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Elle su Prime Video: la liceale il cui ottimismo instancabile tutti scambiavano per mancanza di serietà

Liv Altman
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Ogni adolescente recita una versione di sé che spera regga. La singolarità di Elle Woods è che abbiamo già visto quale ha vinto. Prima dei tailleur rosa, prima del video di ammissione a Harvard, prima del colpo di scena in tribunale, c’era una ragazza in un liceo della California del Sud il cui ottimismo instancabile quasi tutti intorno a lei leggevano come mancanza di serietà. La serie torna a cercarla sapendo perfettamente come va a finire.

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L’aggiunta più intelligente è una per cui i film non hanno mai avuto spazio: il rapporto tra madre e figlia. June Diane Raphael interpreta Eva Woods, la madre, e Tom Everett Scott il padre, Wyatt; quando le acque del liceo si fanno agitate, la famiglia diventa il luogo a cui Elle torna. Chi ha visto Una mamma per amica sa quanto possa portare lontano una serie un ritmo madre-figlia veloce, affettuoso e un po’ battagliero. Ed Elle sembra capire che l’origine di una donna che non si scusa mai per ciò che è dovrebbe cominciare, probabilmente, al tavolo della cucina.

È un prequel, e Prime Video non nasconde la discendenza: il titolo completo è Elle: From the World of Legally Blonde. L’esordiente Lexi Minetree incarna la versione diciassettenne del personaggio che Reese Witherspoon ha reso un punto di riferimento, in un liceo molto precedente a Harvard dove Elle è, per una volta, pesce nell’acqua e non fuori dall’acqua. La commedia è luminosa e rapida. La premessa che la regge è silenziosamente strana: una storia di formazione la cui destinazione il pubblico conosce da un quarto di secolo.

Quella conoscenza anticipata è il motore. La macchina solita del teen drama chiede se la protagonista conquista il ragazzo o supera l’anno. Elle non può reggersi su quella suspense, perché sappiamo già che finisce a discutere giurisprudenza a Cambridge. Procede allora su una domanda più difficile: non cosa succede a Elle, ma quanto le costa diventare Elle. L’ottimismo che archiviamo come il suo superpotere appare qui come un atto di volontà quotidiano, tenuto contro un mondo che si ostina a scambiarlo per ingenuità.

Chi la costruisce sa in quali tradizioni lavora. Laura Kittrell, la creatrice, viene da stanze di scrittura comica come Insecure; la sua co-showrunner, Caroline Dries, ha passato anni a progettare il genere teen serializzato in The Vampire Diaries e Batwoman. L’accostamento tradisce l’ambizione: una voce comica montata sulla macchina che fa pesare una settimana adolescenziale come una conseguenza. Jason Moore, regista di Voices, firma i primi episodi.

Il cast continua a strizzare l’occhio alla generazione cresciuta con questi riferimenti. James Van Der Beek, un tempo santo patrono del desiderio adolescenziale televisivo, compare come sovrintendente scolastico e candidato sindaco: il vecchio idolo teen riconvertito nell’autorità che una ragazza deve spingere via. Ambientare tutto questo a metà degli anni Novanta non è scenografia. È il mondo prima che Internet insegnasse a una generazione a deridere in anticipo la propria sincerità, quando l’entusiasmo senza corazza non era ancora un difetto di cui scusarsi in pubblico.

Elle - Prime Video
Elle Woods (Lexi Minetree) in ELLE. Photo Credit: Jessica Brooks/Prime Video

Resta la domanda che la serie è abbastanza intelligente da non sciogliere. Sappiamo quale donna diventa Elle. Ciò che nessun prequel può restituire è se quella sicurezza sia stata davvero scelta liberamente o fabbricata contro il dubbio di tutti gli altri. Una storia che possiede già il proprio finale può parlare, in fondo, solo del prezzo per arrivarci. Elle scommette che quel prezzo è il racconto.

Elle debutta il 1° luglio su Prime Video, con gli otto episodi della prima stagione disponibili lo stesso giorno. La piattaforma l’ha rinnovata per una seconda stagione già a gennaio, prima di trasmettere un solo episodio: la scommessa che il pubblico cresciuto con il film vorrà vedere da dove è partita.

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