Cinema

Narciso di Marcelo Martinessi trasforma uno scandalo sepolto del Paraguay in corsa all’Oscar

Veronica Loop
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Un cantante radiofonico torna da Buenos Aires con il rock and roll nella voce, e un regime militare che governa Asunción con la paura si ritrova a dover dividere l’etere con il desiderio. Lo vogliono uomini e donne. Una mattina il suo corpo viene trovato legato al letto, bruciato. Narciso di Marcelo Martinessi è costruito su quella morte e su ciò che lo Stato decise di farne.

La posta in gioco attorno al film è ormai più grande del film stesso. L’accademia del cinema paraguaiana lo ha scelto come candidato del Paese all’Oscar per il miglior film internazionale, la seconda volta che un’opera di Martinessi porta quella bandiera, e l’imminente uscita spagnola è il primo banco di prova commerciale di una campagna che si regge su premi da festival, fondi di coproduzione europei e pochissimo muscolo hollywoodiano.

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Il cast dice che tipo di film vuole essere. Martinessi affida il ruolo del titolo a Diro Romero e lo circonda di un ensemble paraguaiano, tra cui Manuel Cuenca, Margarita Irún e Arturo Fleitas, invece di importare una star per trainare l’export. I due nomi esterni sono partecipazioni speciali: l’argentino Nahuel Pérez Biscayart, che 120 battiti al minuto ha reso una presenza fissa del cinema d’autore europeo, interpreta l’enigmatico Mister Wesson, e l’attrice spagnola Mona Martínez chiude il cerchio. È la firma di una coproduzione, non una scommessa di marketing, e tiene la storia ancorata alla città in cui è accaduta.

Il primo lungometraggio di Martinessi, Le ereditiere, seguiva due donne della vecchia borghesia di Asunción costrette a vendere i mobili di un patrimonio svanito. Vinse due Orsi d’argento a Berlino e diede al cinema paraguaiano un raro posto al tavolo europeo. Narciso guarda indietro, da quel declino signorile al momento in cui iniziò il marcio. È ambientato nei primi anni della dittatura di Alfredo Stroessner, durata dal 1954 al 1989 e tra le più lunghe dell’America Latina del Novecento, e porta il regista dal salotto allo studio radiofonico: da ciò che una società nasconde a come fabbrica lo scandalo in diretta.

Il caso alle spalle è uno che il Paraguay ha evitato per decenni. Nel 1959 lo speaker radiofonico Bernardo Aranda fu trovato bruciato nel suo letto ad Asunción. Le autorità usarono la sua morte per rastrellare uomini omosessuali, arrestarli, torturarli e renderne pubblici i nomi, nell’episodio che in Paraguay è ancora noto come il caso dei 108. Martinessi cambia nome al protagonista e romanza la cerchia che lo circonda, ma l’architettura resta intatta: una voce popolare, un cadavere e un governo per cui un delitto era più utile di un colpevole. Edin Custo, su Eye for Film, ha descritto il risultato come il ritratto di un «panico morale alimentato dai media, di corpi trasformati in prova pubblica, di desiderio ricodificato come minaccia».

Sul piano industriale, Narciso è un caso da manuale di come una piccola cinematografia nazionale arrivi oggi al mondo. Sette Paesi si dividono i titoli, Paraguay, Germania, Brasile, Spagna, Francia, Portogallo e Uruguay, con La Babosa Cine di Asunción al centro e partner come Pandora Film in Germania e BTeam Pictures in Spagna. Il progetto ha raccolto premi di sviluppo a San Sebastián e al mercato di coproduzione della Berlinale anni prima delle riprese. Ha debuttato nel Panorama berlinese, dove la federazione internazionale della critica FIPRESCI lo ha indicato come miglior film della sezione, ed è appena passato per Horizontes Latinos a San Sebastián. Luxbox, l’agente di vendita parigino, sta ora valutando distributori statunitensi e coordinando la strategia per l’Academy con un’agenzia di comunicazione di Los Angeles, secondo quanto riferito dai produttori al quotidiano paraguaiano Última Hora.

Niente di tutto questo garantisce che il film regga il peso che ora gli viene caricato addosso. Le recensioni berlinesi sono state ammirate più che unanimi. Erwan Desbois dell’International Cinephile Society lo ha definito «visivamente splendido», sostenendo che quella bellezza serve il dramma, mentre Sara Clements di Next Best Picture ha scritto che «impariamo frustrantemente poco su Narciso stesso» e ha visto trame che «spesso sembrano vignette scollegate più che un’unica forza trainante». Anche la critica favorevole segnala la stessa opacità. È un rischio reale per un film il cui argomento dipende dal fatto che il pubblico pianga un uomo cancellato dallo Stato. Un Aranda di finzione può accusare il regime; non può dirci chi fosse quello vero. E una corsa agli Oscar senza un distributore americano confermato è una salita ripida per un Paese che non ha mai ottenuto una candidatura in quella categoria.

Five performers sing around a Radio Capital microphone in Marcelo Martinessi film Narciso
The radio ensemble gathered around the Radio Capital microphone in Narciso (2026)

Romero è Narciso, con Cuenca nei panni di Lulu, Irún in quelli di Goya, Fleitas in un personaggio accreditato semplicemente come Dracula, Pérez Biscayart come Mister Wesson e Martínez come Nenucha. Martinessi ha scritto, prodotto e montato il film, girato ad Asunción e parlato in spagnolo e guaraní. Una delle immagini diffuse riunisce cinque interpreti attorno a un microfono con la scritta Radio Capital, uno dei quali truccato da vampiro con il volto bianco, e dichiara il registro del film più chiaramente di qualsiasi sinossi: lo spettacolo come copertura, il costume come nascondiglio. Sebastián Peña Escobar produce per La Babosa Cine, al terzo lungometraggio dopo Le ereditiere e Los últimos.

Narciso ha debuttato alla Berlinale il 17 febbraio ed è uscito nelle sale del Paraguay il 9 aprile. Arriva nei cinema spagnoli il 2 ottobre con BTeam Pictures e passerà poi al Festival do Rio il 9 ottobre. Dura poco più di un’ora e quaranta. Nessuna uscita italiana è stata ancora annunciata, così come nessuna negli Stati Uniti. La lettura sul suo posizionamento è netta: il Paraguay ha scelto il suo film più titolato dai tempi di Le ereditiere, e quanto lontano arriverà dipende ora meno dal film che dalla capacità di Luxbox di trovargli una casa americana prima che i votanti dell’Academy comincino a guardarlo.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

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