Cinema

Rachel Griffiths entra in «Wentworth: Halfway Home»: lo spin-off di Binge punta sul prestigio

Molly Se-kyung

Wentworth ha impiegato otto stagioni per dimostrare che il dramma carcerario australiano poteva viaggiare – una rivisitazione snella di Prisoner che ha trasformato un cast di relativi sconosciuti in uno dei marchi più esportabili di Foxtel, prima di chiudere le porte delle celle nel 2021. Il suo revival si basa sull’istinto opposto. Invece di creare nuove star, Wentworth: Halfway Home ne importa una già pronta, regalando allo spin-off di Binge quel tipo di firma di prestigio che dice a un mercato dello streaming affollato che si tratta di event television, non di riempitivo di catalogo.

Come riportato per primo da Deadline, Rachel Griffiths si è unita al cast nel ruolo di Moira, una nuova arrivata affascinante alla Sal’s Halfway House. Griffiths è esattamente il pedigree di cui il franchise non aveva mai avuto bisogno prima: una vincitrice di un Golden Globe per Six Feet Under, una candidata all’Oscar per Hilary and Jackie, e – per un pubblico nazionale – per sempre la sposa fuggitiva di Muriel’s Wedding. Sophie Lowe (Beautiful Kate, Blow the Man Down) si unisce a lei nei panni di Sam, approfondendo un cast che ora mescola fedeli del franchise con sangue nuovo.

L’upgrade di prestigio si aggiunge al fan service. Nicole da Silva torna nel ruolo di Franky Doyle e Katrina Milosevic in quello di Susan ‘Boomer’ Jenkins – due delle detenute più amate della serie – con Kate Box di nuovo nei panni di Lou Kelly. La trama sposta il dramma oltre le mura: appena messa in libertà condizionale, Boomer arriva alla casa di mezzo determinata a riconquistare l’affidamento di sua figlia, fino a quando non compare un cadavere e una casa piena di ex detenuti diventa una casa piena di sospetti. È un abile perno strutturale, che scambia la gerarchia del cortile del carcere che alimentava l’originale con un whodunit che mantiene la stessa claustrofobia.

Per Binge, la logica è la mossa più affidabile dell’era dello streaming: rilanciare una proprietà intellettuale collaudata, poi spendere per un nome che giustifichi il revival. Impegnato in una lotta per gli abbonati con Netflix e Stan, la piattaforma di Foxtel scommette che un franchise domestico con un pubblico già pronto – affinato da un casting di prestigio – sia il modo in cui un servizio locale crea eventi imperdibili. Fremantle Australia produce, con investimenti da Foxtel e Screen Australia, la stessa impalcatura pubblico-privata che sostiene gran parte dei drammi esportabili del paese.

Le riprese sono in corso a Melbourne da fine luglio, con la serie prevista su Binge e Foxtel entro la fine dell’anno. Se avrà successo, Foxtel avrà dimostrato il valore del suo catalogo passato nel modo più letterale possibile – facendo entrare i suoi detenuti più famosi in un nuovo indirizzo e facendo pagare l’ingresso.

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