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100 Days of Deception su Netflix, la borseggiatrice che spia il governo coloniale giapponese

Camille Lefèvre
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Una borseggiatrice vive osservando chi è distratto da altro, e «100 Days of Deception» le mette davanti il bersaglio più difficile: un governo occupante. Lee Ga-kyung, la ladra più abile di Gyeongseong, il nome con cui veniva chiamata Seoul sotto il dominio giapponese, riceve un’offerta dal movimento per l’indipendenza. Assume una falsa identità, viene assunta presso il Governatorato generale giapponese della Corea e lavora come spia per cento giorni. Questo romance spionistico in costume coreano, in arrivo su Netflix con Kim You-jung protagonista, ruota attorno a quell’accordo e a un dettaglio sulla donna che lo accetta: la causa non le appartiene. Il teaser ufficiale di tvN riprende una sua battuta: «Andrò in America a qualunque costo».

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La serie è il progetto speciale di tvN per il ventesimo anniversario del canale. È stata scritta da Ryu Bo-ri, autrice di Do You Like Brahms?, ed è diretta da Yoo In-shik, regista della serie Dr. Romantic e di Extraordinary Attorney Woo, insieme a Kim Yoon-jin. La produzione è affidata a Studio Dragon e Nangman Crew. La storia è ambientata nel 1932, all’interno dell’edificio da cui il Giappone amministrava la propria colonia. Ga-kyung vi entra con il nome di Geum Seo-hee, come nuova interprete, inviata da Yoo So-ran (Kim Hyun-joo), cecchina di un gruppo antigiapponese chiamato Gugukdan. La proposta di So-ran, nei materiali promozionali, è semplice: «Diventa la nostra spia. Ti propongo un accordo».

A complicare le cose c’è un uomo che Ga-kyung ha già derubato. Secondo i materiali stampa coreani, i due si incontrano per la prima volta quando lei gli sfila il portafoglio alla stazione di Gyeongseong. Si tratta di Kim Tae-woong (Park Jin-young, membro dei GOT7 accreditato come Jinyoung), che al Governatorato generale si fa chiamare Sato Hideo: un interprete d’élite, fluente in coreano, giapponese e inglese, tornato a Joseon dopo dieci anni all’estero e figlio adottivo di Sato Shinichi (Jin Seon-kyu), direttore generale degli Affari politici e seconda carica dell’amministrazione coloniale. Tae-woong ha due nomi e, secondo la descrizione della serie, anche una missione tutta sua. Una delle sue battute promozionali riassume il loro primo incontro: «Sei stata bravissima a borseggiare. Io, invece, sono stato pessimo».

Il teaser trasforma quell’incontro nel motore della serie. Tae-woong continua a imbattersi in Ga-kyung, ogni volta sotto una diversa identità, e dà voce alla domanda più ovvia: «Una borseggiatrice, un’inquilina e adesso un’interprete del Governatorato generale?». Suo padre gli dice di renderla dipendente da lui. Dall’altra parte, So-ran assegna a Ga-kyung una nuova missione: conquistare Sato Hideo. Il teaser si chiude con Ga-kyung che gli dice «Mi piaci. Fin dal nostro primo incontro», mentre incrocia le dita dietro la schiena. In altre parole, entrambi i responsabili hanno messo i propri agenti sulle tracce dell’altro.

Vista così, la premessa è meno una storia d’amore con lo spionaggio sullo sfondo che il racconto di due bugiardi professionisti al lavoro nell’unico edificio in cui una menzogna potrebbe costare la vita a un coreano. L’interprete era il tramite attraverso cui gli ordini dello Stato coloniale diventavano parole coreane, e la serie colloca entrambi i protagonisti in quel ruolo: ogni frase passa da loro, ma nessuna delle due parti ha motivo di fidarsi. Lo slogan ufficiale indica al pubblico la direzione dell’arco narrativo: «Fu una bugia durata 100 giorni. Finché non diventò sincera». Anche la frase scelta per il poster di Sato Hideo segue la stessa linea, dal suo punto di vista: «Anche se sapevo che era una bugia, continuavo a volerci credere».

L’anno è stato scelto con cura. Nel 1932 il movimento per l’indipendenza condusse i suoi attentati più clamorosi fuori dalla Corea: all’inizio di quell’anno Lee Bong-chang lanciò una granata contro il corteo dell’imperatore giapponese a Tokyo; alcuni mesi dopo, Yun Bong-gil fece esplodere una bomba durante una cerimonia giapponese all’Hongkou Park di Shanghai. La serie inserisce in quel clima la sua cecchina immaginaria, la borseggiatrice e Yoo Philip (Lee Moo-saeng), un corrispondente coreano-americano che lavora per il movimento. Il poster del personaggio di Sato Shinichi punta dritto al cuore della questione: «Pensi davvero che la Corea otterrà l’indipendenza solo uccidendomi?».

Il cinema e la televisione coreani hanno raccontato il periodo coloniale da prospettive diverse. Mademoiselle costruiva una truffa attorno a una borseggiatrice nella Corea degli anni Trenta. Phantom dava la caccia a una spia tra il personale del Governatorato generale. The Age of Shadows e Assassination seguivano i combattenti per l’indipendenza tra doppi giochi e tradimenti, mentre Mr. Sunshine, sempre di tvN, ambientava una storia d’amore negli anni della resistenza. Di recente Netflix ha proposto Gyeongseong Creature, ambientata nella stessa città. Sulla carta, ciò che «100 Days of Deception» cambia è la motivazione iniziale. La protagonista non è una patriota né una vittima in cerca di vendetta. È una ladra professionista con in mente un biglietto, e la premessa suggerisce che il dramma mostrerà quanto la causa riuscirà a contagiarla prima che scada il tempo.

Sotto il primo conto alla rovescia ce n’è un secondo. L’identità assegnata a Ga-kyung, Geum Seo-hee, non è casuale: nei materiali stampa So-ran rivela che Seo-hee era il nome di sua figlia. Il dolore di So-ran diventa così parte della copertura di Ga-kyung, e ogni giorno in cui lavora nell’edificio la recluta porta con sé la perdita della donna che la dirige.

Il cast punta su interpreti capaci di muoversi su due registri. Kim You-jung, già protagonista di Moonlight Drawn by Clouds, ambientato nell’epoca Joseon, e di My Demon, interpreta la ladra costretta a parlare come un’interprete qualificata. Park Jin-young è il figlio del regime, che forse non è la persona che suo padre crede. Kim Hyun-joo, vista in tutto il mondo in Hellbound, interpreta la responsabile della missione; Jin Seon-kyu, noto a livello internazionale per Extreme Job, è il funzionario al vertice dell’edificio. Completano il cast accreditato Park Jung-yeon e Lee Sun.

La premessa lascia aperta anche la domanda più evidente. Se una ladra si finge una spia per 100 giorni e l’uomo che dovrebbe sedurre finge di essere qualcun altro per ragioni sue, la scadenza non basta a stabilire chi dei due stesse mentendo. Quando arriverà il centesimo giorno, a cosa sarà stata davvero fedele Ga-kyung?

«100 Days of Deception» debutterà su tvN il 10 ottobre 2026 alle 21:10, ora coreana, e sarà disponibile in streaming su TVING in Corea del Sud e su Netflix nel resto del mondo, con nuovi episodi ogni sabato e domenica. La prima stagione sarà composta da 16 episodi; il finale è previsto per il 29 novembre. I personaggi sono inventati, mentre l’ambientazione — il Governatorato generale giapponese nella Gyeongseong del 1932 — è storica.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

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