Cinema

Noi, un po’ meglio su Netflix: Giannetta non ha mai voluto figli, Germano sì, e provano ad adottare

Molly Se-kyung
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«Noi, un po’ meglio», la commedia romantica italiana che Daniele Luchetti ha realizzato per Netflix, parte da una coppia che, sulla carta, non dovrebbe funzionare. Simone, interpretato da Elio Germano, è un uomo metodico, con un forte senso della famiglia. Lucia, interpretata da Maria Chiara Giannetta, è indipendente, allergica alle convenzioni e da sempre contraria alla maternità. Il film non li fa lasciare per questo. Li accompagna verso l’adozione di un bambino.

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È su questa scelta che poggia l’intero film. Una coppia in disaccordo sui figli può discutere in privato per anni; una gravidanza, cercata o meno, chiude la questione per via biologica. L’adozione, invece, non risolve nulla da sola. È un percorso verso la genitorialità in cui due persone devono scegliere insieme, dichiarandolo apertamente, e continuare a farlo; il disaccordo non può più restare confinato all’interno della relazione. Il titolo italiano, «Noi, un po’ meglio», dà un nome al compromesso. Non una coppia perfetta, ma una coppia che prova a migliorarsi quanto basta per meritare la fiducia di un bambino.

Una trattativa senza clausola finale

La sinossi ufficiale accompagna il loro amore con una colonna sonora: «una negoziazione continua, meticolosa e divertente su ogni cosa». È il motore comico del film, e ha radici lontane. Da decenni la commedia italiana si nutre di coppie trasformate in comitati permanenti incapaci di raggiungere il numero legale. Qui, però, cambia ciò che è in gioco. Discutere di dove vivere o di chi debba ospitare il pranzo di Natale è materiale da sitcom. Discutere se uno dei due desideri davvero il bambino che entrambi stanno chiedendo di poter adottare dà vita a tutt’altro tipo di scena.

Lucky Red, che ha prodotto il film, lo descrive come una commedia sentimentale sul confronto con le proprie paure e i propri desideri, nel tentativo di essere se stessi, un po’ meglio. Sulla carta, la paura appartiene a Lucia e il desiderio a Simone. La premessa lascia aperto il dubbio su chi abbia più da perdere una volta avviato il percorso: è proprio in questa incertezza che la commedia trova spazio per funzionare.

Luchetti e Germano, al quinto film insieme

È il quinto film che Luchetti e Germano realizzano insieme, e il loro percorso conta. Mio fratello è figlio unico mette due fratelli l’uno contro l’altro sullo sfondo dei decenni politici italiani. La nostra vita è stato l’unico film italiano in concorso a Cannes quell’anno, e Germano ha condiviso il premio per il miglior attore con Javier Bardem per il ruolo di un operaio edile che cerca di tenere uniti i figli dopo la morte della moglie. Poi è arrivato Io sono Tempesta, una commedia sociale al fianco di Marco Giallini, e in seguito Confidenza, tratto dal romanzo di Domenico Starnone.

In tutti questi film Luchetti ha continuato a raccontare uomini messi sotto pressione dalla vita familiare. «Noi, un po’ meglio» porta quella tensione nella commedia e affida a Germano il ruolo convenzionale, quello dell’uomo che desidera una famiglia. È il suo personaggio, non quello di lei, a sostenere la posizione che una commedia romantica di solito premia. Il casting annuncia subito questo ribaltamento di chi rappresenta la parte «normale».

Giannetta è la novità. Il pubblico italiano la conosce grazie alla prima serata di Rai: con il ruolo di Anna Olivieri in Don Matteo è diventata la prima donna a interpretare una capitana dei Carabinieri, e ha poi ottenuto il suo primo ruolo da protagonista in Blanca. Gran parte della copertura italiana dell’annuncio si è concentrata proprio sul passaggio: un volto della fiction del servizio pubblico approda su Netflix. Affidarle il ruolo della donna che rifiuta la maternità significa schierare dalla parte che le storie d’amore sullo schermo tendono a dipingere come un ostacolo un’attrice seguita da un pubblico familiare.

Attorno alla coppia si raccoglie un cast italiano ben noto: Ilaria Spada, Filippo Nigro, Anna Bonaiuto, Dajana Roncione, Caterina Guzzanti, Jacopo Olmo Antinori e Francesca Romana De Martini. La sceneggiatura è firmata da Enrico Audenino, Davide Lantieri e Serena Patrignanelli insieme a Luchetti. Le musiche sono di Andrea Laszlo De Simone, cantautore torinese premiato con un César per la colonna sonora di The Animal Kingdom, mentre la fotografia è affidata a Ivan Casalgrandi.

La protagonista che non vuole figli

Il film trova un riscontro immediato nella realtà. Scegliere di non avere figli è ormai una posizione dichiarata apertamente, e l’Italia ha uno dei tassi di natalità più bassi d’Europa: la domanda su chi desideri dei figli diventa così una questione nazionale, non più soltanto privata. Una donna che dice no alla maternità non deve più per forza essere una battuta o un monito. Può essere la protagonista. La domanda più difficile, quella a cui punta questa premessa, è che cosa succede a quel no quando la persona che ami continua a dire sì.

«Noi, un po’ meglio» si inserisce anche in una tradizione ben nota al cinema italiano: la commedia di coppia come radiografia sociale, sulla scia di Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese, dove una cena tra amici si trasforma in un esame di ogni matrimonio seduto a tavola. Qui il film aggiunge una parte esterna. In una commedia ambientata a cena, alla coppia basta riuscire a sopravvivere a se stessa. In una storia di adozione, prima o poi qualcun altro dovrà decidere se i due sono pronti.

Prima il festival, poi Netflix

Il calendario d’uscita mette al primo posto il festival. Prima di arrivare su Netflix, il film sarà presentato fuori concorso nella sezione Grand Public della Festa del Cinema di Roma: un percorso che offre a un titolo destinato allo streaming il tappeto rosso e le prime reazioni del pubblico di casa, prima di renderlo disponibile agli abbonati. È anche il primo film di Luchetti per la piattaforma. Per Netflix, una commedia romantica italiana con un protagonista premiato a Cannes e una star della Rai è esattamente il tipo di titolo locale che può viaggiare oltre i confini nazionali con un nome inglese.

Due persone incapaci di accordarsi sul desiderio di avere un figlio stanno per chiedere che venga affidato loro un bambino. Il titolo del film indica l’obiettivo: «un po’ meglio». Ma basterà migliorare un po’, per la coppia o per chi dovrà giudicarla? È la domanda che la premessa mette sul tavolo e che non può risolvere prima della scena iniziale.

«Noi, un po’ meglio»: data di uscita, cast e dove vederlo

«Noi, un po’ meglio» debutta su Netflix il 29 ottobre 2026. Prima sarà presentato fuori concorso nella sezione Grand Public della 21ª Festa del Cinema di Roma, in programma dal 13 al 25 ottobre. La regia è di Daniele Luchetti; Elio Germano interpreta Simone e Maria Chiara Giannetta Lucia, con Ilaria Spada, Filippo Nigro, Anna Bonaiuto, Dajana Roncione e Caterina Guzzanti nel cast. È una produzione Lucky Red, girata in italiano e distribuita a livello internazionale con il titolo «Noi, un po’ meglio». Netflix non ha ancora annunciato la durata.

È tratto da una storia vera o da un libro? Nei materiali ufficiali non si fa riferimento né all’una né all’altro: il film è accreditato come sceneggiatura originale di Enrico Audenino, Davide Lantieri e Serena Patrignanelli con Luchetti.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

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