché, come ha raccontato all’agenzia di stampa olandese ANP, le piacerebbe molto scrivere e dirigere un lungometraggio; l’ha trasformata in un romanzo quando il suo editore, Elco Lenstra, gliel’ha suggerito durante un pranzo.

Nel 2024 ha recitato in alcune scene con Nicole Kidman in Babygirl, diretto dalla sua amica Halina Reijn, e ha interpretato la figlia di Nick Frost e Alicia Silverstone nella commedia Krazy House. Prima, nel 2023, era stata protagonista del film Netflix Happy Ending – Il segreto della felicità di Joosje Duk. Nel gennaio 2025 è entrata nel cast della serie crime di Videoland Safe Harbor, accanto ad Alfie Allen, Charlie Murphy e Jack Gleeson. A dicembre il pubblico tedesco l’ha conosciuta nei panni di Lynn de Baer, commissaria olandese che affianca Thorsten Falke, interpretato da Wotan Wilke Möhring, in un Tatort in due parti sulla criminalità organizzata al confine tra Paesi Bassi e Germania. Il critico di t-online l’ha definita il centro emotivo della storia. Lo stesso caso è arrivato al pubblico olandese con la miniserie in quattro parti Tatort: Over Grenzen, la prima coproduzione olandese-tedesca nella storia del franchise, in onda su NPO 1 dal 2 agosto 2026.

https://www.youtube.com/watch?v=L27F3XzD1N0

PAAZ, diretto da Anne de Clercq e uscito nel febbraio 2026, è il film che ha messo il suo nome sopra il titolo. Jansen interpreta Emma, una ventinovenne che sembra avere tutto sotto controllo finché non viene ricoverata nel reparto psichiatrico di un ospedale generale e insiste che si tratti di un errore. A maggio il film aveva superato i 100.000 spettatori, conquistando un Golden Film che Jansen ha ritirato insieme a De Clercq. A giugno è arrivato su Netflix e, all’inizio di luglio, aveva trascorso quattro settimane consecutive nella top ten olandese. In inglese il film è noto con il titolo Honestly, I’m Fine.

Vive nello Spaarndammerbuurt, ad Amsterdam. Dopo Tatort: Over Grenzen non sono stati annunciati nuovi ruoli sullo schermo. La questione aperta più interessante è quella di cui ha parlato lei stessa: un lungometraggio scritto e diretto da lei. Il romanzo è stato la sceneggiatura che ancora non riusciva a funzionare. Il prossimo tentativo potrebbe non aver bisogno della sceneggiatura di qualcun altro.

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