Cinema

The Abandoned: un thriller crime avvincente, ma con una critica sociale poco sviluppata

Veronica Loop
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La prima inquadratura di The Abandoned indugia sulla superficie torbida di un fiume, dove un cadavere galleggia come un’increspatura minacciosa sull’acqua. È il thriller crime di Tseng Ying-ting, un film che lascia che il trauma della protagonista, l’agente di polizia Wu Jie (Ning Chang), sommerga la trama investigativa. La storia costruisce un mistero attorno alle pratiche di sfruttamento del lavoro a Taiwan, ma inciampa nel tentativo di conciliare la riflessione sociale con un’indagine per omicidio.

Il film trova i suoi punti di forza nella tensione atmosferica e nell’interpretazione viscerale di Ning Chang. Nei panni di Wu Jie, Chang restituisce una presenza tormentata e angosciata, che fa da perno all’intera pellicola. Le luci cupe e i primi piani serrati scelti dal regista accrescono il senso di inquietudine: ogni sguardo di Yu An-shun, che interpreta Fan Chang-fu, sembra carico di minaccia.

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Eppure The Abandoned perde colpi quando prova a tenere insieme i suoi due filoni narrativi: il giallo e la critica sociale. Il ritmo procede a singhiozzo, alternando il meticoloso lavoro della polizia a flashback che confondono il confine tra passato e presente di Wu Jie. Ethan Juan, nel ruolo di Lin You-sheng, offre un solido sostegno, ma il suo personaggio resta poco approfondito, ridotto a espediente narrativo anziché diventare un alleato a tutto tondo. La denuncia delle pratiche lavorative a Taiwan è coraggiosa, ma spesso finisce per mettere in ombra il mistero, lasciando che la soluzione arrivi in fretta.

La regia di Tseng Ying-ting è sicura nei momenti di suspense, ma la struttura del film risente di una scarsa coesione. Il passaggio da un genere all’altro — dramma, giallo, crime e thriller — produce bruschi strappi di tono. Una scena particolarmente riuscita, in cui Wu Jie affronta un sospettato in un vicolo immerso nella penombra, è carica di tensione; momenti del genere, però, sono troppo pochi e troppo distanti tra loro.

The Abandoned è un film composto da elementi intriganti che, però, non riescono a fondersi in un insieme davvero soddisfacente. Le interpretazioni, soprattutto quella di Ning Chang, sono abbastanza coinvolgenti da tenere viva l’attenzione, ma la struttura frammentata e il ritmo disomogeneo della narrazione ne frenano il potenziale. Tseng Ying-ting dimostra di saper creare momenti tesi e suggestivi, ma alla fine il film sembra raccontare due storie che faticano a convivere.

Per chi ama i crime drama psicologici incentrati sui traumi dei personaggi, The Abandoned offre alcuni momenti appaganti. Chi cerca invece un mistero dalla trama compatta o una fusione armoniosa tra commento sociale e convenzioni di genere potrebbe restare deluso. L’attenzione del film alle pratiche lavorative a Taiwan è attuale e pertinente, ma la realizzazione non ha la sfumatura necessaria per integrare davvero questo tema nel mistero centrale dell’omicidio.

Rispetto ad altri thriller crime recenti, The Abandoned non raggiunge la coesione di film come Past Lives, capace di bilanciare con successo il dramma personale e i temi sociali più ampi. The Killer di Fincher, per esempio, mantiene una concentrazione assoluta sul percorso del protagonista ed evita quei cambi di tono che penalizzano The Abandoned. Ciò non toglie che il film di Tseng Ying-ting abbia momenti di autentica brillantezza, soprattutto nell’uso delle luci e del suono per creare un’atmosfera opprimente.

L’interpretazione di Ning Chang è l’elemento più riuscito del film. Il modo in cui dà voce al tormento interiore di Wu Jie è sfumato e coinvolgente, e rende il suo personaggio uno degli aspetti più memorabili di The Abandoned. Il cast di supporto, pur senza lasciare lo stesso segno, contribuisce alla tensione complessiva. Lin You-sheng, interpretato da Ethan Juan, è una presenza solida, mentre Fan Chang-fu, a cui dà volto Yu An-shun, emana un senso latente di pericolo che tiene lo spettatore sul filo.

Merita una menzione anche la fotografia, capace di trasmettere umori e atmosfere. Il gioco di ombre e le inquadrature strette creano una sensazione di claustrofobia, accentuando i momenti di suspense. Il montaggio, tuttavia, avrebbe tratto beneficio da una struttura più coesa: i frequenti passaggi tra passato e presente talvolta interrompono il flusso della narrazione.

The Abandoned non è privo di difetti, ma offre abbastanza elementi interessanti da meritare attenzione. Le interpretazioni, in particolare quella di Ning Chang, sono solide e la regia di Tseng Ying-ting rivela una notevole capacità di costruire scene tese e suggestive. Anche se il film fatica a bilanciare efficacemente i suoi due filoni narrativi, può comunque regalare un’esperienza appagante a chi è disposto a confrontarsi con i suoi temi e i suoi personaggi.

Per chi è attratto dai crime drama che puntano sulla profondità psicologica e sulla riflessione sociale, vale la pena vedere The Abandoned. Chi invece cerca un mistero dalla trama ben calibrata o una fusione fluida tra generi potrebbe trovarlo carente. L’esplorazione delle pratiche lavorative a Taiwan aggiunge un livello di attualità che distingue il film dai thriller crime più convenzionali.

In definitiva, The Abandoned è un film fatto di elementi intriganti che non riescono del tutto a comporsi in un insieme soddisfacente. I suoi punti di forza sono le interpretazioni e la regia atmosferica, ma la struttura narrativa e il ritmo finiscono per limitarlo.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

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