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One Day: la realtà dell’amore senza filtri, raccontata attraverso l’intimità quotidiana

Molly Se-kyung
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La scena iniziale di One Day (2024) indugia su Emma Morley, interpretata da Ambika Mod, sola nel corridoio di un’università, mentre scruta la stanza in cerca di Dexter Mayhew (Leo Woodall). È un momento che definisce il tono di questo adattamento Netflix: un’intimità discreta immersa in una vicenda ampia e articolata. Tratta dal romanzo di David Nicholls e arrivata dopo il film del 2011, la serie di Nicole Taylor racconta i 14 anni della relazione tra Emma e Dexter, dalla notte della loro laurea agli alti e bassi della vita.

Ciò che rende coinvolgente One Day è il suo rifiuto di idealizzare l’amore. A differenza di molti drammi romantici, che puntano sui gesti plateali e sulle dichiarazioni travolgenti, questa serie affonda le radici nella quotidianità delle relazioni durature. La regia di Taylor è misurata ma efficace e lascia che siano le interpretazioni a sostenere il peso della storia. La serie dà il meglio nei momenti più piccoli: le dita di Emma che tremano mentre scrive il suo primo romanzo, la desolazione silenziosa sul volto di Dexter quando capisce che i privilegi di cui ha goduto gli hanno impedito di vedere le cose con chiarezza. Dettagli che, pur sembrando insignificanti, si sommano fino a comporre un ricco mosaico di emozioni umane.

Mod e Woodall sono il fulcro della serie. L’interpretazione di Mod resta impressa anche dopo la fine di ogni episodio. La sua Emma è determinata ma vulnerabile, una scrittrice che fatica ma non si arrende mai. Il ritratto ha un’autenticità schietta: lo si vede nel modo in cui giocherella nervosamente con la penna mentre propone una storia e nella mascella che si tende con decisione quando rifiuta di scendere a compromessi sui propri principi. Woodall, intanto, attraversa con sicurezza l’evoluzione di Dexter, da giovane arrogante ad adulto stanco. La sua prova è ricca di sfumature e rende i difetti del personaggio intriganti quanto il suo fascino. La chimica tra Mod e Woodall è evidente: i loro scambi sono attraversati da tensioni inespresse ed emozioni irrisolte.

La serie trae beneficio anche dalla struttura episodica, che permette di esplorare il romanzo più a fondo di quanto riuscisse a fare il film del 2011. Scene come il doloroso crollo di Emma in un caffè londinese o gli impacciati tentativi di Dexter di fare il padre hanno lo spazio per svilupparsi e aggiungono alla loro relazione sfumature che risultano guadagnate, non forzate. L’attenzione della serie per il realismo emerge anche nel modo in cui racconta il passare del tempo. A differenza di molti adattamenti che condensano gli anni in una sequenza di montaggio, One Day non ha fretta e permette agli spettatori di vivere i cambiamenti graduali nelle vite di Emma e Dexter.

One Day, però, non è priva di difetti. Il ritmo ogni tanto inciampa, soprattutto negli episodi centrali, quando la serie indugia troppo su personaggi secondari come Sylvie (Eleanor Tomlinson) e Alison (Essie Davis). Queste deviazioni offrono scorci sul mondo che circonda Emma e Dexter, ma spesso sembrano più una distrazione che una necessità. I tentativi di attualizzare alcuni temi — come il ruolo dei social media nelle relazioni di oggi — a volte si scontrano con la dimensione senza tempo del racconto. Sono passaggi che appaiono forzati, come se gli sceneggiatori si sforzassero troppo di rendere la storia rilevante per il pubblico contemporaneo.

La serie è meno efficace anche nella gestione dei salti temporali. Nel film del 2011, gli incontri annuali tra Dexter ed Emma erano un ingegnoso espediente narrativo; la serie fatica invece a ottenere lo stesso impatto emotivo. Alcuni passaggi sono bruschi e costringono gli spettatori ad affannarsi per orientarsi, anziché lasciarsi assorbire dalla storia. La dedizione della serie ai personaggi e al loro percorso la distingue nel panorama affollato dei drammi romantici. La colonna sonora di Anne Nikitin, con le sue delicate melodie al pianoforte e i discreti accenti elettronici, accompagna alla perfezione i momenti emotivi della serie.

One Day sa che l’amore non è fatto solo di gesti plateali, ma anche dei momenti silenziosi che li separano. È una serie per chi apprezza una narrazione sfumata e interpretazioni autentiche, non levigate a tutti i costi. L’attenzione per la verità dei sentimenti la distingue dagli altri drammi romantici e la rende una piacevole novità per il genere.

In conclusione, One Day saprà parlare a chi ama le storie profondamente umane. Nonostante qualche difetto, i suoi punti di forza superano di gran lunga le debolezze. Le interpretazioni di Mod e Woodall sono magnetiche e la regia di Taylor mantiene la serie saldamente ancorata alla realtà.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

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