Arte

Christie’s Hong Kong supera il miliardo di HK$: un Manjushri del XII secolo guida la stagione

Un Manjushri da record, un album di Bada Shanren a cinque volte la stima e tanti giovani acquirenti: il miglior autunno dal 2018
Lisbeth Thalberg
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La figura è alta poco meno di un metro, con una corona ingioiellata sul capo e un loto che si leva all’altezza della spalla. Manjushri è il bodhisattva della saggezza nella tradizione buddhista, e questa sua immagine in rame dorato, fusa nell’Himalaya circa nove secoli fa, è diventata questa settimana il lotto più caro della stagione autunnale di Christie’s a Hong Kong. Una scultura nata per essere venerata ha superato ogni porcellana imperiale e ogni rotolo in sala.

Ha anche portato la casa d’aste oltre una soglia simbolica. Nell’insieme delle otto aste dal vivo della Hong Kong Asian Art Week, Christie’s ha superato il traguardo del miliardo di dollari di Hong Kong, il suo miglior risultato per la categoria in otto anni. Nel comunicato sui risultati, la casa indica la Grande Cina come principale area di acquisto, seguita dal Sud-est asiatico, e precisa che i collezionisti Millennial e della Gen Z hanno rappresentato più della metà di tutti i nuovi acquirenti.

Standing gilt-copper figure of the bodhisattva Manjushri with a jewelled crown and a lotus at his shoulder, on a dark background
Una figura di Manjushri in lega di rame dorato del XII secolo. Immagine: Christie’s Images Ltd.

Le vendite hanno totalizzato 1,02 miliardi di dollari di Hong Kong (129,4 milioni di dollari USA), con prezzi di aggiudicazione superiori del 111% alla stima minima. Il Manjushri, proposto nell’asta dedicata Awakening Wisdom: Masterpieces of Buddhist Art from a Private Asian Collection, ha raggiunto 137,35 milioni di HK$, più del doppio della stima minima e record mondiale in asta per una scultura himalayana in bronzo dorato. Insieme all’asta di Arte indiana, himalayana e del Sud-est asiatico, la categoria ha toccato 283 milioni di HK$, che Christie’s definisce il totale più alto mai ottenuto per questo settore in qualsiasi sede.

La pittura ha fornito l’altro racconto della stagione. Bada Shanren, discendente della casa reale Ming divenuto monaco buddhista dopo la caduta della dinastia e poi uno dei pittori più singolari della Cina, nacque nel 1626: quest’autunno cade dunque nel quattrocentesimo anniversario della sua nascita. Un album di dodici fogli a inchiostro con fiori e uccelli, datato 1699 e appartenuto a Zhang Daqian e in seguito allo studioso di Bada Wang Fangyu, è stato venduto per 61,9 milioni di HK$, oltre cinque volte la stima minima e, secondo i conti di Christie’s, il dipinto classico cinese più prezioso venduto in questa stagione. Gli uccelli di Bada, ridotti a pochi tratti e a uno sguardo obliquo e diffidente, restano tra le immagini più riconoscibili dell’arte cinese. Nella pittura a inchiostro moderna, Sailing in River Li di Li Keran è stato il lotto di punta con 12,8 milioni di HK$.

Nelle sale delle ceramiche, il terzo capitolo di The Ai Lian Tang Collection – Gems of the Imperial Capital ha incassato 214,5 milioni di HK$, portando la collezione a 737,8 milioni di HK$ in tre stagioni: la terza collezione di un singolo proprietario di ceramiche e opere d’arte cinesi più preziosa mai venduta all’asta. Il lotto di punta è stato un vaso a forma di hu con smalti yangcai, decoro «Cento cervi» e marchio a sigillo Qianlong, a 35,06 milioni di HK$, mentre una tabacchiera in giadeite verde smeraldo intagliata, alta appena cinque centimetri, ha ottenuto 25,91 milioni di HK$, record mondiale in asta secondo la casa. Una brocca d’oro ingioiellata realizzata per l’imperatore Qianlong, venduta separatamente, ha raggiunto 55,8 milioni di HK$.

Le vendite proseguono online fino al 5 novembre con Pavilion Online – Chinese Art. A The Henderson, sede di Christie’s per l’Asia-Pacifico, una mostra commemorativa che rilegge l’Esposizione internazionale d’arte cinese della Royal Academy del 1935–36 è visitabile fino al 6 novembre. Quella mostra londinese contribuì a plasmare il modo in cui il mondo guardava all’arte cinese. Novant’anni dopo, i risultati di questa settimana mostrano dove si è spostato il baricentro: i principali acquirenti arrivano ora dalla Grande Cina e dal Sud-est asiatico, e più della metà dei nuovi arrivati appartiene a una generazione più giovane.

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