Serie

Balaraw: Blood Island su Netflix, l’horror folk filippino che prende il nome da un pugnale precoloniale

Veronica Loop
Aggiungici su Google

L’ultima volta che Rae Red ha diretto Janine Gutierrez, il film era Babae at Baril: la storia di una commessa di un grande magazzino che trova una pistola davanti alla porta di casa. L’opera si è aggiudicata i premi per il miglior film, la miglior regia e la miglior attrice ai Gawad Urian, riconoscimenti assegnati dai critici filippini del Manunuri ng Pelikulang Pilipino. Ora le due tornano a lavorare insieme a «Balaraw: Blood Island», una serie horror folkloristica in lingua filippina realizzata per Netflix. Gutierrez interpreta Sabina Tejeros, una donna che da anni cerca la madre scomparsa e che, seguendo una nuova pista fino a un’isola non segnata sulle mappe, trova ad attenderla entità soprannaturali tratte dalla mitologia filippina e segreti che riguardano la sua stessa famiglia.

YouTube video

Anche la casa di produzione dietro la macchina da presa fa parte della reunion. EpicMedia, che aveva coprodotto Babae at Baril con Cignal Entertainment, produce la serie. Agot Isidro interpreta Rebecca, la madre scomparsa di Sabina, mentre Charlie Dizon veste i panni di Bulak Bernabe. Completano il cast corale Romnick Sarmenta, Ronnie Lazaro, Nonie Buencamino, Teroy Guzman e Archi Adamos. Netflix descrive la serie come un racconto corale dalle atmosfere di Lost, ma saldamente radicato nella sensibilità filippina.

In quella frase è racchiusa, in miniatura, l’intera scommessa commerciale. Lost è il riferimento che un abbonato di qualsiasi parte del mondo riconosce in mezzo secondo: degli sconosciuti, un’isola, un mistero che si allarga sempre di più. Ma è la seconda parte della frase quella su cui Netflix sta davvero puntando. Un’isola piena di enigmi è un formato che può realizzare chiunque. Un’isola popolata da creature del folklore filippino, pensata prima di tutto per il pubblico filippino, è qualcosa che solo una squadra filippina può offrire: una specificità del genere ha già permesso alle produzioni coreane e spagnole di trovare un pubblico internazionale sulla piattaforma.

Partiamo dal titolo, perché non indica un luogo che si possa trovare su una mappa. Un balaraw, chiamato balarao nella maggior parte delle opere di consultazione, è un pugnale filippino precoloniale, con lama a doppio filo a forma di foglia e un’impugnatura che termina con due sporgenze simili a corna. Era un oggetto di prestigio tra nobili e guerrieri, spesso lavorato in metalli preziosi, avorio e corno. La serie dà il nome dell’arma a un’isola. Alcune versioni del titolo rendono esplicito il riferimento alla lama: in Turchia «Balaraw: Blood Island» è chiamato Hançer Adası, cioè «Isola del pugnale», mentre il titolo cinese, 血刃岛, si può leggere come «Isola della lama insanguinata».

Finora la promozione punta più sulla trappola che sui mostri. Nel teaser, lo slogan avverte in filippino che si può lasciare Balaraw, ma non si può sfuggire all’isola. Nel resoconto di Philstar sul filmato vengono messi in evidenza misteriose telefonate, abitanti inquietanti e disegni sulle pareti di una grotta. Una clip separata di Netflix Philippines, descritta negli articoli dedicati alla sua uscita, si concentra invece sulla traversata: Sabina è su una barca diretta verso l’isola alla ricerca della madre, quando una lite tra un passeggero e il capitano degenera in uno scontro fisico.

Il percorso di Red aiuta a capire perché questa collaborazione conti al di là della nostalgia. La regista ha raccontato che Babae at Baril è nato dal suo desiderio, fin da bambina, di trovare sullo schermo donne a cui potersi ispirare, e che il film le ha permesso di dare sfogo alla rabbia per ciò che le donne affrontano ogni giorno. Gran parte del film seguiva una donna logorata dagli uomini che la circondavano. La nuova premessa sposta il fulcro all’interno di una famiglia: una figlia, una madre scomparsa e ciò che l’isola sa di entrambe. Sulla carta, sembra che la stessa regista orienti il motore di un racconto di genere verso una domanda: che cosa si trasmettono le donne, e che cosa invece tengono per sé?

Gutierrez porta il peso di questa storia nel ruolo da protagonista. Babae at Baril le è valso il Gawad Urian e il FAMAS come miglior attrice, seguiti dal Rising Star Award al New York Asian Film Festival. Isidro, nota per il suo lavoro nel cinema indipendente e in teatro, ha ricevuto a sua volta un FAMAS e un premio al Metro Manila Film Festival, oltre a cinque candidature ai Gawad Urian. Dizon si è fatta conoscere con Fan Girl, presentato al Metro Manila Film Festival, e ha vinto anche lei un Gawad Urian. Affidare i ruoli centrali a tre attrici di questo calibro significa dichiarare che a sostenere la serie sarà la vicenda familiare, non il lavoro sulle creature.

Il calendario è l’ultimo tassello del piano. Netflix pubblica «Balaraw: Blood Island» nella settimana di Halloween, che nelle Filippine si salda direttamente con Undas: i giorni in cui le famiglie affollano i cimiteri per visitare le tombe dei propri defunti. L’uscita, nella stessa settimana in cui un intero Paese parla dei suoi fantasmi, di una serie horror folkloristica su una madre scomparsa è una scelta di programmazione dalla logica evidente. La vera prova sarà capire se il pubblico internazionale seguirà il paragone con Lost fino ad arrivare alla materia filippina.

La premessa lascia sospesa, sotto l’orrore, una domanda a cui la promozione non sembra dare risposta. Se Sabina ritrova sua madre sull’isola, che cosa scoprirà sulla donna che l’ha cresciuta e che avrebbe preferito non sapere?

«Balaraw: Blood Island» debutterà su Netflix il 29 ottobre 2026. La prima stagione è composta da otto episodi. La regia è di Rae Red e la produzione di EpicMedia. Il cast è guidato da Janine Gutierrez, Agot Isidro e Charlie Dizon, con Romnick Sarmenta, Ronnie Lazaro, Nonie Buencamino, Teroy Guzman e Archi Adamos. La serie è un’opera di finzione, non una storia vera, e si ispira al folklore filippino. È una produzione originale Netflix, disponibile quindi in streaming solo sulla piattaforma.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

Tag: , , , , ,

Aggiungici su Google

Discussione

Ci sono 0 commenti.