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The Crow: un reboot di grande impatto visivo, ma dal ritmo lento

Martin Cid
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Le strade di Praga, fradice di pioggia, brillano sotto i neon di una città in rovina; un uomo risorge dalla morte e dispiega le ali contro il cielo notturno. È l’immagine d’apertura di The Crow (2024), il film di Rupert Sanders che ostenta le proprie influenze gotiche. Ispirato alla serie a fumetti di culto di James O’Barr, il reboot vede Bill Skarsgård nei panni di Eric, un uomo riportato in vita per vendicare il proprio omicidio e quello della fidanzata Shelly, interpretata da FKA twigs. Le premesse per un’elegante storia di vendetta dalle tinte cupe ci sono tutte, ma l’adattamento di Sanders fatica a liberarsi della lunga ombra proiettata dal suo predecessore.

The Crow (1994) è stato un film spartiacque, un connubio di horror, azione e romanticismo che ha catturato lo spirito degli anni Novanta con la sua estetica sporca e il suo nucleo emotivo. È un livello difficile da raggiungere, e la versione di Sanders inciampa quasi subito. La prima metà del film è una lunga fatica e impiega fin troppo tempo a mantenere la promessa della scena iniziale. Invece di tuffarsi a capofitto nella fantasia di vendetta che lascia intravedere, The Crow (2024) si impantana tra spiegazioni e premesse, accumulando personaggi e snodi narrativi che, oltre ad allungare la durata, servono a ben poco.

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Uno dei pochi momenti luminosi di questa parentesi altrimenti fiacca è la scena dell’opera. Una sequenza visivamente straordinaria, che fonde horror e azione con sensibilità gotica e mette in mostra la capacità di Sanders di costruire immagini d’impatto. La colonna sonora, con brani di artisti come Ozzy Osbourne e Gary Numan, aggiunge una sfumatura industriale che ben si accorda con l’estetica oscura del film. La scena quasi ripaga l’attesa, ma non basta a riscattare il resto della prima metà.

Le interpretazioni in The Crow (2024) sono altalenanti. Skarsgård, noto per aver dato vita a un Pennywise da brividi in It, porta in Eric un’intensità simile. Alla sua prova, però, mancano il carisma e la profondità necessari a reggere il film. Il passaggio di Eric da amante in lutto a spettro vendicativo risulta vuoto: una successione di sguardi torvi e scatti violenti che non si compone mai in un personaggio davvero compiuto. Skarsgård è penalizzato da una sceneggiatura che fatica a bilanciare i temi dell’amore, della perdita e della redenzione con gli elementi più gratuiti e morbosi.

FKA twigs, dal canto suo, conferisce a Shelly un’intensità viscerale. La sua interpretazione è uno dei punti di forza del film: una presenza spettrale che continua a farsi sentire ben oltre la morte prematura del personaggio. Come accade a Skarsgård, però, anche lei è penalizzata da una sceneggiatura che non offre al suo personaggio la profondità e l’evoluzione che meriterebbe.

Il resto del cast se la cava a malapena meglio. Danny Huston gigioneggia nei panni di Vincent Roeg, il principale antagonista del film, ma la sua prova è più sopra le righe che minacciosa. Josette Simon, Laura Birn, Sami Bouajila, Karel Dobrý e Jordan Bolger offrono tutti interpretazioni poco memorabili; i loro personaggi si riducono a figure prive di spessore, al servizio della trama.

Il difetto più grave del film è l’incostanza del tono. The Crow (2024) oscilla tra horror gotico, fantasy soprannaturale e thriller d’azione e vendetta, senza mai trovare un’identità coerente. Questo continuo sbalzo di tono è accentuato da una sceneggiatura che fatica a conciliare i temi dell’amore, della perdita e della redenzione con gli elementi più gratuiti e morbosi.

Nonostante i suoi difetti, The Crow (2024) non è privo di momenti brillanti. Lo stile visivo colpisce senza dubbio: Sanders combina effetti pratici e CGI per dare forma a un mondo da incubo. Le sequenze d’azione, quando finalmente arrivano, sono coreografate con brutale efficacia e rendono omaggio all’estetica ruvida del film originale.

Questi momenti, tuttavia, non bastano a sottrarre The Crow (2024) al suo destino: quello di un’occasione mancata e deludente. Ha le basi per essere un grande film, ma Sanders e la sua squadra non riescono a dargli vita in modo da rendere giustizia al materiale di partenza o da sostenerlo con meriti propri. La pessima accoglienza e il flop al botteghino sono più che meritati e testimoniano i numerosi difetti dell’opera.

The Crow (2024) è un film per i fan più accaniti della serie originale, disposti a farsi strada tra passaggi noiosi e un tono discontinuo pur di scovare qualche rara gemma.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

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